(faccio finta di niente e riappaio così, con nonscialàns)
C'è una roba che mi porterà probabilmente a uno stadio di demenza senile precoce per quanto mi fa avvitare le sinapsi. Sono gli "allergici". E no, non parlo di quelli che vanno in giro con l'epipen. Per carità, quella è roba seria.
No, io parlo degli allergici-con-le-virgolette. So che ne conosci uno anche tu. E a quell'uno perdoni le tue gonadi trifolate con la sua allergia conclamata all'ananas, perché in fondo ha anche tanti pregi, e le grandi chiacchiere che vi fate sorseggiando piña cola--oddio, ma non è a base di...?
Insomma, ecco, tu perché al tuo vuoi bene; Gino deve dei soldi al suo e non gli pare il caso di sottolineare incongruenze; Ermenegilda è una fregnona a prescindere...
E tutti i vostri allergici-con-le-virgolette poi cosa fanno?
Si recano in un esercizio pubblico, naturalmente. E testano le doti di sopportazione di chi ci lavora. Tipo, chessò, in una panetteria-pasticcieria-caffè.
L'AclV chiederà un dolce senza latte né uova, perché è allergico-con-le-virgolette, chiaramente. Quando gli viene detto che ogni dolce contiene almeno uno dei due ingredienti, indicherà trionfante la tartelette con crema al limone: "Ma quella è al limone, no?". Certo, ma tenterete di salvare la sua vita, avvertendolo che frolla e crema hanno sia uova che burro. "Vabbè, ma se son cotte, mica ho problemi".
Oppure l'allergica-con-le-virgolette-al-gatto ti chiederà di portare in un'altra stanza la micia, perché lei ha reazioni allergiche-con-le-virgolette-al-gatto devastanti in presenza di felini. Siccome riconosceresti un AclV a kilometri di distanza, sai che basterà portare la povera Marie in un angolo nascosto (ma a distanza di dieci metri) e mettere l'animella miagolante al guinzaglio, per far sparire immediatamente ogni sintomo. Sai pure che per fortuna dell'AclV questa non è la tua panetteria, perché in quel caso inviteresti la signora a uscire in tutta fretta, visto che la gatta vive in panetteria e di notte gira indisturbata, rilasciando α2u-globuline, e--sei tanto spiacente--ma la sola idea di vedere un cliente così prezioso vittima di una reazione immunologica per colpa del sacco di pulci ti spezzerebbe il cuore.
Ora. Io non ti dico di rompere l'amicizia con il tuo amico allergico-con-le-virgolette. Sono certa che è fonte di gioie preziose, e lungi da me augurarmi che finisca. Però un favore agli esercenti pubblici fàllo. La prossima volta che ti nomina la sua allergia-con-le-virgolette, mandalo a cacare, di cuore. Perché noi non possiamo. Teniamo famiglia.
Grazie.
23.11.10
Reazioni immunoillogiche
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1.8.09
E va bene...
... non saprebbero abbinare due colori neanche per caso, mangiano cose che il mio esofago si rifiuta di trasformare in bolo, il clima spingerebbe al suicidio anche Pollyanna, sono dei cacacazzi di dimensioni spropositate e riuscirebbero a impartire lezioncine morali anche a Gandhi.
Però.
Però questo è l'unico posto al mondo, che io sappia, in cui durante il Gay Pride vedi sfilare i poliziotti e le poliziotte omosessuali, in uniforme, e su una barca ufficiale della polizia.
E allora sai che c'è?
Vaffanculo a 'o sole, 'o mare, al parmigiano e alla bonomia.
Sono molto orgogliosa di abitare nei Paesi Bassi.
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26.6.09
Compendio di educazione sessuale in caso mi succeda qualcosa e i miei figli ne abbiano bisogno
(chessò, viene eletto il prossimo papa-re o la Asl di Milano vi taglia i corsi di educazione sessuale perché troppo espliciti)
Lo sfregamento esercitato sulle pareti esterne (del pene) o interne (vagina e ano) dei vostri organi sessuali genera un grado di piacere in genere inversamente proporzionale all'imbarazzo che si prova a toccare l'argomento. Questo è un po' il sunto della faccenda, ma visti i tempi è meglio che ci aggiunga qualche altra considerazione.
