Inciampi sul nome di un blog italico (apparentemente molto "quotato") e pensi "Minkia, che nome cretino!", ma in realtà è qualcosa in più dell'essere cretino... è qualcosa che ti infastidisce dentro, e ti chiedi "Perché, perché, perché il solo nome di questo blog mi causa eritemi?"; e poi spulci i post e gli eritemi ti vengono sul serio, perché è come leggere le teorie sul social networking rilegate su cartigli dei Baciperugina, e allora concludi che nomina nuda tenemus e quindi dai per pacifico che il fastidio preventivo fosse in realtà tutta questione ortofonetica...
Però no, non riesci a darti pace, quel nome ti ronza in testa, come il ricordo di una serata passata accanto agli altoparlanti del Cocoricò... e allora scavi, scavi, scavi, scavi nelle sinapsi, fino a che - eccolo! Lì, trionfante... sepolto aaaanni addietro in Usenet.
Ieri, spammer. Oggi, blogstar.
Makes perfect sense.
27.10.07
Karma is a bitch
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26.10.07
Le notizie della buona notte
Ho appena conquistato un numero di Bacon uguale a 2.
Se domani mattina non mi sveglio è uguale.
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24.10.07
Il widget è nudo
Diciamocelo. Le preview di SnapShots hanno frantumato i maròni (e il sito va spedito quanto me con la stampella).
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22.10.07
Cheese, buana!
L'articolo sul New York Times riguardo la misteriosa diminuzione del numero di modelle non bianche dalle passerelle mondiali è sicuramente interessante, ma meglio ancora è la postilla in fondo alla pagina.
Standing ovation per il fotografo di Vogue Italia che ci ha tenuto a precisare che la ragazza nera vestita da cameriera nel servizio uscito sul numero di settembre è, appunto, una cameriera, non una modella. Inclusa nello shooting solo "per la sua bellezza e per la sua capacità di sottolineare il tema delle foto, quello dello stereotipo della ricca donna bianca che ha servitù di colore". Proprio quando al NYT tiravano un sospiro di sollievo perché almeno su Vogue Italia c'era una modella nera.
[via Gawker]
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20.10.07
Two billion cigarettes were harmed during the making of this movie
Oh, che volete... la reclusione forzata ha stravolto le mie priorità. Ora al primo posto troneggia la visione seriale di fiction. E nella maratona fantozziana mi sono innamorata di Mad Men.
Stati Uniti. New York. 1960. Vigilia delle elezioni. La vita di un gruppo di pubblicitari (gli uomini di Madison Avenue, appunto) vista senza il prisma del sogno americano che loro stessi avevano contribuito a creare. Il razzismo ha la violenza silenziosa del quotidiano (siamo a New York, mica in Alabama); il maschilismo è talmente comune che quando il gruppetto di creativi sentenzia: "È come vedere un cane che suona il pianoforte", a proposito di una segretaria che ha tirato fuori un headline brillante, ci impieghi almeno due secondi in più del normale a tremare; quando credi di poterti almeno parzialmente immedesimare in un personaggio (il beatnik che si lancia in una tirata antimperialista contro il direttore creativo senza scrupoli) quel personaggio ti fotte dicendo alla sua ragazza: "Perché non ti rendi utile e non mi prendi un bicchiere d'acqua?".
Qui non ce n'è per nessuno. Non ce n'è per gli uomini, tutti priapici e bugiardi. Non ce n'è per le donne, casalinghe sottomesse e compiacenti. Non ce n'è neanche per quelle che tentano di alzare la testa. Anche se si vede che gli autori tifano per loro. Una addirittura la fanno chiosare con un'alzata di spalle, a proposito di un intervento invasivo su un bodycopy per un rossetto fatto dai colleghi maschi: "You know what they say: The medium is the message", una delle battute più intelligenti e fulminanti mai sentite in un serial televisivo. Non me la venissero a menare gli autori nostrani: Mad Men va in onda sul basic cable. E noi qui che quando ci va bene arriviamo a emulare i bei tempi in cui la fiction voleva dire La cittadella.
