30.12.03

And now for something completely serious

E' una canzone che mi ha sempre affascinato. E non sono ancora riuscito a capire come si faccia a mettere una carezza nel pugno. Mi sembra un esercizio zen.
Stefano "Elio" Belisari, Elio & le Storie Tese – eccone un altro che c'è cascato
Gli è che non sono una persona seria. Se lo fossi indagherei più a fondo nel lampo di coscienza che mi ha rischiarato la via ascoltando per la prima volta con attenzione le parole di Una carezza in un pugno, di Celentano.

Fossi seria, parteciperei al mondo la folgorazione nel leggerci dietro un chiaro tentativo di demolizione cattoideologica del comunismo.

E se una volta tanto mi decidessi a parlare seriamente, denuncerei il logoro simbolismo cristiano celato in quei contrasti "buio/luce", "splendente/chiuso", o la semantica da primo anno di catechismo di quel "cattivo come adesso non lo sono stato mai". Eggià, malvagità pura, tu e il tuo pugno chiuso, eh?

Il problema è che, appunto, non sono una persona seria. Sennò denuncerei anche a trent'anni di distanza questo lurido maccartismo revanscista mascherato da innocua canzonetta.

27.12.03

E come non essere d'accordo con Explorer?

Al caricamento di questa pagina, IE mi ha chiesto di scaricare il set di caratteri cirillici.
Gli deve essere rimasta in cache la notizia che una letterina sta per finire il suo duro praticantato.

Yawn

Cappuccino e cornetto, grazie.
(altro giro, altra corsa)

14.11.03

Come si chiama

la fase di letargo di un blog? Cooling down? Cool pesant?
Insomma, c'ho quella. Giurin giurella che torno, cari i miei quattro gatti. Vi lascio con questi altro quattro passi nel delirio trovati in un catalogo turistico sulla Turchia (è tutto vero, me possino cecamme):

Cari clienti,
Salve!

dall'autunno 2002 le cose non sono cambiate molto...
A parte le mezze stagioni, effettivamente...

Gli americani hanno fatto la loro guerra, con le bombe intelligenti che insegnano la democrazia.
Cos'è, la clientela neocona non paga bene?

I no global hanno chiesto aumenti di paga ai loro padroni.
Ah... ehm... scusi, ma...

La domanda che sorge spontanea è:
Sì, ce l'ho sulla punta della lingua, aspé

i centri sociali a quali sindacati sono iscritti?
(?!) No, la mia era: cosa vi fumate in quel tour operator?

3.11.03

Si fa presto a dire "cacacazzi" / 2

Ovvero, "Del perché si prende in mano una Settimana Enigmistica dopo dieci anni". Ho finito di leggere Cuore di madre di Roberto Alajmo, di cui elogerei le molte cose belle se questo fosse un blog serio, ma visto che ambisce a non esserlo noterò solo un particolare assolutamente irrilevante. Particolare che necessita di una piccola premessa (quindi forse riuscirò anche nolente a dare qualche informazione utile): il protagonista, Cosimo, è un solitario, ostracizzato dalla fama di menagramo che lo rincorre per tutto il paese-incubo siciliano in cui è ambientata la storia. Sta ore e ore in questa officina in cui i clienti entrano solo per sbaglio, e con sempre minor frequenza. Suoi unici passatempi, la radio e la Settimana Enigmistica, che in una settimana viene da Cosimo compulsata come la Torah. Più di due pagine Alajmo dedica ai contenuti della rivista che si vanta. Li elenca, li scartabella, così come fa Cosimo nella sua officina deserta. Si trova addirittura spazio per piangere la dipartita del "Tenero Giacomo". E neanche una sillaba sull'inutile, bistrattato Edìpeo. Son esclusioni che fanno male al blog.