Le combinazioni possibili tra gli organi di cui sopra (più qualunque altro orifizio vi venga in mente) sono tutte praticabili, basta che vi mettiate la maglietta della salute (ops, no, scusate, m'è partito l'altro programma didattico) basta che lo vogliate tutti e due e che usiate dei preservativi (al mercato nero dovrebbero ancora venderli) fino a che non siate matematicamente certi di non avere malattie sessuali trasmissibili. Chiaramente la certezza di cui sopra decade a ogni cambio partner. Se ci fosse anche il minimo sospetto che non l'avete usato, giuro che verrete rincorsi nel cortile della scuola col mattarello (da me, o da persona da me designata) di fronte a tutti i vostri amici, con la garanzia di rimediarvi la peggiore figura di merda della vostra vita. Siete avvertiti.
Se usate la combinazione pene-vagina e non rispettate il diktat materno del preservativo, prima vi corco due volte, e poi vi lascio per un pomeriggio in compagnia di un gruppo di azione pro-life. Mica perché sia d'accordo con loro, ma per farvi avere un'idea del significato di "atroce". Che a volte è l'aggettivo più adatto a descrivere la scelta del portare a termine o meno una gravidanza. Perché al fatto che siate voi a scegliere mamma ci tiene, eccome.
Ma tornando a questo misterioso sesso, che pare ci vogliano molte parafrasi per raccontarlo anche se a me sembra molto semplice, tanto che ho quasi finito, ci sono poi tutta una serie di azioni-corollario, che vanno dal piacevole al fantastico, ma variano di persona a persona, quindi fatemi il favore e cominciate a toccarvi in giovane età, che prima le scoprite da soli e meglio è.
E al primo cretino che dice "Che schifo!"/"Andrai all'inferno!"/"Sei un pervertito"/"Ti verranno i peli sulle mani", sputategli in un occhio e ditegli che è da parte mia.
Vi voglio bene.
Mamma
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9.6.09
Il dettaglio mancante

Scopri cosa manca a questa bicicletta. Chi indovina vince un giro in piedi dietro mentre io pedalo. Se sopravvivo al rodaggio, chiaro.
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3.6.09
Paesi Bassi, lotta senza quartiere all'ultimo voto per le elezioni europee
Stamattina, dopo aver visto in queste settimane n. 4 cartelloni pubblicitari e n. 0 volantini (ma dopo aver ricevuto a casa un sobrio pieghevole A3 in bianco e nero con i nomi dei partiti - tutti - e dei candidati - tutti[1] - alle elezioni), un distinto signore cinquantenne, strategicamente piazzato di fronte all'ingresso della stazione ferroviaria di Haarlem, accenna pudicissimamente il gesto di avvicinarmi un volantino del GroenLinks (i Verdi di sinistra). Gli sorrido[2] e il signore, altrettanto pudicamente, ritira il volantino.
I soliti radicali aggressivi.
[1] Il partito più stronzo si chiama (magguardaunpo') Partij voor de Vrijheid: Partito per la Libertà. All'ultimo posto tra i candidati, il leader Geert Wilders, una specie di Borghezio con la capigliatura di Little Tony, solo ossigenata. E quel colorito arancione che solo le lampade UVA batave riescono a conferire alla carnagione. Peccato non aver incontrato il loro banchetto.
[2] Un sorriso "grazie, ma anche no" che in Italia mi avrebbe causato d'ufficio la sottoscrizione di un appello contro la droga o l'acquisto di accessori di ricambio del Folletto per le prossime quattro generazioni.
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26.5.09
"Che mangino brioche!" (e due)
Sono a Roma e sono particolarmente innervosita.
Leggere quindi i blog "dde sinistra" diventa un'attività ludica che mi permette di sfogare un po' di bile. Nello specifico, tutti quelli che hanno deciso che la classe non è acqua, e che l'affaire Berlusconi-Letizia è solo volgare attività gossippara, indegna dell'attenzione che invece meriterebbero temi come la deriva delle galassie. Che signori si nasce, noi di sinistra lo nabbimo, e di queste cose si parla dal parrucchiere (ché, il parrucchiere, nonostante siamo di sinistra, fa popolino, e l'impovtante è sempve distinguevsene, pev cavità).
E quindi che orrore Repubblica, ma cos'è quello, giornalismo? Non si parla di qualcosa di pallosissimo, è sesso e carnazza, è psicopatologia, e io sono così blasé che devo mettere delle protezioni alle narici, troppo sensibili per occuparsi di altro che non sia geopolitica dell'America latina.
