23.1.09

2009: Fuga dar Trionfale

Sono a Roma. Sono viva (lo attestano gli stati di famiglia, se dovessi certificare io questa condizione non sarei così definitiva). Sono stritolata nelle solite idiozie burocratiche che ti fanno maledire un evento con cui già fatichi a riconciliarti. Del resto mio padre andava sempre di prescia e la cristonatura scattava puntualmente. Il destino cinico e baro mi impone di scegliere se pagare un boato di soldi ed essere libera e bella di seppellire il mio passato italiano, oppure risparmiare i soldi che non ho e rimanere nominalmente qui, preda di tutti i lacci e lacciuoli, come Gianni Perego e Romolo Catenacci, perché io nun me ne vado, e Roma nun more.
Insomma, una scelta da operare in tutta serenità.
E comunque questo post non è sui cazzi miei (anche se estenderli al mondo ha un che di catartico e terapeutico), e in fondo non è neanche un post.

È una domanda.

Una domanda che mi pongo ininterrottamente da cinque giorni, da quando sono ritornata in una città in cui non sento altro che di furti, rapine e stupri, e se è andata bene so' volati solo un par di schiaffi per un tamponamento. Una città in cui gli elicotteri volano quotidianamente a distanza minima di sicurezza -- Alcatraz, praticamente. Roba da brividi.
Per fortuna che fra un po' me ne rivado. Ma voi, come cazzo fate a viverci voi? No, seriamente.

12.1.09

Can't Believe How Strange It Is to Be Anything at All



What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round the sun
What a beautiful dream
That could flash on the screen
In a blink of an eye and be gone from me
Soft and sweet
Let me hold it close and keep it here with me

And one day we will die
And our ashes will fly from the aeroplane over the sea
But for now we are young
Let us lay in the sun
And count every beautiful thing we can see
Love to be
In the arms of all I'm keeping here with me

What a curious life we have found here tonight
There is music that sounds from the street
There are lights in the clouds
Anne's ghost all around
Hear her voice as it's rolling and ringing through me
Soft and sweet
How the notes all bend and reach above the trees

Now how I remember you
How I would push my fingers through
Your mouth to make those muscles move
That made your voice so smooth and sweet
Now we keep where we don't know
All secrets sleep in winters clothes
With one you loved so long ago
Now he don't even know his name

What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round' the sun
And when we meet on a cloud
I'll be laughing out loud
I'll be laughing with everyone I see
Can't believe how strange it is to be anything at all

Neutral Milk Hotel, In The Aeroplane Over The Sea

Ciao pa'.

22.12.08

E mo' spiegalo a C.

Negli anni passati con C. mi sono resa conto di una cosa piuttosto imbarazzante: nove volte su dieci, quando mi tocca spiegargli come funzionano le cose in Italia, quelle che erano pacifiche certezze si sgretolano alla velocità di un incredulo "You must be kidding me".
Neanche un inglese tutto sommato decente riesce a salvarmi da questa slavina: non è che non riesco a spiegargliele (a un certo punto lo interrogo per vedere se sta seguendo), è che proprio certe idiosincrasie, specialmente se raccontate in un'altra lingua, si manifestano in tutta la loro abbacinante nudità.

E no, non sto parlando delle consuetudini al volante o dei fenomeni di folklore dogmatico assurti a feste di Stato: parlo soprattutto di cose in cui ho creduto per anni.
Devo dire che inizialmente il senso di destabilizzazione mi dava un po' di vertigini. Ultimamente invece ci ho preso gusto. Trovo che la fase "Spiegalo a C." sia il miglior crash test per valutare la tenuta di un'opinione. Ora che l'effetto devastante dei primi tentativi è passato so che per ottimizzare i risultati devo arrivare allenata. Cioè, prima di lanciarmi a folle corsa con la mia ideuzza, per poi accorgermi che sto sgambettando nell'aria come Wile E. Coyote ben oltre l'orlo del precipizio, cerco di pre-testarla io. Insomma, il bungee jumping non sarebbe altrettanto divertente se non si avesse la quasi totale certezza che la corda reggerà.

