22.8.08

Spaghetti, pizza, mandolino e mailme.gif

- Bene, io ho finito le domande. Tu ne hai qualcuna da fare a me?
- Beh, sì, una fondamentale ce l'ho. Visto che sono italiana, visto che non ho le idee chiare, e visto che tu sei la recruiter: pensi che la mia figura sia spendibile nei Paesi Bassi?
- Assolutamente sì. Hai un curriculum molto interessante, hai personalità, parli molto bene inglese. Prima di incontrarti avevo solo una remora, ma direi che ora è superata.
- Quale remora?
- Beh, il fatto che di media i siti italiani sembrano fatti da gente che è rimasta al 1999.

21.8.08

Shock culturali

Dover imparare a dire "Arrivederci!" al conducente quando scendi dall'autobus.

5.8.08

There's a Rat In My Kitchen What Am I Gonna Do?

Le autorità di Plum Island possono continuare a cambiare versione ogni tre giorni: "È un cane! No, è un gatto! No, è un licaone!"
Io per i miei mostri mi accontento di indagini affrettate e approssimative: quella cosa scura che mi è schizzata sotto gli occhi stamattina appena entrata in cucina, per poi sparire nella fessura dietro il blocco dei componibili, è un topo. E ora sono un bel pacco di cazzi suoi.

(non è vero, sono gran cazzi miei, ma magari la bestiola intercetta la vibrazione aggressiva e se ne va con le buone... eh, niente da fare, la pollyannite non perdona)

27.7.08

A Were-Content Manager In Amsterdam

Il testo originale del carteggio è più divertente, ma non mi fido di Google, quindi preferisco tradire il testo e non me stessa, tentando di rendere le buffe locuzioni neder-inglesi in italiano. Ricordando sempre che qui, quando dicono di parlare un pochino d'inglese, fanno impallidire gente laureata a Oxford. Inzomma... di norma in quanto italiana c'avrei poco da prendere per il culo.

Da: Pippa Van Palla
A: Edipèa Enciclopedica
Oggetto: La vostra candidatura

Caro/a Sig./Sig.ra Edipèa Enciclopedica,

Ci avete recentemente inviato il vostro CV per il posto di Spolveratore di Dati Senior. Dopo una prima selezione dobbiamo informarvi che sfortunatamente la vostra candidatura non verrà ulteriormente processata. La ragione per cui ciò avviene è che altri candidati che ci hanno inviato il cv sono più qualificati per questo posto.

Poiché vediamo possibilità per futuri posti di lavoro, vorremmo tenere la vostra candidatura in archivio. Questo significa che vi contatteremo in caso ci siano posizioni o progetti che corrispondono alla vostra esperienza e ai vostri desideri.

In caso non desideriate essere contattati da noi per favore contattateci e rimuoveremo le vostre informazioni.

Speriamo che vi abbiamo informato correttamente con questa mail. Se avete domande potete contattare Pippa Van Palla.

Cordiali saluti,
Pippa Van Palla

Da: Edipèa Enciclopedica
A: Pippa Van Palla
Oggetto: La mia candidatura

Caro/a Sig./Sig.ra Pippa Van Palla,

Grazie per avermi dato una risposta a proposito della mia candidatura.

Devo informarvi che la vostra richiesta di tenere la mia candidatura in archivio non sarà presa in considerazione. La ragione per cui ciò avviene è che altri recruiter che hanno avanzato la stessa richiesta sono più qualificati per questo lavoro.

Spero di avervi informato correttamente con questa mail.

Cordiali saluti,
Edipèa Enciclopedica

(rosico per non aver potuto sfruttare a dovere perle di nonsense quali: "se non desiderate essere contattati da noi, contattateci" -- la prima versione, in effetti, era assai più verbosa e velenosa, ma meglio non strafare, no?)

25.7.08

AAA content manager mannaro stuzzicasi

Sto scrivendo una lettera al curaro alla simpatica signorina-recruiter che si è data pena di rispondere via mail alla mia job application per un lavoro per cui sarei vilmente sprecata (ma pecunia non olet in questo momento) affermando che "ci sono persone più qualificate per questa posizione".