Perdendo al solito l'occasione per cogliere il punto nodale.
Il fatto è che per la prima volta in anni un quotidiano a diffusione nazionale si sta esercitando in una nobile arte misconosciuta: il fact-checking. E lo sta facendo su un episodio che tutta la nazione segue. (Che orrore, si appassionano al sesso e carnazza, invece che all'ultima performance di Ascanio Celestini con gli sbandieratori di Marostica e la Fura dels Baus... ma ci pensi?)
Ma a noi dde sinistra ciò non sta bene, perché la nobile arte del fact-checking andrebbe applicata solo ad argomenti nobili.
Perdendo al solito l'occasione per cogliere il punto nodale.
Ché il punto nodale non è chi Berlusconi si tromba, ma se mente o meno al riguardo. (Eeeh, dai, non ritirarmi fuori l'inchiesta di Kenneth Starr, ché quelli sono americani puritani, e poi vedi che alla fine c'hanno avuto la crisi?) (1)
Ma no, neanche quest'arma va bene per scalzare questa sciagura dal suo posto.
Ché i manginobrioche vogliono vincere parlando di politica. (Cosa ci sia di più "politico" di un ufficiale di Stato che continua a mentire ai cittadini di quello Stato non si capisce bene, ma deve avere a che fare con gli equilibri instabili dell'area caucasica.)
E allora, che sia, manginobrioche. Presentatevi domani davanti a Palazzo Grazioli e sfidatelo, nobilmente e cavallerescamente, schiaffeggiandolo con un guanto. Poi, mentre voi roteate la sciabola e lui tira fuori la pistola come Indiana Jones, beatevi del fatto che voi, al popolino, non vi ci siete mai mischiati. E che neanche in punto di morte vi riuscirà di cogliere il punto nodale.
Son vanti.
(1) Posizione che accomuna Tremonti e i manginobrioche
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27.2.09
Mavvà a non morì idratato
Cinquanta, forse cento, tra singoli e associazioni si sono presi la briga di presentare un esposto in procura, accusando una persona di omicidio. Cioè, non si sono accontentati di pensare, ma anche affermare, o manifestare sotto le finestre della clinica, che sospendere idratazione e alimentazione è un omicidio -- that's democracy, baby! e tutti hanno diritto di dire la loro.
No, qui ci sono cinquanta, forse cento, tra singoli e associazioni, che una mattina si sono svegliati, hanno fatto colazione, e sereni come l'aurora sono andati in procura a dire: "Stanno uccidendo/Hanno ucciso una persona!".
Cioè, questi qui non è che lottano per un credo, per un'idea, per salvaguardare quello che loro ritengono un valore inalienabile. No, questi vogliono vedere Beppino Englaro in prigione. Compreso quel galantuomo di Taormina (che se anche non ha fatto l'esposto, l'ha quantomeno rumorosamente ventilato).
A questi cinquanta, forse cento, tra singoli e associazioni, dedico la versione riveduta e corretta di uno degli accidenti romani più classici.
E visto che morte e malattie non si augurano, opto per una luuuunga vita, quella che per loro è talmente sacra e piena da meritare di far mandare in prigione un padre che per 17 anni ha dovuto affrontare ogni cazzo di giorno il più lacerante tra i dolori: la perdita di un figlio.
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17.2.09
O' zappatore
Felicissima sera,
a tutte sti signure 'ncruvattate
e a chesta cummitiva accussí allèra,
d'uommene scicche e femmene pittate!
Chesta è na festa 'e ballo...
Tutte cu 'e fracchesciasse sti signure...
E i', ca só' sciso 'a copp''o sciaraballo,
senza cercá 'o permesso, abballo i' pure!
Chi só'?...
Che ve ne 'mporta!
Aggio araputa 'a porta
e só' trasuto ccá...
Musica, musicante!
Fatevi mórdo onore...
Stasera, 'mmiez'a st'uommene aligante,
abballa un segretario zappatore!
(ce la stava facendo Uolter a fare l'unica cosa che qualunque capo di partito sconfitto alle elezioni fa, senza troppe sceneggiate. C'era quasi. Ma no, l'ha dovuta mettere sul personale. Il gladiatore e lo zappatore. Vomito.)