Ecco perché il crash test di ieri sera non mi trova impreparata. Cioè, ho fatto un po' la finta tonta, ma giusto per non tradire lo spirito del momento.

- Ciccio, oggi stavo leggendo una cosa che Massimo ha scritto sul suo blog...
- Cosa?
- Il fatto che secondo lui i sindacati sono l'unica speranza per i lavoratori in Italia.
- Ma intendi le union?
- NOOOOOOOOOO! Quella è roba mafiosa! Niente più che una gilda! I sindacati italiani hanno una gloriosa tradizione nelle società di mutuo soccorso, sono loro che hanno elevato lo sciopero a mezzo di rivendicazione dei diritti e, beh, non ti sto a raccontare quello che hanno fatto in passato, ma se nelle fabbriche gli operai non muoiono come mosche è per merito loro!
- Capito... e ora che fanno?
- Beh, praticamente loro discutono con i sindacati dei datori di lavoro, e insieme decidono quanto i lavoratori devono guadagnare. E ogni tot di anni son dolori, perché gli stipendi vanno adeguati e chiaramente i datori di lavoro non vogliono cedere.
- Oddio, messa così sembra che far parte di un sindacato sia una fregatura.
- E perché?
- Beh, perché se sei iscritto loro decidono quanto guadagni!
- Ehm, ciccio, mi sa che non mi sono spiegata... Loro decidono per tutti i lavoratori. Cioè, in teoria no, però in pratica sì.
- COSA?? E perché???
- Beh, perché così tutti guadagnano almeno un minimo...
- Questa è una cosa giusta... ma quindi decidono solo i minimi?
- Uhm, no, veramente di fatto decidono anche i massimi, visto che ci sono anche livelli che variano con l'anzianità e a ogni livello ci sono degli scatti che poi vengono assorbiti nel... come cazzo si tradurrà superminimo--
- Scusa?
- Niente, lassa sta'...
- Ma poi, scusa, ogni volta che nasce una nuova professione questi devono creare il sindacato apposta e discutere di retribuzioni?
- No, di solito per far prima ti piazzano in un sindacato che già c'era...
- E quindi tu che lavori nell'IT?
- ... metalmeccanica...
- COSA?
- Niente, lassa sta'...
- Ma poi chi li vota?
- Beh, immagino ci siano elezioni interne...
- Però poi decidono per tutti...
- Eh...
- Ma insomma, questi decidono solo gli stipendi?
- No! Fanno ancora lotte e rivendicazioni!
- Tipo?
- Tipo l'anno scorso... hanno praticamente bloccato il governo Prodi perché doveva rendere attuativo il decreto che portava il limite minimo per la pensione da 57 a 60 anni per chi smette di lavorare nel 2008.
- Scusa, ma non hai detto che tu non Italia tu non potresti andare in pensione prima dei 65? E che tu hai meno diritti di chi va in pensione nel 2008?
- Niente, lassa sta'... Comunque a loro ti puoi rivolgere se hai problemi sul lavoro.
- Ah, ecco, mi pareva...
- Solo che il sindacato si trova solo nelle aziende più grandi.
- In che senso?
- Nel senso che solo le aziende grandi hanno rappresentanti sindacali.
- Quindi chi è nel sindacato lavora anche nell'azienda? Ma così non è soggetto a pressioni?
- No è tutelato, perché non può essere licenziato--
- Intendevo pressioni in "positivo".
- Ah... hmmm...
- Vabbè, capito. E quelli nelle aziende medie e/o piccole?
- Ehm, loro possono andare agli uffici dei sindacati e incrociare le dita.
- Hm...
- Però a volte funziona -- metti i giornalisti: le cause di lavoro le vincono sempre.
- Ma non mi dicevi che i giornalisti italiani sono praticamente una casta?
- Niente, lassa sta'...
- Vabbé, al solito mi sembra una cosa molto italiana.
- Cosa?
- Il fatto che il lavoro sia vissuto come una maledizione da cui un benevolo padre/padrone ti deve salvare, perché tu sei a prescindere troppo imbecille per farlo. Praticamente questi non ti riconoscono un minimo di autonomia nella tua capacità di contrattare il tuo tempo. E non ti riconoscono la possibilità di migliorare, o di cambiare strada. Ci credo che tutti gli italiani che conosco si lamentano del lavoro che fanno: praticamente entri nel sistema e lì rimani tipo criceto nel percorso obbligato. E per di più, se sei al di fuori del percorso obbligato dei sindacati non hai neanche un diritto.
- Mh.
- E quindi Massimo sostiene che loro salveranno i lavoratori italiani?
- Già.
- E come?
- Ciccio, non lo so... a volte ho l'impressione che noi reduci di sinistra soffriamo della sindrome di Stoccolma. Ostaggi di pazzi sadici, ma senza il coraggio di mandarli affanculo perché non abbiamo più idea di come possa essere la vita senza di loro.
- E ora perché sorridi?
- Niente, pensavo ai crash test. Sono utili, no?
- Eh?
- Niente ciccio, lassa sta'... 'notte!