Ora. Chiaramente è una mail standard. E non è certo la prima mail di "Scusa, non fai per noi" che ricevo (ogni tanto mi lancio e mando il cv per lavori che so per certo di non poter ottenere: bene bene all'ego non fanno, ma è un buon modo per testare la spendibilità della mia figura). E, a dirla tutta, mi aspettavo di non essere scelta perché "troppo qualificata". Però non c'era bisogno di insultare me, la mia professionalità e soprattutto la mia intelligenza. Per poi dirmi che comunque vorrebbero tenere il mio curriculum in caso capiti un'altra occasione. Chessò, magari pulizia dei cessi, che lì posso sperare di non aver tutta 'sta concorrenza (cheppoi dovresti vedermi con l'anitravucci' in mano... faccio meraviglie!)

Quindi ora la signorina si becca un lisciabusso di quelli epocali -- me ne fotto che magari domani vogliono offrirmi un posto come capo del mondo -- in cui colgo l'occasione per ricordarle che chi fa i soldi col recruitment è perché evita di insultare il capitale umano che ha a disposizione, e invece magari cerca di ottimizzarlo e rivenderlo. Probabilmente stamperà la mail e ci farà pulire il cesso a una delle figure sottoqualificate con cui le tocca aver a che fare, ma intanto io mi sentirò assai più leggera.

23.7.08

IIS (indice inflazione sfiga): aggiornamento luglio 2008

Ricapitolando per chi è rimasto indietro: trasferta a Londra per lavoro fichissimo abortita causa burocrazie; ritorno nei Paesi Bassi con coda tra le gambe, ricerca affannata di lavoro, bollette degli ultimi tre mesi in paziente attesa tipo alligatori della Florida. Contando che alla fine di luglio mancano ancora 8 giorni (sgrat!!!), ecco i parziali:

· documenti per permesso di soggiorno UK in ordine -20 punti
· pratica di richiesta di permesso UK bloccata perché il permesso francese scade dopo un mese e non dopo tre +20 (×3 perché le regole sono cambiate a partire dal 1° luglio 2008, giorno di avvio della pratica)
· casa in stato di igiene apparentemente decente (-10) ma con tracce di escrementi di roditore (+20) (×2 perché ogni tanto in cucina aleggia puzza di topo morto -- una volta tanto forse fuor di metafora)
· buco su parete +10 (no, non scalfittura, buco) orrendamente rappezzato con stucco e vernice di altro colore (+5)
· danno in un punto imprecisato tra grondaia e tetto (+25) con cinque punti di infiltrazione sul suffitto del bagno, di cui quattro esattamente sopra il lavandino (-5) (×2 perché ha piovuto tutta la settimana)
· lavatrice fulminata (+20), probabilmente a causa di un contatto che ha solitamente 1:100.000 possibilità di prodursi (×1,5, non si può stabilire con certezza)
· lavatrice nuova acquistata a 150 euro cash di più (+50% del prezzo di cassa), che il Bancomat olandese s'è magnato (+5) visto che il POS del negozio non ne voleva sapere della mia Visa (+5); il trasporto e il montaggio della suddetta sono stati affidati, per la non modica somma di 32 euro, agli Stanlio e Ollio del Brabante che hanno pensato bene di staccare il tubo della lavatrice senza essersi assicurati che l'acqua fosse effettivamente chiusa, allagando la cucina (+10) e causando una pioggia scrosciante nell'officina del vicino al piano di sotto (+20) che si preparava giustappunto a impermeabilizzare il pavimento (×2). Nel sub-totalone di dumb and dumber vanno considerati -5 punti ilarità (imperdibile la gag del funambolico duo che si spruzza con il tubo di gomma stile Zoolander) e -15 punti perché si sono costituiti spontaneamente al vicino che stava già chiamando l'avvocato. Aggiungerò i restanti -5 punti solo quando vedrò la loro assicurazione pagare i danni.

Totale: 195 punti.

Son cose.
(sgrat!!!)

19.7.08

Could Be Worse



Appunto.

18.7.08

Je valt met je neus in de boter!

Dieci gradi buoni in meno in temperatura, dieci punti percentuali in più d'umidità, senso dell'umorismo messo in forma con la pietra pomice (è un complimento, neh?) e sorrisi come non me ne ricordavo. Compreso quello del signore anzianotto nederlandese, vestito come un distintissimo professore d'università pronto per il trekking domenicale, che si avvicina un po' tentennante, come temendo l'incomodo che sta per arrecarci con la sua offerta. L'incomodo nella fattispecie è contenuto in una confezione DVD titolata "Black Anal Initiations". Il tutto nella lindissima cornice di Haarlem, mica nel quartiere a luci rosse di Amsterdam.
Amo questo paese.