Si fa presto a dire "cacacazzi"

Quando ho aperto questo blog non avevo la più pallida idea a) del perché lo stessi aprendo (cosa che immagino mi accomuni al 99% della gente lì fuori) b) del cosa avrei voluto scriverci (facciamo 100% e non se ne parli più). E quando il signor Blogger m'ha chiesto: "Allora, Paola R, come lo chiamiamo 'sto coso?" è stata questione di 25 secondi perché dai recessi della corteccia cerebrale uscisse fuori il titolo attuale.
Un titolo che odora di estate, che suda come i muri di una casa al mare tenuta in penombra a inutile protezione dalla canicola assassina. Titolo che traspira come un letto sfatto su cui due piccoletti si litigano sottovoce una Settimana Enigmistica tutta usata, compilata, annerita, unita, risolta, bersagliata. Una Settimana Enigmistica che fa adulto, non come le solite linotipie dell'ennesimo tentativo di imitazione. Una Settimana Enigmistica che separava l'infanzia dalla maturità, come un sottile strato di cartongesso separava i turbamenti di due piccoletti dall'ignaro russare della siesta adulta. E, tra tutti i giochi inutilizzabili, lei, la rubrica inutile delle nozioni inutili. Lei, che dopo più di vent'anni reclamava di nuovo la mia attenzione e anelava a nuova vita.

...

Mmh, no, dai, c'avrete mica creduto? A quel brogliaccio di Brancati sceneggiato da Mariano Laurenti? Cioè, è vero che il titolo m'è venuto così per caso, ma il motivo mi si è appalesato l'altro ieri, mentre sfogliavo dopo dieci anni una Settimana Enigmistica. Ste bestie scrivono L'Edìpeo Enciclopedico. E io c'ho pure l'inconscio correttore di bozze. Tiè.

29.10.03

Trent'anni è...

... andare a un concerto indierock (su, zia Paola, basta con queste robe da matusa, ora qui è tutta campagna e folksong) e il tuo più alto momento di partecipazione emotiva è quando la cantanta americana triiiiiiiiiìste e dimeeeeeéssa si lamenta che in Italia non ci sono essiccatoi e lei è costretta a girare coi vestiti umidi. Speriamo che almeno la maglia della salute fosse asciutta. Co' 'sto tempo ballerino ci si becca dei malanni, signora mia.

28.10.03

Il bello delle post-lib-donne

(è colpa di questa ottobrata romana inquietantemente simile a un novembre milanese, se poi mi incanaglisco con la televisione)

Fonderò un comitato di rivalutazione delle Veline. Perché sì, è vero, io odio la categoria "donne". Odio quelle che parlano, commentano, quelle che fanno sembrare una frase di Biavardi l'apice del pensiero occidentale degli ultimi vent'anni. Le Veline, nel loro ruolo velinesco, non parlano, diolebenedica. Odio questa pelosa solidarietà delle direttrici di femminili verso la donna "cui è stato imposto il ruolo di casalinga, e lei pensa di esserne soddisfatta, ma magari nella vita avrebbe voluto fare altro".
Sciùra Gina, ha sentito? Basta brasati, perdìo. Si riappropri del suo tempo, della sua performàns. Si iscriva a un corso di arpa celtica. Si dedichi al découpage. Facendo bene attenzione a non esercitare le sue novelle abilità in qualunque oggetto da cui possano trarre beneficio suo marito o i suoi figli. Nulla, ha capito? Questo è uno spazio tutto suo, finalmente. L'occasione per sfuggire alla schiavitù del fornello. Non è vero che le piace, non dica fesserie. Come dice? Chi cucina? Suo marito, ovvio. Non sa fare il brasato? E che si compri un quattrosaltiinpadella! Cos'è, non lo sapeva suo marito che trent'anni fa le signore di cui sopra hanno immolato i loro Playtex per liberare LEI? Chi cucina alle signore? La filippina, ovvio. Come "E la filippina chi la libera?"... Sciùra Gina, andiamo, non si impegoli in battaglie che non sussistono: la filippina viene pagata, è una donna che si realizza nel lavoro, ha tutti i giovedì liberi e si lamenta anche, la stronza. Quindi non divaghi, torniamo a lei. Cosa le piacerebbe fare? Riprendere il cucito? Ah, mentalità asservita... mia cara sciùra, lei è veramente un caso disperato. E magari vorrebbe cucire lo strappo ai pantaloni di suo marito, vero? BEH, CHE SE LI RICOMPRI, l'ingrato! Cosa vuol dire "Non abbiamo soldi", la cosa più importante è la sua realizzazione come donna. Il brasato lo dia a me, su. Lei mangi due carote, che è così grassa che se fa bungee jumping si tira dietro pure il ponte. Beh, certo, cosa si credeva che l'avremmo accettata per quel botolo sformato che è solo perché tagliuzza qualche cartoncino? Liberata ma gnocca, sciùra Gina. Si informi.