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6.2.09
Turlupinamento for dummies
Mi astengo dall'ululare la mia opinione sul caso che sta infiammando l'Italia.
E' molto netta e assolutamente non suscettibile di cambiamenti.
Del resto si chiama sfera personale non a caso.
Però una cosa voglio provare a farla.
Voglio provare a far ragionare quello che pensa che Berlusconi sta salvando Eluana e Napolitano la stia ammazzando.
Non ditemi che è un'operazione impossibile, credo ancora nel potere della logica.
Allora, partiamo da un fatto: la sentenza della Corte di Cassazione è del novembre del 2008. Se non addirittura di ottobre, non ho controllato. Ma sia, facciamo che è di novembre.
Ora, se Berlusconi vuole salvare la vita di Eluana perché questo decreto legge non lo ha fatto uscire in questi due (tre?) mesi, ma ha aspettato il giorno in cui i medici hanno avviato la procedura di sospensione di alimentazione e idratazione?
Perché si è mosso solo all'ultimo secondo?
Io un'ipotesi ce l'ho. Non so se ti piacerà, ma mi pare solida: a me sembra che Berlusconi abbia aspettato l'ultimo secondo programmando questa sceneggiata mediatica nel "prime time" delle ultime ore di questa povera ragazza in modo da polarizzare l'interesse di tutti. Secondo me a lui non solo non interessa che Eluana viva, ma sta febbrilmente facendo i calcoli per fare in modo che le sue sortite coincidano con la morte di Eluana. Perché Berlusconi non ha mai nascosto di desiderare tantissimo la carica di Napolitano (insieme alla sua). E quindi il fatto che tu pensi che lui sia un salvatore e Napolitano un burocrate assassino a lui tornerebbe assai comodo.
Ma ecco, io sono malpensante. Non pretendo che tu condivida la mia analisi.
Ma un dubbio, un minimo dubbio sul perché Berlusconi sia intervenuto solo quando hanno cominciato a staccare i macchinari è possibile che non ti venga?
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23.1.09
2009: Fuga dar Trionfale
Sono a Roma. Sono viva (lo attestano gli stati di famiglia, se dovessi certificare io questa condizione non sarei così definitiva). Sono stritolata nelle solite idiozie burocratiche che ti fanno maledire un evento con cui già fatichi a riconciliarti. Del resto mio padre andava sempre di prescia e la cristonatura scattava puntualmente. Il destino cinico e baro mi impone di scegliere se pagare un boato di soldi ed essere libera e bella di seppellire il mio passato italiano, oppure risparmiare i soldi che non ho e rimanere nominalmente qui, preda di tutti i lacci e lacciuoli, come Gianni Perego e Romolo Catenacci, perché io nun me ne vado, e Roma nun more.
Insomma, una scelta da operare in tutta serenità.
E comunque questo post non è sui cazzi miei (anche se estenderli al mondo ha un che di catartico e terapeutico), e in fondo non è neanche un post.
È una domanda.
Una domanda che mi pongo ininterrottamente da cinque giorni, da quando sono ritornata in una città in cui non sento altro che di furti, rapine e stupri, e se è andata bene so' volati solo un par di schiaffi per un tamponamento. Una città in cui gli elicotteri volano quotidianamente a distanza minima di sicurezza -- Alcatraz, praticamente. Roba da brividi.
Per fortuna che fra un po' me ne rivado. Ma voi, come cazzo fate a viverci voi? No, seriamente.
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12.1.09
Can't Believe How Strange It Is to Be Anything at All
What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round the sun
What a beautiful dream
That could flash on the screen
In a blink of an eye and be gone from me
Soft and sweet
Let me hold it close and keep it here with me
And one day we will die
And our ashes will fly from the aeroplane over the sea
But for now we are young
Let us lay in the sun
And count every beautiful thing we can see
Love to be
In the arms of all I'm keeping here with me
What a curious life we have found here tonight
There is music that sounds from the street
There are lights in the clouds
Anne's ghost all around
Hear her voice as it's rolling and ringing through me
Soft and sweet
How the notes all bend and reach above the trees
Now how I remember you
How I would push my fingers through
Your mouth to make those muscles move
That made your voice so smooth and sweet
Now we keep where we don't know
All secrets sleep in winters clothes
With one you loved so long ago
Now he don't even know his name
What a beautiful face
I have found in this place
That is circling all round' the sun
And when we meet on a cloud
I'll be laughing out loud
I'll be laughing with everyone I see
Can't believe how strange it is to be anything at all
Neutral Milk Hotel, In The Aeroplane Over The Sea
Ciao pa'.