Nonostante mi abbia accolto con lavatrice fulminata, un buco nella parete, un'infiltrazione in cinque punti differenti nel soffitto del bagno e un'infreddatura da competizione che ora mi porterò a letto, insieme a un pasticcone di paracetamolo e sudorini freddi che non promettono nulla di buono.

Tot ziens!

11.7.08

Misery Loves Company

A dimostrazione dei punti 5, 4 e 3 del precedente post, è di oggi la notizia che Angelina Jolie è praticamente ostaggio dei medici dell'ospedale Lenval di Nizza.
Breve riassunto per tutti quelli che fanno finta di non aver mai letto nessuna pubblicazione di gossip, "al limite solo Dagospia, ma leggo solo le segnalazioni su politica e industria". Come se l'industria italiana fosse da prendere più sul serio di un tronista di Maria De Filippi.

I Brangelini, alla fine di Cannes, decidono di fermarsi nella Francia del Sud, in un posto meraviglioso (il Var) tutto valli e colline dove ci sono i castelli nei vigneti, e intorno solo cicale -- ecco, vedi? ho dimenticato le cicale nell'elenco precedente... Insomma si accattano il castello di ordinanza per permettere alla metà incinta di mettervi al mondo i due gemelli benedetti dal Dna, mandando in sollucchero la Francia tutta, che si chiede come faranno i paparazzi a traverstirsi da tralcio o da cicala. Però siccome sono una coppia al passo col loro tempo e con la performance, e sicuramente hanno visto Sicko, e con l'ospedale namibiano abbiamo già dato, decidono di rivolgersi al servizio sanitario nazionale francese, e vanno a passare le due ultime settimane di gravidanza all'ospedale Lenval di Nizza. Pubblico. Pubblicissimo. Probabilmente sono anche consci che così si eviteranno l'A8 in macchina d'estate, che altrimenti i pargoli all'ospedale ci arriverebbero il giorno della graduation. E che a Nizza non ci sono le dannate cicale.

Ora, siccome st'ospedale è gestito da una fondazione, sono sicura che i Brangelini avranno staccato un assegno assai consistente, pretendendo in cambio assai poco: quattro stanze in tutto per loro e per lo staff, e l'oscuramento dei vetri. E sono certa che anche loro si saranno spalmati il volto di infinita gratitudine.

Ma ciò non li ha salvati.

Perché ora la Brangelina non ne può più di stare all'ospedale[1] e chiede cortesemente che il parto sia indotto lunedì 14 luglio. Chiaramente tutta questa manfrina brangelinide della Francia è stata fatta calendario alla mano, e già mi immagino i discorsi nel talamo: "Cool! Pensa che figata nascere in Francia il giorno della presa della Bastiglia!"
Però, insomma, come paturnia da vip mi pare innocua. Se ne sono viste di ben peggiori. E con tutto quello che avranno scucito, oh, se hanno la fregola da 14 luglio, checcazzo, fategliela passa'.

E invece no, il parto sarà indotto martedì 15 [2], perché, l'equipe spiega, è meglio per questioni mediche aspettare martedì 15.
Come se non sapessimo che le infermiere lunedì 14 saranno abbracciate al moroso a guardarsi i fuochi sul lungomare e i medici saranno sparsi tra i barbecue in villa e i cocktail party sul 20 metri ormeggiato a Golfe Juan (a seconda del livello gerarchico).
E non ci sono cazzi, la puerpera ha da aspetta'.
Insomma, mi devo ricredere riguardo al punto 3 del precedente post. Neanche i Brangelini l'hanno passata liscia con il "grazioso concessore" (vd. post precedente). Quindi la ricchezza non conta. La massoneria ancora sì.

