23.1.09

2009: Fuga dar Trionfale

Sono a Roma. Sono viva (lo attestano gli stati di famiglia, se dovessi certificare io questa condizione non sarei così definitiva). Sono stritolata nelle solite idiozie burocratiche che ti fanno maledire un evento con cui già fatichi a riconciliarti. Del resto mio padre andava sempre di prescia e la cristonatura scattava puntualmente. Il destino cinico e baro mi impone di scegliere se pagare un boato di soldi ed essere libera e bella di seppellire il mio passato italiano, oppure risparmiare i soldi che non ho e rimanere nominalmente qui, preda di tutti i lacci e lacciuoli, come Gianni Perego e Romolo Catenacci, perché io nun me ne vado, e Roma nun more.
Insomma, una scelta da operare in tutta serenità.
E comunque questo post non è sui cazzi miei (anche se estenderli al mondo ha un che di catartico e terapeutico), e in fondo non è neanche un post.

È una domanda.

Una domanda che mi pongo ininterrottamente da cinque giorni, da quando sono ritornata in una città in cui non sento altro che di furti, rapine e stupri, e se è andata bene so' volati solo un par di schiaffi per un tamponamento. Una città in cui gli elicotteri volano quotidianamente a distanza minima di sicurezza -- Alcatraz, praticamente. Roba da brividi.
Per fortuna che fra un po' me ne rivado. Ma voi, come cazzo fate a viverci voi? No, seriamente.

3 commenti:

giorgia ha detto...

ma infatti, quest'anno faccio il fugone pure io, chettecredi.

michele ha detto...

Io sono sicuramente un privilegiato, ma non mi è mai capitato di subire scippi rapine o cose del genere, né ne sento parlare da miei amici (sicuramente privilegiati anche loro). Non mi è mai capitato nemmeno di avere paura a girare per la città di notte. Di motivi per andarsene da Roma ne vedo tantissimi, ma la sicurezza non mi sembra il principale (del resto, anche le statistiche comparate con il resto d'Italia e d'Europa lo confermano). Detto questo, buon ritorno alla tua nuova casa, e baci (anche per la citazione).

Paola ha detto...

Mic, infatti parlo di "sentito", e quindi di percezione. Quella cosaccia che muove i termometri di dieci gradi su e giù, e centinaia di migliaia di voti da una parte e dall'altra.
La cosa che mi turba è l'atmosfera da Alcatraz, fomentata da notizie proposte ad arte in una situazione di tensione sociale oggettivamente più acuta che in passato.
E giuro che questo non è il solito pippone dell'emigrante che pensa che all'estero c'è il bengodi: con i Paesi Bassi intrattengo un rapporto di cortesia, sincero e freddino. Ma tra le tante cose spiacevoli che mi tocca subire lì (compreso un sensibile acutizzarsi delle tensioni) non ci sono queste scene da pre-stato di polizia...
Una mezza porzione di baci anche a te (abbondante però) ;)