*clic*

(solo lei può mandarmi a cacare per questo post... ma le abbuono la reazione emotiva solo per un mese, poi basta, eh?)

4.12.08

Piove, panettiere ladro

Non che mi ci volessero le sveglie alle 2 del mattino per farmi apprezzare gli sforzi di chi lavora in un panificio, ma di certo quelle poche sveglie mi hanno aiutato a capire quanto sacrificio (e quanto costo vivo) c'è dietro un centinaio di kg di pane. E non parlo di pane superlativo, ma di un pane onesto.

Quindi, se già il vecchio adagio "costa più il pane dei biscotti" mi faceva cascare le palle (in quel modo lento ma inesorabile che solo le beppegrillate hanno di farti cascare le palle), secondo voi, che effetto mi fa ora leggere la versione natalizia del meme?

6.11.08

Abbronzature, illuminazioni e il fantasma del compagno Togliatti

So che non c'è nulla di più fastidioso che annunciare il ritorno all'oblìo per poi non tornarci, ma stasera mi è finalmente chiara la visionaria strategia del PresConsMin italico (quello "diversamente alto", per intenderci).

Egli non ha proferito una battuta da Bagaglino. Egli ha fatto una scelta di campo.
Non a caso in Russia. Non a caso a colloquio con la marionet il presidente Medvedev.

Egli non ha fatto il simpatico. Egli ha insultato con la sicumera di chi sa di avere le spalle coperte.
Il nostro nano preferito ha nasato gli equilibri geopolitici instabili, e ha spostato l'asse.
Non siamo più amici della Merica.
Ora siamo amici della Russia.

Abbiamo saltato la cortina di ferro.
Roba che manco Togliatti avrebbe mai sognato.
Cominciate a tirar fuori i colbacchi, quest'inverno andranno tantissimo.

5.11.08

Giusto per chiudere il cerchio

Non ho seguito molto la coda di campagna elettorale, tanto lo sapevo. Ho passato gli ultimi giorni incazzandomi con familiari e amici italiani che a mezza voce ripetevano le solite trite e ritrite sospensioni sulla razza e sul razzismo degli "americani".
Seriamente, detto in una delle nazioni del G8 nelle cui grandi città non si vedono persone di colore con abiti eleganti e valigette di pelle, fa veramente ridere. Italiani, bravissimi a non fare un cazzo, perché guarda: gli altri lo fanno male.

Per la cronaca, avevo pronosticato una vittoria di Obama con 333 voti: evidentemente in un rigurgito di pessimismo tricolore. Ora ritorno nell'oblio, ma ci tenevo tantissimo a ribadire:

ve lo avevo detto.

UPDATE: La telespettatrice Paola si lamenta al TG2 perché "stavolta si è davvero esagerato" con lo spazio concesso dai media alle elezioni americane. Pòra ciccia, tutto tempo rubato a Meredith e a Garlasco, che quelli sì che meritano attenzione. E subito a ruota Claudio Angelini, con una faccia a chiappe sovrapposte, che ora incensa gli Stati uniti come luogo in cui le razze si amerebbero. Ma porcocazzo, ce la facciamo una volta, una sola, a non fare affermazioni ridicole?
A Gerardo Greco che dice che Obama ha vinto solo perché c'era la crisi economica, invece, dico solo prrrr. Questo è il livello dialettico che l'affermazione merita.