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22.12.08
E mo' spiegalo a C.
Negli anni passati con C. mi sono resa conto di una cosa piuttosto imbarazzante: nove volte su dieci, quando mi tocca spiegargli come funzionano le cose in Italia, quelle che erano pacifiche certezze si sgretolano alla velocità di un incredulo "You must be kidding me".
Neanche un inglese tutto sommato decente riesce a salvarmi da questa slavina: non è che non riesco a spiegargliele (a un certo punto lo interrogo per vedere se sta seguendo), è che proprio certe idiosincrasie, specialmente se raccontate in un'altra lingua, si manifestano in tutta la loro abbacinante nudità.
E no, non sto parlando delle consuetudini al volante o dei fenomeni di folklore dogmatico assurti a feste di Stato: parlo soprattutto di cose in cui ho creduto per anni.
Devo dire che inizialmente il senso di destabilizzazione mi dava un po' di vertigini. Ultimamente invece ci ho preso gusto. Trovo che la fase "Spiegalo a C." sia il miglior crash test per valutare la tenuta di un'opinione. Ora che l'effetto devastante dei primi tentativi è passato so che per ottimizzare i risultati devo arrivare allenata. Cioè, prima di lanciarmi a folle corsa con la mia ideuzza, per poi accorgermi che sto sgambettando nell'aria come Wile E. Coyote ben oltre l'orlo del precipizio, cerco di pre-testarla io. Insomma, il bungee jumping non sarebbe altrettanto divertente se non si avesse la quasi totale certezza che la corda reggerà.
Ecco perché il crash test di ieri sera non mi trova impreparata. Cioè, ho fatto un po' la finta tonta, ma giusto per non tradire lo spirito del momento.
- Ciccio, oggi stavo leggendo una cosa che Massimo ha scritto sul suo blog...
- Cosa?
- Il fatto che secondo lui i sindacati sono l'unica speranza per i lavoratori in Italia.
- Ma intendi le union?
- NOOOOOOOOOO! Quella è roba mafiosa! Niente più che una gilda! I sindacati italiani hanno una gloriosa tradizione nelle società di mutuo soccorso, sono loro che hanno elevato lo sciopero a mezzo di rivendicazione dei diritti e, beh, non ti sto a raccontare quello che hanno fatto in passato, ma se nelle fabbriche gli operai non muoiono come mosche è per merito loro!
- Capito... e ora che fanno?
- Beh, praticamente loro discutono con i sindacati dei datori di lavoro, e insieme decidono quanto i lavoratori devono guadagnare. E ogni tot di anni son dolori, perché gli stipendi vanno adeguati e chiaramente i datori di lavoro non vogliono cedere.
- Oddio, messa così sembra che far parte di un sindacato sia una fregatura.
- E perché?
- Beh, perché se sei iscritto loro decidono quanto guadagni!
- Ehm, ciccio, mi sa che non mi sono spiegata... Loro decidono per tutti i lavoratori. Cioè, in teoria no, però in pratica sì.
- COSA?? E perché???
- Beh, perché così tutti guadagnano almeno un minimo...
- Questa è una cosa giusta... ma quindi decidono solo i minimi?
- Uhm, no, veramente di fatto decidono anche i massimi, visto che ci sono anche livelli che variano con l'anzianità e a ogni livello ci sono degli scatti che poi vengono assorbiti nel... come cazzo si tradurrà superminimo--
- Scusa?
- Niente, lassa sta'...
- Ma poi, scusa, ogni volta che nasce una nuova professione questi devono creare il sindacato apposta e discutere di retribuzioni?
- No, di solito per far prima ti piazzano in un sindacato che già c'era...
- E quindi tu che lavori nell'IT?
- ... metalmeccanica...
- COSA?
- Niente, lassa sta'...
- Ma poi chi li vota?
- Beh, immagino ci siano elezioni interne...
- Però poi decidono per tutti...
- Eh...
- Ma insomma, questi decidono solo gli stipendi?
- No! Fanno ancora lotte e rivendicazioni!
- Tipo?