[1] Anche perché l'ospedale trovasi a mezzo metro dalla Promenade des Anglais che è un catalizzatore di casino, e a pochissima distanza dall'aeroporto, la cui pista è praticamente la parallela della promenade. Roba da uscire pazzi per molto meno.
[2] A proposito di vicinanza all'aeroporto, supporto la decisione brangelinesca per un motivo molto personale. Io il 15 ho un aereo di mattina prestissimo. Che mi porterà via di qui. Se per caso trovo la strada per l'aeroporto bloccata sono pronta a usare ogni mezzo a mia disposizione. AK-47 compreso. Poi non dite che non v'avevo avvertito.

8.7.08

Dieci ragioni per scappare dalla Costa azzurra (post ad alto tasso di livore)

10) Riviera Radio: unica emittente locale in lingua inglese, grazie al fatto di essere nel principato di Monaco può fottersene del protezionista legislatore transalpino che costringe le radio a trasmettere almeno il 40% di canzoni di autori francesi o francofoni (e ancora andiamo bene: in Québec la percentuale si alza al 65%). Riesce tuttavia a fottersi l'indiscusso vantaggio trasmettendo sempre le stesse cento canzoni (giuro che non è un'iperbole), quasi tutte vecchie e mai vintage. Alla terza volta che in un giorno ti tocca supparti quella lagna di Get To France di Mike Oldfield cominci a maledire il momento in cui tu hai messo piede in terra di rane.

9) Larghezza delle corsie stradali: io capisco che c'era bisogno di tanta superficie per costruire tante case per fare tanti soldi con i tanti turisti che qui arrivano. Ma dovevano proprio risicarla dalle corsie stradali? No, perché c'è appena spazio sufficiente per far passare una macchina, nemmeno troppo larga. E meno male che mi sono fatta due anni di terapia, lavorando tanto sul concetto di fiducia. Perché bisogna averne tanta nel prossimo per riuscire a farsi il lungomare di Cagnes sur Mer senza essere ossessionati dall'idea che alla guida della prossima macchina che sorpasserai c'è uno che soffre di spasmi muscolari.

8) Educazione: formali fino allo spasimo, barocchi come un tabernacolo leccese, per finire una mail devi augurarti che il destinatario sia ben disposto nell'accettare l'espressione più distinta dei tuoi sentimenti più elevati; qualunque dichiarazione meno entusiastica causerà molto probabilmente una reazione di schifata degnazione per la barbara cultura che ha formato le tue maniere. Salvo poi incontrarli sul pianerottolo: col cazzo che rispondono a un semplice "Buongiorno".

7) Traffico: "Beh, sì certo, d'estate qui è molto affollato... però, ah! Vedrete! L'inverno te la godi tutta la Costa azzurra". Cercavamo di ripetercelo tipo mantra quel giorno in cui siamo rimasti bloccati dentro Cannes e abbiamo impiegato 35 minuti per percorrere poco più di 5 chilometri. Era il 20 febbraio. Era solo un assaggio.

6) Escrementi canini: delle due l'una, o qui si sono tutti convinti dell'opportunità di aumentare il potere drenante dell'asfalto con una spalmata di cacche di cane (il tuo vicino ci mette il materiale, tu ci metti il potere spalmante), oppure il rispetto del francese medio per chi se ne fotte bellamente della cosa comune perché ha il culo troppo pesante (e lo sfintere troppo largo) è addirittura superiore a quello dell'italiano. Perché almeno in Italia qualche eroe che urla appresso ai padroni incontinenti l'ho visto. Qui, mai. E sconsiglio vivissimamente di indossare un qualunque tipo di scarpa aperta a Nizza.

5) Paternalismo e condiscendenza: credo che il processo mentale medio con cui un locale si rapporta al mondo si formi spesso sul seguente postulato "Posto che sei un imbecille. Non ti chiedere perché: sei un imbecille. Sei altro, quindi imbecille. Se anche fossi francese saresti un imbecille perché non sei me, ma per giunta sei straniero, quindi al massimo sei al livello di uno scimpanzè dotato di parola. Ecco, ora possiamo interagire". Perché altrimenti non mi spiego la mia padrona di casa che mi ripete per la sesta volta cos'è un addebito su conto corrente bancario. Nè come mai per legge ogni piscina debba avere un allarme, per proteggere i bambini che cadono accidentalmente in acqua (ma d'inverno ho visto solo allarmi disattivati perché i bambini francesi cadono sì accidentalmente nell'acqua, ma mica quando fa freddo: li prendi forse per imbecilli?). O perché il simpatico ristoratore di Biot si dipinga in faccia un sorriso di degnazione quando gli comunico che no, non è vero che l'unico ripieno possibile dei ravioli in Italia è ricotta e spinaci. "Non, non!" Che cazzo ne vorrò sapere io, che sono italiana, eh?