26.10.03

I Got A CD Spell On You / 4

"Scusa... quant'è che l'hai pagato il cofanetto dei Faust?"
"Mah, 160, 180mila lire, non ricordo"
"Hihihihi"
"Beh, che ti ridi? Non eri tu che rosicavi perché era esaurito?"
"Macché rosicare... non lo compravo perché era un prezzo del cazzo per una raccolta con almeno tre dischi che ti tirano dietro ovunque... e invece guarda qui! ta-dàn! 25 eurini a Porta Portese! Chissà chi è quell'imbecille che l'ha svenduto!"
"Dai, magari è qualcuno che l'ha perso, che è stato costretto a vendere i dischi, che gliel'hanno rubato..."
"Ahaha! Imbecille uguale! Io 25 eurini! Ahahah! Ed è tenuto un gioiellino! Ahahahah!"
"Ehm..."
"Ahahaha! Che c'è?"
"Stai saltellando da un minuto sull'edizione black label inglese di So Far che te l'hanno tirata dietro a 500 eurini".

I Got A CD Spell On You / 3

Avevo chiesto a Bobo se mi masterizzava quella canzoncina lì, pincmùn, sì, ci hanno fatto anche una reclàm una volta e mi piaceva un sacco, e io sono andato su una newsgroup e ho chiesto di chi era la canzone e dove trovavo l'mp3 che su internet figurati se non la trovi. C'è uno che m'ha detto che era di Orietta Berti. Ah ah ah. Poi insomma a me la musica piace tutta e poi leggo di tutto, insomma io mi informo, poi mi leggo sempre il Mucchio e questo nicdreic ogni tanto lo nominavano e ho pensato che mica mi posso sempre masterizzare gli strocs, e allora grazie Bobo, masterizzami sto nicdreic. E lui che ti fa? Mi regala tre ciddì ORIGINALI di nicdreic!!! Dice che la custodia s'è un po' rotta in motorino, e che sembrano spiegazzati perché sono originali anni '70, e che li ha pagati un sacco, e a me dispiace perché Bobo insomma è proprio un amico, ci sono sere che esce anche con la mia ragazza e me lo dice sempre che io mi devo prendere i miei spazi e allora la porta fuori lui, che è giusto che un uomo non si fossilizza, ecco. E lei gli vuole bene, ma siccome è una persona timida e riservata lo abbraccia sempre di nascosto, quando io non guardo. Poi lo vedo che anche lei è preoccupata per Bobo in questi giorni, che gli è venuta una specie di dissenteria che però il medico mica capisce come ha fatto a venirgli. Io per fargli piacere gli ho portato l'altroieri i tre ciddì perché così almeno si svaga. Però pare che non sta meglio. Anzi. Meno male che c'ha pincmùn, perché è una canzoncina allegra. Il Mucchio c'aveva ragione.

I Got A CD Spell On You / 2

"Ma che ccazzo de musica fanno questi?"
"Ma chi ssò?"
"Lazio Botòlo, l'Addio Farlocco, boh, nun me ricordo, guarda aa copertina!"
"Laddìo Bòlocko, certo che te co' l'ungherese... ma 'ndo l'hai rimediati?"
"Me l'hanno rifilati du' polacchi pe' 'na Peroni sgasata. L'avranno grattati da quarche parte"
"Ammazza che zzozzeria"
"Sì, ddavero, ma chiccazzo se la compra 'sta ro—"

Il Messaggero, 17 novembre 2003
Cronaca di Roma - Brevi
Due giovani scampano per miracolo a spettacolare incidente in auto.
Bollettino Nazionale dei Medici Otorino-Laringoiatri, gennaio-febbraio 2004
Può una lesione al timpano provocare un titinnus armonicamente e melodicamente strutturato? Un collega romano sostiene di sì: "Ho in cura due casi che a seguito di un incidente affermano di sentire il costante sottofondo di 'Finché la barca va', Orietta Berti".

I Got A CD Spell On You / 1

Ooooh, siiiiiì…

Lei è lì, ti guarda con QUEGLI occhi, New Wet Kojak, Sticky 2 Me. Il pezzo perfetto per una torrenziale notte di sesso. Il suo sguardo si intorbidisce via via che la voce di Scott McCloud si fa più roca. Le sue mani si fanno più audaci. State rotolando sulla moquette e su un mucchio sempre più consistente e sgualcito di abiti strappati via.