- Tipo l'anno scorso... hanno praticamente bloccato il governo Prodi perché doveva rendere attuativo il decreto che portava il limite minimo per la pensione da 57 a 60 anni per chi smette di lavorare nel 2008.
- Scusa, ma non hai detto che tu non Italia tu non potresti andare in pensione prima dei 65? E che tu hai meno diritti di chi va in pensione nel 2008?
- Niente, lassa sta'... Comunque a loro ti puoi rivolgere se hai problemi sul lavoro.
- Ah, ecco, mi pareva...
- Solo che il sindacato si trova solo nelle aziende più grandi.
- In che senso?
- Nel senso che solo le aziende grandi hanno rappresentanti sindacali.
- Quindi chi è nel sindacato lavora anche nell'azienda? Ma così non è soggetto a pressioni?
- No è tutelato, perché non può essere licenziato--
- Intendevo pressioni in "positivo".
- Ah... hmmm...
- Vabbè, capito. E quelli nelle aziende medie e/o piccole?
- Ehm, loro possono andare agli uffici dei sindacati e incrociare le dita.
- Hm...
- Però a volte funziona -- metti i giornalisti: le cause di lavoro le vincono sempre.
- Ma non mi dicevi che i giornalisti italiani sono praticamente una casta?
- Niente, lassa sta'...
- Vabbé, al solito mi sembra una cosa molto italiana.
- Cosa?
- Il fatto che il lavoro sia vissuto come una maledizione da cui un benevolo padre/padrone ti deve salvare, perché tu sei a prescindere troppo imbecille per farlo. Praticamente questi non ti riconoscono un minimo di autonomia nella tua capacità di contrattare il tuo tempo. E non ti riconoscono la possibilità di migliorare, o di cambiare strada. Ci credo che tutti gli italiani che conosco si lamentano del lavoro che fanno: praticamente entri nel sistema e lì rimani tipo criceto nel percorso obbligato. E per di più, se sei al di fuori del percorso obbligato dei sindacati non hai neanche un diritto.
- Mh.
- E quindi Massimo sostiene che loro salveranno i lavoratori italiani?
- Già.
- E come?
- Ciccio, non lo so... a volte ho l'impressione che noi reduci di sinistra soffriamo della sindrome di Stoccolma. Ostaggi di pazzi sadici, ma senza il coraggio di mandarli affanculo perché non abbiamo più idea di come possa essere la vita senza di loro.
- E ora perché sorridi?
- Niente, pensavo ai crash test. Sono utili, no?
- Eh?
- Niente ciccio, lassa sta'... 'notte!
*clic*
(solo lei può mandarmi a cacare per questo post... ma le abbuono la reazione emotiva solo per un mese, poi basta, eh?)
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4.12.08
Piove, panettiere ladro
Non che mi ci volessero le sveglie alle 2 del mattino per farmi apprezzare gli sforzi di chi lavora in un panificio, ma di certo quelle poche sveglie mi hanno aiutato a capire quanto sacrificio (e quanto costo vivo) c'è dietro un centinaio di kg di pane. E non parlo di pane superlativo, ma di un pane onesto.
Quindi, se già il vecchio adagio "costa più il pane dei biscotti" mi faceva cascare le palle (in quel modo lento ma inesorabile che solo le beppegrillate hanno di farti cascare le palle), secondo voi, che effetto mi fa ora leggere la versione natalizia del meme?
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6.11.08
Abbronzature, illuminazioni e il fantasma del compagno Togliatti
So che non c'è nulla di più fastidioso che annunciare il ritorno all'oblìo per poi non tornarci, ma stasera mi è finalmente chiara la visionaria strategia del PresConsMin italico (quello "diversamente alto", per intenderci).
Egli non ha proferito una battuta da Bagaglino. Egli ha fatto una scelta di campo.
Non a caso in Russia. Non a caso a colloquio con la marionet il presidente Medvedev.
Egli non ha fatto il simpatico. Egli ha insultato con la sicumera di chi sa di avere le spalle coperte.
Il nostro nano preferito ha nasato gli equilibri geopolitici instabili, e ha spostato l'asse.
Non siamo più amici della Merica.
Ora siamo amici della Russia.
Abbiamo saltato la cortina di ferro.
Roba che manco Togliatti avrebbe mai sognato.