4) Servizio, chi era costui? Non ce n'è, pubblico o privato, gratis o a pagamento, qui le cose vengono spesso graziosamente concesse. Che tu stia pagando 200 euro per mangiare al ristorante stellato, o che tu sia in fila per mandare una raccomandata, le probabilità di incontrare un grazioso concessore sono altissime. Per ottenere qualcosa dal grazioso concessore, non importa che tu stia pagando fior di soldi, devi dipingerti in faccia un'espressione di infinita riconoscenza (o professarla al telefono, in caso di servizio clienti). Lui o lei, probabilmente, ben consci della loro importanza e dell'entità della graziosa concessione che ti stanno facendo, probabilmente ti tratteranno un po' bruscamente. Ma tu non desistere, non lo fanno mica per cattiveria: è solo che vogliono ricordarti che nella vita niente va mai dato per scontato. Anche se lo paghi a prezzo pieno. E non ribellarti. Il perché lo spiego al punto successivo.

3) Regole. Credo che su questo punto la Francia del sud viva una schizofrenia assolutamente inconciliabile. Da un lato l'esuberante italianità che le è congenita (vedi gente alla guida, quell'aria di melodramma che ogni discussione un po' animata generalmente assume, diffusa propensione a mettertela nel didietro appena possibile), dall'altro quella rigidità tutta burocratica e transalpina per cui le cose si fanno in un modo (è scritto da qualche parte) e da lì non scappi. Che non è la stessa rigidità burocratica dei paesi più a nord, perché lì la burocrazia è ferrea ma equa. Qui ho visto regole cambiare da un giorno all'altro. Sempre in bocca alla stessa persona. Probabilmente la seconda volta non ci eravamo spalmati la faccia di infinita gratitudine. Perché altrimenti non si spiega come mai un contratto di affitto intestato a noi medesimi non è valido come prova di residenza.
Sottopunto: "Non mi compete". Pensavate di aver visto il massimo del concetto espresso dall'impiegato delle poste, eh? Illusi.

2) Catch 22: uno per tutti. Per affittare una casa hai bisogno di un lavoro, e per aprire un conto corrente hai bisogno di un indirizzo di residenza. Senza conto corrente non puoi ottenere una tessera sanitaria, e senza tessera sanitaria non puoi ottenere un lavoro. Facile, eh? Il che mi fa pensare che ci sia un test preliminare per assumere chi si occuperà di process management in questa nazione, per verificare che il QI del candidato sia inferiore a 10. Oppure, cosa più probabile, che tutti i processi siano stati disegnati in modo che chi ne è a capo possa decidere discrezionalmente se fare o meno un'eccezione per te, aggirando la regola. Perché ah? non l'avevo specificato? Il punto 3 di norma non vale se sei un massone, se ne conosci qualcuno, o se hai tanti soldi da buttare (il che spesso si equivale).