29.10.08

Il meme della paura

Per i due lettori che ancora non lo sanno, sono a Roma fino alla fine di novembre. A studiare. Il pane.

Il momento in cui ho capito che Obama poteva vincere è coinciso con questo articolo di Michael Chabon. Da allora mi è stato oltremodo chiaro che il vero ostacolo all'elezione di Obama non erano i conservatori, ma i disfattisti. Quelli che "voto Hillary per non disperdere il voto" (alle primarie?), quelli che "figurati se eleggono un nero negli Stati uniti" (tu chiamale se vuoi: proiezioni...), quelli che "tanto pure se vince lo ammazzano". E ne ho sentiti tanti, anche tra amici e persone che stimo e con cui ho una larga base di opinioni condivise. Sarebbe interessante studiare il meccanismo che porta al fatalismo politico.
Oggi leggo su Gawker un articolo che parte da una frase di Obama, e porta la mia riflessione molto più in là. Copincollo ampi stralci perché merita, ma l'originale, da leggere per intero, lo trovate qui.


There was a tendency in New York, among liberals used to assuming that the elections are all stolen anyway, to assume the Obama campaign was doomed before it began because of his blackness, plain and simple. There was, similarly, a dark speculation, sometimes in the form of macabre joking, sometimes serious paranoia, that Obama would not survive the campaign if he got too close to the prize. What that didn't take into consideration was that as he looked more and more electable, more people liked him. Honestly, some thought Iowans were more likely to shoot him than vote for him. Then he proved them wrong, and the paranoia lifted, slightly. [...]

It's actually kinda shocking how few death threats we've heard about, especially considering the attention this patently ridiculous one received in the media. (Though we'd figure the ATF would be more likely to crow about breaking up an assassination attempt than the Secret Service, who tend to prefer to keep things quiet and not encourage the crazies.) But don't get too complacent! A Missouri Nazi tells The Guardian that a couple more Nazis will still promise to kill Obama, and Andrew Krucoff finds proof that Mississippi is still, you know, Mississippi.
But Obama's right—they're marginalized. The debate's shifted immeasurably, even from a couple years ago. As a fine measure of how far we've come, the GOP has to use code words for "Muslim terrorist" this year instead of just reminding us of his conventional, acceptable Blackness. God bless us all!

Abbiamo tanto stigmatizzato la paura altrui, quella dei medio-borghesi leghisti che votano il partito che promette loro di liberarli dallo straniero cattivo, e poi siamo stati vittime della nostra. Che sarebbe bello capire esattamente qual è. C'è da rifletterci.

14.10.08

Il punto di non-ritorno

Capisci che la possibilità di ritornare ad abitare in Italia si fa realmente esile quando esci di casa indossando, nel pieno delle tue facoltà intellettive, le Birki con i calzini a righe.
No. Riformulo.
Capisci che blablabla... quando esci di casa indossando con fierezza le Birki con i calzini a righe.

Sai anche che quella esile possibilità non è del tutto preclusa, perché hai optato anche per i pantaloni lunghi. Molto lunghi.

9.10.08

Gli dei accecano quelli che vogliono portare a perdizione

Non mi bastava, no.
Non mi bastava essere andata a Roma (solo per farmi una chiacchierata con lui, vorrei precisare) e tornarne con una fantastica opportunità di imparare a fare la fornaretta seriamente. E con un maestro d'eccezione.
Non mi bastava che all'aeroporto, per la prima volta nella mia vita, il mio bagaglio spedito arrivasse per primo sul nastro trasportatore.
Non mi bastava misurarmi con una ricetta di lievitato che avevo sempre guardato con un misto di terrore e rispetto. Non mi bastava uscirne vincitrice.

Dovevo sfidarlo ancora il destino, dovevo superare le colonne d'Ercole, e osare là dove gli uomini non osano.
Dovevo comprare i carciofi. A ottobre. Nell'Olanda settentrionale.
Ben mi sta.