Ooooh, SIIIIIII'!

Lei, l'hai sempre desiderata. Come un doloroso sottofondo, come quel sax che corre sottopelle. Ma non ti si rizza. No. Ed è solo la prima di una lunga serie di cilecche.

I Got A CD Spell On You

Non arriverò a 45 circa maledizioni solo perché mi sto rifiutando di calcolare l'esatto ammontare delle perdite (ormai è ufficiale) e la rimozione mi sembra un'ottima strategia di sopravvivenza. Cominciamo.

25.10.03

... e già che ci siete ridateme pure Milano!

Pensi di non poter mai ricevere sms che ti facciano tuttauntratto rimpiangere la circonvalla alle 8,30 di mattina, i locali con le wannabe-strafiche e i consulenti Accenture, le file al cinema (!), i seimiliardi di ristoranti giapponesi? Sicurasicura? Senti qua:
"Ciao! Ti va di venire stasera a sentire un gruppo reggae tedesco che suona al Villaggio?"

Massì, a chi lo si negherebbe un link al giornodoggi?

Ari-levateme la tivvù...

Che l'attorucolo di Centovetrine pubblicizzi il suo personaggio poliziottesco durante la televendita post-Beautiful definendolo "sofocleo" ci può pure stare (sofocleo nel senso di "palloso, borghese e bacchettone" non ha attestazioni a quanto mi risulta, ma la vitalità di una lingua si misura anche in base a queste scosse semantiche sussultorie). Però Francis Ford Coppola che fa dire al Keanu "Da Parigi attraversammo le Alpi per giungere a Budapest" con tanto di tracciato che si disegna sulla cartina e che evidentemente sta passando due km a sud di Amburgo, no, no, no, è troppo. E se anche Coppola può essere considerato italiano come le lasagne del ristorante Puglia a Little Italy - NYC (non provatele, passatemi la solita iperbole sulla fiducia, lo dico per voi), cosa cazzo li doppiamo a fare i film?

Non mi stupisce che tutto ciò mi fosse sfuggito nelle precedenti due visioni draculesche, in quanto troppo impegnata nel tentativo di suggere a monitor i capezzoli del Gary Oldman di una scena precedente. Oggi ero in versione nonna Abelarda, con plaidino, libido allo zero termico e tutti i sensi allertati per la temibile evenienza di incappare nell'Isola dei Famosi in un momento di zapping inconsulto (ci si perde la mano, giuro).

21.10.03

Come sbarcare il lunario

Kit "Vicino Pc-expert". La risposta definitiva ai problemi col Pc.

Stanco di farti ridere dietro dal Call Center di turno? Stufo degli insulti di tuo nipote sedicente hacker? Kit "Vicino Pc-expert", la soluzione.

Sei un professore universitario che guarda con occhio umido la sua Olivetti, ma l'editore continua a chiederti i file RTF? Nella conversione ti sono spuntate le farfalline accanto alle dotte conclusioni sulla figura di Celestino nella mitopoiesi dantesca? Richiedi il kit, solo per questa settimana al prezzo speciale di 50€ nella versione "Word Rescue"! Incluse nella prima ricarica, 5 visite a domicilio, caffè escluso, e una pacca sulla spalla di incoraggiamento!

Sei un pensionato che vuole ricontrollare online l'andamento dei titoli perché non ti fidi del consulente finanziario Mediolanum? Hai aperto il pacchetto Alice, ma hai scoperto che il floppy non ti legge il Cd autoinstallante? Richiedi il kit "Net Rescue"! A soli 80€ hai diritto a 5 visite domiciliari! E alla quinta ricarica, una visita E' GRATIS!

E tu, sì, tu! col senso dell'avventura, che ami trastullarti con i file di sistema, cogli al volo questa fantastica opportunità: acquista uno dei due kit "Vicino Pc-expert", e con soli 20€ ti porti a casa l'upgrade una tantum "Ghost in the machine", per dire basta agli avvii in modalità provvisoria!

Scegli anche tu il kit ricaricabile "Vicino Pc-expert"! Per tutte le tasche, per tutte le esigenze!

Come non sbarcare il lunario

"Ma mo' che sei tornata a Roma che fai?"
"Mmh, freelance"
"Freelance di cosa?"
"Boh, giornalismo, copywriting, consulenze..."
"Ah Pa'..."
"Eh..."
"Non te va de fa' un cazzo, eh?"
"Dici che è più onesto se dico: 'scrittrice'?"