1) Chronopost International: il gruppo postale delle spedizioni, la classica goccia che fa traboccare il vaso. Quando pensi di averne abbastanza, che finalmente stai per andartene, che, vabbene, abbiamo due modi di vedere la vita differenti, separiamoci così, in pace e non se ne parli più, ecco... arriva il bello.
Sei lì online, che sul sito Chronopost c'è l'opzione di spedizione dei pacchi a un prezzo decente. Compili perfettamente tutti i campi, concludi l'ordine, fai per pagare con la carta di credito così come hai già fatto mille volte su siti francesi, inglesi, tedeschi, statunitensi, persino cinesi e giapponesi, e il sistema ti rifiuta il pagamento. Chiami Visa, tutto a posto, disponibilità residua per fare questo e almeno altri dieci pagamenti del genere. Riprovi. Niente. Chiami. Una, due, tre volte. Una volta tanto il servizio clienti è gentilissimo, ma non hanno idea di cosa stia succedendo. Intanto le ore passano, e tu devi sbrigarti a concludere l'acquisto perché gli scatoloni vanno spediti entro due giorni. E qualcuno deve venirli a prendere. Ti chiamano dopo otto ore per svelarti l'arcano. Chronopost International non può accettare la tua Visa perché è italiana (il tono, in compliance del punto 5, sarebbe stato equivalente se avessero dovuto riferire che non possono accettare banconote del Monopoli). E si scocciano che tu non possa usare il tuo account Paypal (avete mai provato a perdere una carta di credito e poi registrarne il duplicato su Paypal? Ecco, non provateci) e che tu non abbia più un conto in Francia ("STO TRASLOCANDO, COSA CAZZO CI FACCIO CON UN CONTO IN FRANCIA?"), e che tu non possa chiedere a qualcuno di usare la loro carta di credito francese. Certo, sei tu che sei sbagliato, mica loro che si professano giganti europei del supply chain e usano una piattaforma di e-commerce da venditore di fusaglie.
Insomma, alla fine dopo varie telefonate trovi l'unico cristo che conosci che non è in vacanza (da giugno sono tutti in vacanza!) e ti fai trenta km avanti e indietro con tutto il cash che riesci a recuperare (il resto verrà consegnato due giorni dopo, sempre facendo sessanta km complessivi, per la gioia dell'Opec) e finalmente riesci a concludere l'ordine con la sua carta di credito che canta la Marsigliese. Ritorni a casa ma non puoi fissare l'appuntamento per il prelievo della quintalata e passa di scatoloni, è tardi. Quindi la mattina dopo alle 8 chiami, solo per sentirti dire che sì, ti hanno informato bene: è possibile pagare il servizio in contanti, ma solo nel caso in cui si è acquistato il servizio presso un punto Chronopost. Se si è acquistata la spedizione online, bisogna pagare il prelievo online. Il sistema non permette aberrazioni.

Perché chiaramente sono io che sono aberrante. Qui funziona tutto benissimo.

PS Non vi racconto di come mi sono dovuta caricare la quintalata e passa di scatoloni, farmici le scale, riempirci la macchina usando anche gli interstizi tra sterzo e cambio, il tutto nell'indifferenza generale dei cortesissimi vicini, che pur avendomi vista sudata, affannata e quasi in lacrime, sono riusciti solo a dire "Bonjour!" una volta tanto (graziosa concessione, immagino).

PPS Per i francesi che incappano in questo post. Sono reduce da un mese di puro delirio burocratico, logistico, umano e finanziario nella vostra bella nazione. E sono incazzata come una serpe. Non prendetela sul personale, perché vi assicuro che se l'avessi presa io sul personale a quest'ora mi sarei macchiata di pluriomicidio. Ci sono tantissime belle cose in Francia. E' solo che la maggior parte delle persone che ho incontrato ultimamente fanno a gara per farmele dimenticare.

E ora questo blog chiude i battenti per un meritato (e sudatissimo) trasloco.

28.6.08

Perché io campo

Quando puntomaupunto, evidentemente colpito dall'entusiasmo con cui comunicavo la prossima dipartita da Supercannes, mi ha improvvidamente chiesto "Ma che t'hanno fatto i provenzali?", mi erano affiorate alla mente tutta una serie di ragioni che stavano andando a formare uno di quei post lunghi, prolissi e parecchio confusi con cui a volte mi diletto.
Però oggi fa seriamente caldo, la piscina è off-limits causa nugoli di pargolame in libera uscita, tristezza e saudade mi hanno fatto venire la stessa espressione di Lassie quando gli hanno rescisso il contratto milionario -- e quindi il pippone rimane lì a gorgogliarmi nel cervello.

Mi è però venuta in aiuto la Lonely Planet -- ripresa in mano per disperazione alla ricerca di una destinazione da gitarella fuori porta in solitaria (sigh). A un tratto mi sono resa conto di una cosa, che non è la ragione per cui comincio a odiare ferocemente questo posto, ma di certo può essere metafa per tutti i motivi che ci spingono a darcela a gambe.

Non c'è un minchia di paese qui intorno che non si inorgoglisca del fatto che qualche vip d'antan l'ha appositamente scelto per tirarci le cuoia.

Ma sul mio cadavere almost famous non metterete le mani, bastardi.

22.6.08

I Have A Dream

Leggere prima di tirare le cuoia un trafiletto del genere nella pagina delle cronache matrimoniali di qualunque quotidiano italico.