Cominciate a tirar fuori i colbacchi, quest'inverno andranno tantissimo.
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5.11.08
Giusto per chiudere il cerchio
Non ho seguito molto la coda di campagna elettorale, tanto lo sapevo. Ho passato gli ultimi giorni incazzandomi con familiari e amici italiani che a mezza voce ripetevano le solite trite e ritrite sospensioni sulla razza e sul razzismo degli "americani".
Seriamente, detto in una delle nazioni del G8 nelle cui grandi città non si vedono persone di colore con abiti eleganti e valigette di pelle, fa veramente ridere. Italiani, bravissimi a non fare un cazzo, perché guarda: gli altri lo fanno male.
Per la cronaca, avevo pronosticato una vittoria di Obama con 333 voti: evidentemente in un rigurgito di pessimismo tricolore. Ora ritorno nell'oblio, ma ci tenevo tantissimo a ribadire:
ve lo avevo detto.
UPDATE: La telespettatrice Paola si lamenta al TG2 perché "stavolta si è davvero esagerato" con lo spazio concesso dai media alle elezioni americane. Pòra ciccia, tutto tempo rubato a Meredith e a Garlasco, che quelli sì che meritano attenzione. E subito a ruota Claudio Angelini, con una faccia a chiappe sovrapposte, che ora incensa gli Stati uniti come luogo in cui le razze si amerebbero. Ma porcocazzo, ce la facciamo una volta, una sola, a non fare affermazioni ridicole?
A Gerardo Greco che dice che Obama ha vinto solo perché c'era la crisi economica, invece, dico solo prrrr. Questo è il livello dialettico che l'affermazione merita.
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29.10.08
Il meme della paura
Per i due lettori che ancora non lo sanno, sono a Roma fino alla fine di novembre. A studiare. Il pane.
Il momento in cui ho capito che Obama poteva vincere è coinciso con questo articolo di Michael Chabon. Da allora mi è stato oltremodo chiaro che il vero ostacolo all'elezione di Obama non erano i conservatori, ma i disfattisti. Quelli che "voto Hillary per non disperdere il voto" (alle primarie?), quelli che "figurati se eleggono un nero negli Stati uniti" (tu chiamale se vuoi: proiezioni...), quelli che "tanto pure se vince lo ammazzano". E ne ho sentiti tanti, anche tra amici e persone che stimo e con cui ho una larga base di opinioni condivise. Sarebbe interessante studiare il meccanismo che porta al fatalismo politico.
Oggi leggo su Gawker un articolo che parte da una frase di Obama, e porta la mia riflessione molto più in là. Copincollo ampi stralci perché merita, ma l'originale, da leggere per intero, lo trovate qui.
Abbiamo tanto stigmatizzato la paura altrui, quella dei medio-borghesi leghisti che votano il partito che promette loro di liberarli dallo straniero cattivo, e poi siamo stati vittime della nostra. Che sarebbe bello capire esattamente qual è. C'è da rifletterci.There was a tendency in New York, among liberals used to assuming that the elections are all stolen anyway, to assume the Obama campaign was doomed before it began because of his blackness, plain and simple. There was, similarly, a dark speculation, sometimes in the form of macabre joking, sometimes serious paranoia, that Obama would not survive the campaign if he got too close to the prize. What that didn't take into consideration was that as he looked more and more electable, more people liked him. Honestly, some thought Iowans were more likely to shoot him than vote for him. Then he proved them wrong, and the paranoia lifted, slightly. [...]
It's actually kinda shocking how few death threats we've heard about, especially considering the attention this patently ridiculous one received in the media. (Though we'd figure the ATF would be more likely to crow about breaking up an assassination attempt than the Secret Service, who tend to prefer to keep things quiet and not encourage the crazies.) But don't get too complacent! A Missouri Nazi tells The Guardian that a couple more Nazis will still promise to kill Obama, and Andrew Krucoff finds proof that Mississippi is still, you know, Mississippi.
But Obama's right—they're marginalized. The debate's shifted immeasurably, even from a couple years ago. As a fine measure of how far we've come, the GOP has to use code words for "Muslim terrorist" this year instead of just reminding us of his conventional, acceptable Blackness. God bless us all!
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14.10.08
Il punto di non-ritorno
Capisci che la possibilità di ritornare ad abitare in Italia si fa realmente esile quando esci di casa indossando, nel pieno delle tue facoltà intellettive, le Birki con i calzini a righe.