Ma non divaghiamo. Torniamo a loro. Ellroy aveva distrutto il mito degli anni d'oro americani, alzando il velo brillantinato per farci vedere il marcio della new frontier; gli autori di Mad Men hanno provveduto a fare lo stesso con quella borghesia medio-alta che del sogno americano doveva essere il testimonial principale. E nel corso delle puntate ci si avvicina ai personaggi con una lentezza magistrale, catturati in un'atmosfera glamour d'antan, fino a che un autore non ti prende la testa e te l'avvicina a forza sui verminai che brulicano sottopelle. Non è un caso che l'ideatore sia quel Matthew Weiner che ha messo mezza America in difficoltà con la loro coscienza nei Sopranos.
E così come nei Sopranos anche qui è difficile detestare i mad man veramente. E non solo perché ogni personaggio fuma almeno due sigarette a scena.
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17.10.07
Mai più senza: cavigliere insurrezionaliste combattenti
La voglio.
Update: sempre più inquietante.
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16.10.07
Lione al vento, stiam marciando, siam l'armata Brancaleon!
Non è che la vis polemica da sfogare mi manchi, quindi trovare ogni tanto dei bersagli facili e veloci con cui riequilibrare il pH del mio cervello può anche fare comodo.
Però uffa, mica posso essere tirata per la giacchetta sempre dal solito Brancaleone che parte per la crociata, gli fanno le terga a strisce e viene a sollecitare la mia solidarietà.
Qui la cronaca della crociata.
(ci terrei a precisare - a scanso di equivoci, dovessero mai i miei posteri arrivare qui - che io non leggo il Mucchio, se non per scopi sociologici, e che ci sono arrivata solo tramite 7yearwinter)
Notare come il nostro ritenga di essere arrivato alle porte di Gerusalemme, al cuore del sistema di potere clerico-fascista, mentre già è tanto che sia arrivato a Brindisi. Perché a impedirgli l'imbarco ha trovato un avversario degno della sua statura: il pm di Trani. In un turbine di pupate siciliane, il paladino cade a Roncisvalle per mano del traditore: il Mucchio viene ritirato dalle edicole di tutta la provincia di Trani (te, là in fondo! Il "Mecojoni!" s'è sentito benissimo!).
E io secondo il diretùr dovrei incazzarmi perché la copertina più demente della storia viene ritirata da 50 edicole per un'ordinanza che la ritiene vilipendio alla religione di Stato.
Non vorrei essere la solita prosaica, ma io vedo solo uno che ha sempre mostrato l'acume politico di Mara Carfagna (ma dde sinistra) impegnato a tirarsi i capelli con uno sconosciuto che, evidentemente, sta tentando di introdursi a Telepace come emulo di Sante Licheri. Solo che non è un vero pollaio se non si tirano fuori i paroloni. Libbbbertàdistampa. Sarò mica così stronza da non mobilitarmi di fronte al sacro spauracchio di noi sinceri democratici?
Noooo, non sarò così stronza. Infatti stavolta mi lascio tirare per la giacchetta e mi mobilito. Se Stèfani va a incatenarsi per protesta di fronte alla pretura di Trani io ci metto i soldi per i lucchetti. Basta che buttate via le chiavi dopo l'uso.
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15.10.07
Caro capo ti scrivo
... così mi tolgo un dubbio (ché alla quarta tua telefonata di lavoro, da stamattina alle 10, è anche legittimo che mi vengano).
Quale tra le parole "Mi ha messo sotto un camion" non ti è chiara?