(prete episcopale, psicanalista e gay -- peccato che sia già impegnato)

18.6.08

Honi soit qui mal y pense

Dove si parte dal calcio (mi perdonino i piccoli lettori che lo odiano) per sottintendere fosche considerazioni sul carattere nazionale. Originale, eh?

L'altra sera ero a un barbecue organizzato da amici francesi, in una villa pazzesca sulle colline con vista su Cap d'Antibes e parte della baia di Cannes -- dettagli ininfluenti per il resto del racconto, buttati lì solo perché mi piace farmi odiare telematicamente.

L'Italia aveva appena pareggiato con la Romania. La Francia scagliava con i Paesi Bassi.
(Paesi Bassi, non Olanda, maremma memetica -- è passato qualche annetto dal Medioevo: quanto scassereste il cazzo per lesa dignità nazionale se all'estero chiamassero ancora l'Italia "Lombardy"?).

Fischio finale dell'arbitro. Una mattanza di bleues et azzurris. Francia e Italia sono in merda. Gli italiani presenti lanciano la polpetta avvelenata. Mettiamoci l'anima in pace: sarà biscotto.

Sguardo perso sui volti francesi. Dessert? Il y a la panna cotta à la piemontaise!

Macché dessert. Fateve servi'. Paesi Bassi (se parlano in inglese il nome lo azzeccano) e Romania si mettono d'accordo.

Attimo di smarrimento tra i francesi, poi una luce nei loro occhi. Putain, qu'ils sont intelligents, les italiens.

Oggi probabilmente quei francesi, se hanno interiorizzato la loro lezione di italianizzazione delle dinamiche interpersonali (per carità, erano già avanti), stanno pensando che noi italiani eravamo lì per instillare e diffondere il dubbio che tanto non c'era niente da fare, che chiunque avesse vinto il match avrebbe visto le sue speranze infrante su un muro di biscotto. Così loro giocavano una partita di merda, e l'Italia avrebbe vinto.

Sapete che c'è? Potrebbero aver ragione. Perché, come un genio ha notato su uno dei millemila commenti sparsi su internet che non posso linkare perché l'ho perso e quindi vado a memoria, il biscotto non c'è stato perché Donadoni ha un amico in Olanda.

E tutti a sperticarsi in lodi sulla sportività di Van Basten, che in questo momento non si perplime su tali e tanti attestati di stima solo perché l'Italia la conosce bene. E ben sa che tutto, complotti compresi, ruota intorno a noi.

E la saga continua...

9.6.08

Primarie dem 2008, a uso di culi pesanti e cinici di ritorno

Il mio amico Massimo, che gli ci voglio tanto bene di solito ma quando c'è da mandarlo a cagare non mi tiro certo indietro, scrive una tirata nel lieve stile anglosassone che gli è congeniale a proposito dell'interesse dimostrato da tanti italiani nei confronti delle primarie democratiche americane. Per chiarire il punto, cita il post precedente di questo blog, che finisce così per beccarsi la seguente diagnosi: "freva veltroniana".

Devo rimandare la sua distruzione fisica e morale a un altro post (c'è uno tsunami in arrivo che chiede di essere schivato), ma intanto, visto che non ha potuto seguire il dipanarsi della vicenda per evidenti problemi di culite pesante e di snobismo da rigurgito di realpolitik, posto solo per i suoi occhi un condensato di 8 minuti, in cui Slate racconta un anno buono di primarie.

[e se chiede perdono in ginocchio sui ceci forse glielo sottotitolo pure]

4.6.08

Relief Is Almost As Good As Orgasm

Non che soffra troppo di problemi intestinali, ma oggi riesco quasi a percepire il piacere fisico che si prova dopo una stipsi di due settimane.

Ci si rivede a novembre.

24.5.08

La gagliarda gioventù nazionalsocialista

Al solito, se non sono dieci contro uno, col cazzo che si muovono.

Consulenze di comunicazione politica aggratis

Tre ottime ragioni per non ritirarsi dalla corsa alla candidatura, a uso e consumo di politici con pessimi speech-writer alle spalle:

1) Il candidato attualmente in testa potrebbe comprare tre televisioni, il più grande gruppo editoriale della nazione più quotidiani sparsi, e quindi andare contro le leggi sul conflitto di interessi che in qualche stato esistono (OK, a volte solo a parole).