No. Riformulo.
Capisci che blablabla... quando esci di casa indossando con fierezza le Birki con i calzini a righe.
Sai anche che quella esile possibilità non è del tutto preclusa, perché hai optato anche per i pantaloni lunghi. Molto lunghi.
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Paola
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9.10.08
Gli dei accecano quelli che vogliono portare a perdizione
Non mi bastava, no.
Non mi bastava essere andata a Roma (solo per farmi una chiacchierata con lui, vorrei precisare) e tornarne con una fantastica opportunità di imparare a fare la fornaretta seriamente. E con un maestro d'eccezione.
Non mi bastava che all'aeroporto, per la prima volta nella mia vita, il mio bagaglio spedito arrivasse per primo sul nastro trasportatore.
Non mi bastava misurarmi con una ricetta di lievitato che avevo sempre guardato con un misto di terrore e rispetto. Non mi bastava uscirne vincitrice.
Dovevo sfidarlo ancora il destino, dovevo superare le colonne d'Ercole, e osare là dove gli uomini non osano.
Dovevo comprare i carciofi. A ottobre. Nell'Olanda settentrionale.
Ben mi sta.
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Paola
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25.9.08
Cara tivù italiana
... ti scrivo perché oggi ho visto una cosa incredibile.
Tu hai presente David Letterman? No, non è che è proprio un comico... è uno che ha cominciato come Marzullo, solo che, oh, ognuno ha il Marzullo che si merita, e in effetti lui è divertente, e noi evidentemente non ci meritiamo un cazzo.
Comunque, mo' Letterman c'ha questo show importante e ci invita un po' tutti, anche i politici. E i politici sono assai contenti quando ci possono andare perché, se hanno un po' di spirito, ci fanno la figura di quelli spigliati e alla mano.
Infatti c'è McCain che con Letterman è sempre andato a nozze. Ci sarà stato almeno dieci volte, e se l'è cavata alla grande. Mo' però è successa una cosa: McCain ha deciso che il suo dovere di senatore lo richiama a Washington, perché ci sono le interrogazioni parlamentari sulla crisi economica. Fa niente che ci sono altri 99 senatori: lui è stato in Vietnam, quindi sa come farli parlare questi maledetti musi gialli. E insomma, basta con quest'inutile campagna, lui c'ha cose serie da fare, mica è come se dovesse convincere qualcuno a eleggerlo presidente degli statiuniti, e se non ci sta lui colcazzo che combinano qualcosa al senato.
Quindi McCain, invitato la sera stessa da Letterman per l'ennesima volta, chiama il conduttore: "Oh, bella David. Mi spiace, stasera proprio non gliela fo. Sto andando all'aeroporto di corsa, devo andare a tagliare i polpastrelli a Paulson (guardalo, c'ha la stessa espressione di Henry Gale!)".
Omette però il piccolo particolare che, prima di andare di corsissima all'aeroporto, si sarebbe fermato a far quattro chiacchiere con Katie Couric per l'edizione notturna di CBS News.
Letterman s'è incazzaaaaato... però, siccome non è Marzullo, non se l'è presa col truccatore tirandogli addosso il fard, ma con John McCain. Di fronte alla telecamera.
Qui il racconto nel caso, cara tivvù, tu sia English-impaired.
Eccheccazz, manco quello vuoi leggere!
Evabbè. In breve: l'ha massacrato.
Perché, cara tivù italiana, lì nella Merica, quando un candidato si lamenta che lastampacomunista non parla/parla male di lui, riceve in risposta sonore pernacchie: "C'è una crisi, se non se ne fosse accorto". Tu gli prepari i panini.
Insomma, cara tivù italiana. Io non è che ti dico che mo' Marzullo deve finirla di fare domande idiote. O che Vespa deve cominciare a fare domande non compiacenti. Non pretendo mica la Merica.
Mi basterebbe, chessò, che magari quando si piega a 90° per una seduta di ass-kissing, almeno la smettesse di far finta che gli piace.
Ecco, sarebbe un passo avanti.
Poi, insomma, fa' come vuoi. Tanto col cazzo che ti guardo più.
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Paola
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10.9.08
Rubare le parole dalla tastiera
Ah, per inciso, il mio post di oggi l'ha scritto In minoranza.
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Paola
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