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12.10.07
Merende diversamente abili
(ovvero: "Di come l'edipèo sfoggia anche il vestitino da gourmet")
Sfornare i pan brioche più buoni della galassia è un gioco da ragazzi per la nostra eroina. Tutt'altra musica quando le condizioni dell'eroina le permettono tuttalpiù di arrancare sulle stampelle per arrivare in bagno. Perché chiaramente, passato lo spavento, ora sono in preda a voglie da partoriente bulimica difficilmente saziabili.
Quindi io e i miei tre arti sani (più le arzille stampelle) ci siamo recati in cucina e, nell'invidiabile tempo di 5 minuti 5 (rantolamenti e bestemmioni compresi), con strategie degne di McGyver abbiamo arrangiato la seguente ricettina da gastrosofi azzoppati.
Madeleine dell'amarcord dagli antipodi alla Maremma [1]
Ingredienti
1 rosetta (buona, mi raccomando)
50 gr di cioccolato fondente 70% Whittaker, Nuova Zelanda [2]
2 cucchiaini di marmellata di fichi di Capalbio [2]
Tiranneggiare i malcapitati familiari per far loro disporre gli ingredienti sulla tavola, o, in caso i familiari abbiano deciso di darsi per evitare le corvée, dotarsi di sac-à-stampel®, busta di plastica da agganciare alla stampella per il trasporto di materie prime e utensili in cucina.
Tagliare la rosetta a metà. Disporre sulla metà inferiore il cioccolato fondente. Spalmare la metà superiore con la marmellata di fichi. Richiudere. Servire immediatamente.
[1] Ok, il nome è rosetta con la cioccolata come la faceva nonna: e così sicuramente l'avrebbero chiamata quelle brave persone di Bir&Fud (che così c'ho pure la scusa per linkare il blog). Però poi non faceva gastrosofo.
[2] Vedi? Non può essere la rosetta con la cioccolata di nonna. Col cazzo che nonna si sarebbe allontanata più di 10 metri per comprare cioccolato e marmellata.
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11.10.07
Le meraviglie del corpo umano reloaded
Altro che Niki Sanders. Oggi ho scoperto che ho il potere di bloccare un auto-articolato di alcune tonnellate con la sola forza del piede. Sinistro. Sì, vabbè, qualche ammaccatura, ma l'auto-articolato sta messo peggio.
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8.10.07
Abbiamo un grande futuro (alle spalle)
(segue un viaggio istantaneo all'interno della natura umana; montessoriani, girate alla larga)
Occhioni blu, capelli lunghi, vaporosi, e color gelato al caffè[1].
Ciglia da cerbiatta, articolazioni lunghe e affusolate[2].
Otto-nove anni. Non di più.
Ce l'ho accanto mentre mi studio il contenuto delle macchinette della palestra, alla ricerca di un integratore che mi permetta di guidare a casa senza svenire dopo 3 ore di allenamento.
Ed è con divertimento che registro la manina furtiva che si insinua nella fessura della prima macchinetta, nella vana ricerca del resto dimenticato da qualcuno.
La guardo.
Sfugge il mio sguardo.
E si sposta alla macchinetta al lato opposto.
E il divertimento si trasforma in lancinante disprezzo mentre la vedo infilare la manina nella seconda fessura. Invano anche stavolta[3].
La guardo. Infilo i miei spiccioli e seleziono l'orrendo bibitone vitaminico.
Mi guarda. Vaga e assente, come una mucca colta in flagranza di ruminaggio.
La guardo. E mentre arraffo il bibitone mi dipingo in faccia una muta litania di espressioni offensive[4], tutte orbitanti intorno al tema del furto e della taccagneria.
Mi guarda, e si appoggia alla seconda macchinetta.
La guardo, sorseggio e mi appoggio anch'io alla macchinetta che ancora non ha controllato.
Sembra un film di Sergio Leone.
Potremmo guardarci negli occhi per ore.
Io armata fino ai denti.
Lei, stolida e vaporosa, sgranchendo la manina arpionatrice.