2) Il primo martedì di novembre il candidato designato potrebbe rimanere chiuso nell'autolavaggio (e poi il terremoto, le cavallette, ecc ecc).

3) Il candidato attualmente in testa potrebbe essere rapito dagli alieni/da quelli del futuro e riportato indietro con inquietanti superpoteri.

(cara Hillary, a me non è che dispiaci, ma quando ti dicono che a 'sto giro hai cagato ampiamente fuori dal vaso credici, da' retta a un cretino).

16.5.08

Piantare i semi dell'indignazione

... che non è quella becera e beota del linciaggio popolare, pronto a bersi qualunque minchiata calata dall'alto e a regire spasticamente di conseguenza, ma quella che nasce dal riflettere e dall'analizzare. Quella che l'opinione pubblica (di cui piangiamo tutti la prematura scomparsa) in teoria dovrebbe condividere con i giornalisti, quelli che a loro volta in teoria dovrebbero fungere da watchdog.

Keith Olbermann non mi è mai stato simpaticissimo, ma questo catoniano pelo e contropelo a Bush e alla sua idiozia di stampo becerberlusconiano dovrebbero metterlo come testo di studio nelle inutili scuole di giornalismo italiane.

Poi dice: "Ma che ho perso davvero?"

Io con la Francia ho un rapporto schifosamente interessato.
Ci ho vissuto e studiato anni fa, ma solo perché all'epoca mi serviva imparare il francese (e perché varcare i confini italici era già una necessità); non me ne sono mai innamorata, non le sono mai stata grata. Ci vivo adesso, ma già penso al distacco, che non credo sarà dolorosissimo. Le riconosco i pregi del caso, questo sì. Che non si limitano alla bontà del latte, lo ammetto.

Però quando sento le giaculatorie su quanto è fica, quanto è bella, come funziona bene, che ganze le 35 ore, evviva il socialismo francese, di solito mi acchiappa un po' di sconforto.
Forse perché vedo le tante, troppe somiglianze con l'Italia.

Tipo che sindaco socialista di Lione si rifiuta di concedere un servizio di accoglienza minimo per gli scolari richiesto da un municipio (vinto dall'Ump) in vista di uno sciopero generale degli insegnanti. Servizio di accoglienza minimo che l'Ump locale ha deciso di organizzare da sé: chiaramente non ci sarà attività didattica, ma almeno le mamme che non hanno permessi (eh, i precari stanno pure qui), quelle che abitano nelle case popolari della zona, non devono svenarsi per trovare alternative all'abbandono di minore. Servizio previsto pure dal sindaco di Marsiglia, guardanpo', Ump pure lui.

Mi guardo bene dall'entrare nel merito di due ordini di problemi: come le nostre "sinistre" non si facciano scrupolo alcuno di scaricare gran parte del costo economico e sociale di uno sciopero su una delle categorie più deboli (donne ai margini della società) mentre magari ancora inneggiano al proletariato, e di come la Francia del sud sia, così come l'Italia, ancora intrisa e imbevuta del peggior maschilismo possibile: quello che il ruolo delle donne neanche lo vede. De hoc satis, sennò rischio il travaso di bile.

L'unico altro punto che voglio toccare, assai meno pericoloso per il mio fegato, è una sola e semplice domanda: di chi si ricorderanno gli elettori, al momento di tornare alle urne? Del volenteroso Ump che gli garantisce un minimo di servizio, o del proletaristicamente corretto Ps che ha curato gli interessi della gilda di turno mica a scapito dei padroni, ma a scapito delle famiglie più povere? Non è che magari è il caso di riformulare lo strumento "sciopero" in modo che vada a colpire veri interessi, e non servizi basilari? Ah, no, certo, stiamo ancora appianando le divergenze tra maoisti e anarco-sindacalisti, capisco. Fate pure con calma, non c'è fretta alcuna. La storia italiana insegna.

(per quanto riguarda le recenti derive italiane, mi pare che restodelmondo riassuma il mio punto di vista meglio di quanto potrei fare nel mio stato attuale, equamente distribuito tra disprezzo e rassegnazione)

15.5.08

Pope Makes Baby Jesus Cry

Che poi, che cazzarola ci farà la creatura con tremila uteri inutilizzati.