25.9.08

Cara tivù italiana

... ti scrivo perché oggi ho visto una cosa incredibile.

Tu hai presente David Letterman? No, non è che è proprio un comico... è uno che ha cominciato come Marzullo, solo che, oh, ognuno ha il Marzullo che si merita, e in effetti lui è divertente, e noi evidentemente non ci meritiamo un cazzo.
Comunque, mo' Letterman c'ha questo show importante e ci invita un po' tutti, anche i politici. E i politici sono assai contenti quando ci possono andare perché, se hanno un po' di spirito, ci fanno la figura di quelli spigliati e alla mano.

Infatti c'è McCain che con Letterman è sempre andato a nozze. Ci sarà stato almeno dieci volte, e se l'è cavata alla grande. Mo' però è successa una cosa: McCain ha deciso che il suo dovere di senatore lo richiama a Washington, perché ci sono le interrogazioni parlamentari sulla crisi economica. Fa niente che ci sono altri 99 senatori: lui è stato in Vietnam, quindi sa come farli parlare questi maledetti musi gialli. E insomma, basta con quest'inutile campagna, lui c'ha cose serie da fare, mica è come se dovesse convincere qualcuno a eleggerlo presidente degli statiuniti, e se non ci sta lui colcazzo che combinano qualcosa al senato.

Quindi McCain, invitato la sera stessa da Letterman per l'ennesima volta, chiama il conduttore: "Oh, bella David. Mi spiace, stasera proprio non gliela fo. Sto andando all'aeroporto di corsa, devo andare a tagliare i polpastrelli a Paulson (guardalo, c'ha la stessa espressione di Henry Gale!)".
Omette però il piccolo particolare che, prima di andare di corsissima all'aeroporto, si sarebbe fermato a far quattro chiacchiere con Katie Couric per l'edizione notturna di CBS News.

Letterman s'è incazzaaaaato... però, siccome non è Marzullo, non se l'è presa col truccatore tirandogli addosso il fard, ma con John McCain. Di fronte alla telecamera.




Qui il racconto nel caso, cara tivvù, tu sia English-impaired.
Eccheccazz, manco quello vuoi leggere!
Evabbè. In breve: l'ha massacrato.

Perché, cara tivù italiana, lì nella Merica, quando un candidato si lamenta che lastampacomunista non parla/parla male di lui, riceve in risposta sonore pernacchie: "C'è una crisi, se non se ne fosse accorto". Tu gli prepari i panini.

Insomma, cara tivù italiana. Io non è che ti dico che mo' Marzullo deve finirla di fare domande idiote. O che Vespa deve cominciare a fare domande non compiacenti. Non pretendo mica la Merica.
Mi basterebbe, chessò, che magari quando si piega a 90° per una seduta di ass-kissing, almeno la smettesse di far finta che gli piace.
Ecco, sarebbe un passo avanti.

Poi, insomma, fa' come vuoi. Tanto col cazzo che ti guardo più.

10.9.08

Rubare le parole dalla tastiera

Ah, per inciso, il mio post di oggi l'ha scritto In minoranza.

Oggi mi sento un po' così

... la Jennifer Aniston della ricerca di lavoro.

(sì, linkare il Sun è indice dello stato di scoraggiamento)

4.9.08

Grandi speranze

Tra me e il mio tabaccaio c'è una tacita intesa.
Io so che lui parla perfettamente inglese, e lui sa che il mio nederlandese è un gradino sopra a quello del paffuto e biondo nano bavoso che attende con la sua mamma sbuffante che io finisca il mio ignobile teatrino.
Lui sa, ma mai una parola in inglese è stata scambiata tra di noi.
Lui sa, ma regge la parte, con la pazienza e la tenacia del bimbo batavo che tura la diga col ditino.
E a lui mi rivolgo fiduciosa per il mio mini-corso di conversazione nederlandese.