Potremmo andare avanti per anni, ma lei è l'angioletto sadico, quella che fa sentire inferiori le sue compagne di classe perché non hanno l'ultima Bratz. Lei lo fa di mestiere.
Potremmo andare avanti per ore, ma ho trent'anni e passa, cazzo. E un appuntamento in centro che sto per perdere.
Vaffanculo, stronzetta, hai vinto. Tieniti la macchinetta.
Me ne vado su per le scale.
No, no, non ce la faccio. Scendo di corsa i pochi gradini, e la becco lì, con la manina rapace nella fessura numero tre.
"Se', perché se c'era il resto lo lasciavo per la bella faccia tua".
Trent'anni e passa. Ne è valsa la pena.
[1] I capelli ti cadranno tutti, a forza di stirarteli, perché hai già negli occhi quella tensione neo-proletaria che spinge donne apparentemente normali a voler girare con filamenti cheratinici vulcanizzati in testa.
[2] La cellulite viene anche a te, non illuderti.
[3] I bambini zingari, eh?
[4] Tanto non le avresti capite. E possibilmente non le capirai neanche a 30 anni. Sarai ancora impegnata a ricordare a memoria i nomi dei tronisti.
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4.10.07
A regazzi'... emmo' t'ooo buco 'sto viral marketing...
Sì, sì. Hope Wilcott è sparita. A-ha.
Avranno provato a cercarla nel bosco di Blair?
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3.10.07
Le salutari soddisfazioni
Estratto dal ciacolamento quotidiano di prammatica col fidanzato
You inspire me to be a better person. I was having an apple and thinking that when we start the new life I was going to eat more fruit...Mica pizza e fichi. Mele. That's ammmmore.
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1.10.07
Cose che non si possono mettere sul CV (aka: Le porche soddisfazioni)
Un avvocato di grido (con tanto di noto pregiudicato forzitaliota nel carnet) sta studiando una cosa scritta da me per lavoro, tentando (inutilmente) di ravvisarvi "estremi di reato" (sic). Non è una sceneggiatura di Bregovic tratta da un racconto inedito di Kafka. Però ho riso uguale.
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27.9.07
Che mangino brioche!
Ultimamente sono un po' nel pallone.
C'ho in testa tutta una serie di sospesi, più varie pesantezze mentali, senza contare quel paio di sceltucole esistenziali, che tendono a occupare il 99,999% della mia attività neuronale.
E quindi, con sommo gaudio, mi sono persa tutto il piroettare delle ballerine e le capriole dei nani degli ultimi giorni. Giuro che mi rimetto in pari (cioè, lo sto già facendo). E quindi anche io ho da dire la mia su questo mondo in cui Grillo va alla Columbia University vestito da bonzo tibetano, e viene contestato da un picchetto di Giubbe rosse omosessuali. Oddio, forse mi sbaglio. Forse era la Guardia nazionale. Vabbè, whatever. Insomma, quello che voglio dire è che, fino a che non si installa il primo governo Bersani, io non voglio sapere niente. Citofonatemi quando sta per giurare, così mi guardo la diretta sulla Rai -- ci penso io a consolare Francesco e Clemente, che chiaramente non ne faranno parte. Cosa non farei per Pigi.
Comunque non è neanche questo l'argomento del post. Perché nel compulsivo vagare intertestuale (di cui sarebbe difficile dar conto, ma che posso ricapitolare sommariamente con: Grillo -> antipolitica -> PD -> primarie -> Adinolfi -> sostenitori di candidati assurdi alle primarie del PD) sono capitata su un blog (e su un post in particolare) in cui ci si augura che i gay la smettano di fare coming out. Il tutto posto in maniera molto garbata, con tanto di iniziale "ricorso all'autorità" per sgombrare il campo qualunque sospetto ("se ho tanti amici gay, non posso essere bigotta nei loro confronti"), e con sventagliata di credenziali: vorrete mica dare addosso a una scrittice di sinistra?
Ora. Siccome il 99,999% dei miei neuroni è impegnato a far altro, non darò addosso a nessuno. Mi chiedo solo: gli scrittori di sinistra si sono accorti del casino che è successo per i Pacs? Perché magari potrebbero anche aver assorbito l'informazione che i cittadini italiani omosessuali non hanno gli stessi diritti di quelli eterosessuali. E magari evitarsi un mini-manuale di fallacies per giustificare un loro personalissimo problema a rapportarsi col diverso. Capita anche ai migliori.
Questo malriposto senso del pudore ha tutta la potenza urticante del farisaismo misto alla deliziosa ingenuità di Maria Antonietta, quando, infastidita dalla pochezza dei problemi del popolo affamato, li invitava a trovare fonti alternative di nutrimento. E si definiscono pure di sinistra. Vabbè.
Ora torno a dormire. Svegliatemi quando succede quella cosa che sapete.
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19.9.07
Scio-indie-nismo
Ci sono milleeuno ragioni per leggere Gawker, ma qui ne ammetterò una sola.
La stagista Sheila analizza le firme di Pitchfork e scopre che a scrivere le recensioni c'è una percentuale di donne dell'8%, mentre il 14% è rappresentato da tipi che si chiamano Mark.
Li amo. Quelli di Gawker, chiaramente.
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14.9.07
Ho un sassolino nella scarpa "Ahi!"
Fare il consulente per una pubblica amministrazione in cui sono state impiegate scimmie antropomorfe può essere un lavoro molto frustrante. Eh no, non si tratta del Bioparco.
Vado a recuperare un sacchetto di noccioline, magari riesco a creare un diversivo.
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Ehi? Regia?
E va bene. Osserviamo il sintomo costituito dalla mobilitazione del Vaffa-day.
E preoccupiamoci delle conseguenze che potrebbe avere la spaccatura Fiom-Cgil.
E indignamoci per le idiozie di Calderoli. Tanto una in più, una in meno...
E chiaramente aggiungiamo l'ulteriore quota nel monte-vergogna di avere Mastella nello stesso schieramento.
Ma qualcuno mi spiega perché la notizia che il petrolio abbia superato gli 80$ al barile si limita a chiudere l'edizione delle 23 del TG Notte - Bricolage e punto croce?
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13.9.07
Preparazione atletica
Sto cercando le frasi adatte per sfilarmi dal progetto a cui sto lavorando. Dato che immagino di incontrare qualche resistenza da parte del committente, ho deciso di allenarmi ripassando le immortali parole del maestro. Jake Blues.
Jake: [Falling to his knees before her] Oh please don't kill us. Please, please don't kill us. You know I love ya baby, I wouldn't leave ya. It wasn't my fault.
Woman: You miserable slug. You think you can talk your way out of this? You betrayed me.
Jake: No, I didn't. Honest. I ran outta gas. I had a flat tire. I didn't have enough money for cab fare. My tux didn't come back from the cleaners. An old friend came in from outta town. Someone stole my car. There was an earthquake, a terrible flood, locusts. It wasn't my fault! I swear to God!!
Woman: Oh Jake, Jake, honey.
[Jake embraces her in a passionate kiss, then drops her in the mud.]
Jake: [To Elwood] Let's go.
Elwood: [To the Woman] Take it easy.
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12.9.07
Delle due l'una
(post a tenore strettamente romano)
- E voi dov'è che abitate?
- Io a Cipro.
- EH?
- Cipro. Fermata metro.
- Ah, boh... e tu?
- Aurelio...
- ...
- Baldo degli Ubaldi.
- ...
- Fermata. Metro.
- Eh, boh...
(attimo di silenzio imbarazzato -- vabbè, facciamo finta di ricambiare l'interesse)
- E voi in che zona abitate?
- (in coro) Al Pigneto! Dal 5 luglio!
- Il che fa di voi due wannabe in ritardo o due borgatare di ritorno?
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