Mi fa ripetere tre volte la domanda, mi chiede se la mia strippenkaart la voglio "grote" o "kleine" (grote, grote, crepi l'avarizia!), se il mio tabacco lo voglio "groen", e poi mi ripete per altre tre volte il prezzo totale, così ripasso i numeri sopra il 20 che me li dimentico sempre. E poi mi cambia sempre i saluti. Hello, hoi, goedemorgen, goedenavond, dag, doeg, tot ziens.
La signora Montessori creperebbe dall'invidia vedendo il mio tabaccaio all'opera.
Se per caso la moglie o la madre mi intercettano prima, si inserisce nell'improvvisata pièce di Ionesco anche se sta servendo qualcun altro. Il mio tabaccaio ha ben chiara l'importanza del suo mandato.

E il mio tabaccaio ha grandi speranze riposte in me. L'altro giorno entro di corsa mentre il rovescione d'acqua, tanto improvviso quanto tipico di queste lande, si abbatte dal cielo. E il mio tabaccaio, ridendo, mi rivolge il corrispettivo di uno small talk inglese sul tempo, della durata di almeno 30 secondi. Guardo il mio tabaccaio, dilaniata tra la commozione per l'onore dell'upgrade e la frustrazione di non aver capito praticamente un cazzo. E, senza dire una parola, leggo nei suoi occhi sorridenti una paterna ed empatica comprensione. "Un giorno" dicono i suoi occhi "un giorno parleremo della pioggia olandese... del mercato che è stato spostato per i lavori di riasfaltamento... del prezzo assurdo delle bollette Nuon... e quel giorno sarà bellissimo... nel frattempo..."

- Wat kan ik voor je doen?
- Eine Een* grote strippenkaart, alstublieft!

*: E comunque non c'è pericolo che mi scambino per tedesca, no.

1.9.08

Segnalazioni

Molto di corsa, e neppure troppo fresche.

La prima riguarda la frase più infelice dell'anno.
Se c'è una cosa che ho sempre odiato è la "reductio ad usum sondaggi", quella mania di semplificare che fa sì che chiunque possa farsi carico del complesso lavoro del giudicare con una battuta, alla faccia della complessità e della stratificata natura delle cose. Certe dichiarazioni però mi fanno pensare che unirsi ai semplificatori può essere cosa buona e giusta, soprattutto se serve a descrivere Michael Moore con un'unica parola: imbecille. Del resto a lui sono occorsi 5 secondi (vd. dal minuto 1) per qualificarsi come tale.



La seconda è un blog che mi sta facendo molto ridere: Blognigger.com. E di ridere qui si ha estremo bisogno.

La terza è la realizzazione (non so quanto consolante) che la sindrome di Tafazzi è un problema mondiale con cui si spera gli Usa non debbano scontrarsi al momento delle prossime elezioni. Nel Daily Show di qualche giorno fa, John Oliver propone un reportage sui supporter di Hillary Clinton "che si sentono traditi" dalla candidatura di Obama e che hanno deciso di votare McCain. Il video raggiunge picchi di ilarità assoluta, da non perdere.


31.8.08

Repubblica sempre sulla notizia. O qualche centinaio di km a sud-est.


Noi qui tipo trottole, a fare la spola tra telefono e televisione, a tentare di convincerci che non c'è da preoccuparci, anche se la famiglia di C. ha deciso di rimanere. Siamo pronti a credere alla loro versione, che Nagin sta esagerando perché vuole impressionare chi ha intenzione di rimanere, perché non ha scelta, perché non vuole andarsene. Perché.

E invece ti vengo a scoprire che non ci sarà da trepidare domani mattina e nei giorni seguenti, che Gustav ha già colpito "vicino New Orleans", e che Repubblica.it ha già le prime testimonianze fotografiche (sopra, l'evidenza dello snapshot; qui, se qualcuno in redazione non si accorge prima della minchiata sparata). Quella che Msnbc.com riporta sulla destra, ovvero la posizione attuale dell'uragano, dev'essere evidentemente roba troppo vecchia per quei falchi del giornalismo di Rep.it.

30.8.08

Labor Day

Attesa tipo sala parto qui.
Evacuazione forzata .
L'unica differenza è che qui non si scappa, ma le conseguenze potrebbero essere ironicamente simili.

The storm could hit on Monday.
E allora ammucchiamo i sacchi di sabbia.
Vi pensiamo, lì.
Sappiamo che ci penserete, mentre provate ad andare in Colorado.
Per pochi giorni vi perdete anche la convention democratica.
Non che ve ne freghi un cazzo, giustamente.
Come darvi torto dopo quello che avete passato?

Break a leg.

22.8.08

Spaghetti, pizza, mandolino e mailme.gif

- Bene, io ho finito le domande. Tu ne hai qualcuna da fare a me?
- Beh, sì, una fondamentale ce l'ho. Visto che sono italiana, visto che non ho le idee chiare, e visto che tu sei la recruiter: pensi che la mia figura sia spendibile nei Paesi Bassi?
- Assolutamente sì. Hai un curriculum molto interessante, hai personalità, parli molto bene inglese. Prima di incontrarti avevo solo una remora, ma direi che ora è superata.
- Quale remora?
- Beh, il fatto che di media i siti italiani sembrano fatti da gente che è rimasta al 1999.

21.8.08

Shock culturali

Dover imparare a dire "Arrivederci!" al conducente quando scendi dall'autobus.

5.8.08

There's a Rat In My Kitchen What Am I Gonna Do?

Le autorità di Plum Island possono continuare a cambiare versione ogni tre giorni: "È un cane! No, è un gatto! No, è un licaone!"
Io per i miei mostri mi accontento di indagini affrettate e approssimative: quella cosa scura che mi è schizzata sotto gli occhi stamattina appena entrata in cucina, per poi sparire nella fessura dietro il blocco dei componibili, è un topo. E ora sono un bel pacco di cazzi suoi.

(non è vero, sono gran cazzi miei, ma magari la bestiola intercetta la vibrazione aggressiva e se ne va con le buone... eh, niente da fare, la pollyannite non perdona)

27.7.08

A Were-Content Manager In Amsterdam

Il testo originale del carteggio è più divertente, ma non mi fido di Google, quindi preferisco tradire il testo e non me stessa, tentando di rendere le buffe locuzioni neder-inglesi in italiano. Ricordando sempre che qui, quando dicono di parlare un pochino d'inglese, fanno impallidire gente laureata a Oxford. Inzomma... di norma in quanto italiana c'avrei poco da prendere per il culo.

Da: Pippa Van Palla
A: Edipèa Enciclopedica
Oggetto: La vostra candidatura

Caro/a Sig./Sig.ra Edipèa Enciclopedica,

Ci avete recentemente inviato il vostro CV per il posto di Spolveratore di Dati Senior. Dopo una prima selezione dobbiamo informarvi che sfortunatamente la vostra candidatura non verrà ulteriormente processata. La ragione per cui ciò avviene è che altri candidati che ci hanno inviato il cv sono più qualificati per questo posto.

Poiché vediamo possibilità per futuri posti di lavoro, vorremmo tenere la vostra candidatura in archivio. Questo significa che vi contatteremo in caso ci siano posizioni o progetti che corrispondono alla vostra esperienza e ai vostri desideri.

In caso non desideriate essere contattati da noi per favore contattateci e rimuoveremo le vostre informazioni.

Speriamo che vi abbiamo informato correttamente con questa mail. Se avete domande potete contattare Pippa Van Palla.

Cordiali saluti,
Pippa Van Palla

Da: Edipèa Enciclopedica
A: Pippa Van Palla
Oggetto: La mia candidatura

Caro/a Sig./Sig.ra Pippa Van Palla,

Grazie per avermi dato una risposta a proposito della mia candidatura.

Devo informarvi che la vostra richiesta di tenere la mia candidatura in archivio non sarà presa in considerazione. La ragione per cui ciò avviene è che altri recruiter che hanno avanzato la stessa richiesta sono più qualificati per questo lavoro.

Spero di avervi informato correttamente con questa mail.

Cordiali saluti,
Edipèa Enciclopedica

(rosico per non aver potuto sfruttare a dovere perle di nonsense quali: "se non desiderate essere contattati da noi, contattateci" -- la prima versione, in effetti, era assai più verbosa e velenosa, ma meglio non strafare, no?)