The Stereotyp(ic)al Woman

Non c'è niente - e dico niente - per raddrizzare una settimana storta come trovare nella cassetta della posta le copie di Judee Sill e di Heart Food. Graziegraziegrazie. Sono commossa. E non solo perché 'sta donna ha una voce che squaglierebbe il pack. Graziegraziegrazie. Conosci le tue galline, eh? Quelle vecchie. Che fanno buon brodo. Di giuggiole.

20.10.03

E per oggi, per ieri, ma soprattutto per domani, va così

(come tentare di raccontarsela in un post diaristermetautoreferenziale che capiranno in cinque, e a cui io di norma sarei politicamente contraria, se non fossi proprio tantotantotanto abbacchiata)

Ciao, mio ciccione baffuto. Per un attimo ho cullato la speranza di essere io quella che ti avrebbe presentato in società. E' morta di qualche mese, gracilina e malaticcia, ma pur sempre sgambettante. Uno dovrebbe fidarsi dello stomaco, quando parla. E quando è successo, mesi fa, l'ha fatto chiudendosi in un groppo, infiocchettandosi come un culatello. Come a dire: "Abbella, ma 'nte starai a allarga'?". Ho impiegato quattro mesi a convincermi che la voce era quella infida e querula dell'autostima – con tutte le delizie con cui la nutro potrebbe dimostrarsi riconoscente, la stronza; invece è solita farmi questi scherzetti. Ma stavolta no, era proprio lo stomaco a sentenziare, forte e chiaro. Te sei allargata, t'è arrivato il pizzone. Ciao ciccione baffuto, è stato bello averti solo per me per un po', facendoti parlare in un'altra lingua, e con le parole che avevo scelto per te. Ora dovrò sentirti parlare con quelle altrui, e spero di avere fairplay sufficiente da trovarle spettacolari come le tue. O da evitare di compiere omicidi in caso non lo siano.

18.10.03

Breathless

Prendiamo una borsa portadocumenti. Immaginiamola. Misuriamola. Una trentina di cm di larghezza, altrettanti circa in altezza, una decina di profondità. A voi il calcolo della capienza. Ora, prendiamo un cd, facciamo che la misura media sia 10x10x2 (eh, i cartonati… eh, i promo… massì, abbondiamo, meglio): quanti cd stanno in quella borsa portadocumenti? Circa 45, no? Eh, sì, vorrei essere più precisa - pare facile - ma già è faticoso riacchiappare gli ultimi scampoli di geometria fissati nella memoria lunga. Perché quella stracazzo di borsa non la trovo più. Con tutti gli stracazzo di circa quarantacinque cd dentro.

Ora, mi scuserete, ma dopo il satori c'è un forchettone di plastica che mi aspetta per l'harakiri.

17.10.03

I have a dream

Il candidato Calderoli Roberto è pregato di presentarsi alla Commissione di naturalizzazione.

Buongiorno signor Calderoli. Lei è qui oggi per dimostrare di essere in grado di definirsi un italiano a pieno titolo. Questa Commissione è clemente e di buon umore, quindi eccezionalmente cercheremo di facilitarla in questa sua civile, democratica e sacrosanta battaglia alla conquista del diritto di voto. Cominciamo.
I nomi delle tre Grazie...
Grazia? Graziella? Graziarca-- CALDEROLI!
Ok, andiamo su cose più semplici. Io le dirò due nomi, e lei dovrà associar loro un terzo.
Tizio, Caio e... sì, ho detto Tiz-- no, Asterix, Obelix e Panoramix non sono mai esistiti né hanno mai sconfitto l'Impero romano.
Allora, mi segua... io dico: spaghetti, mafia e... Calderoli, la faccia finita, la mafia del Brenta non se la ricorda nessuno e nessun ristorante aldilà del Lambro serve la cassoeula!
Calderoli, almeno il cinema le piace? Bene, e se io le dico "Il buono, il brutto e..."
Violante? D'Alema? Calderoli, che fa, vaneggia?
Cosa? Vuole dirne uno lei? Prego.
"Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio"? Sono quattro, Calderoli, QUATTRO! Apra bene la mano, ecco... ora ripieghi il pollice sul palmo, e conti con me... uuuuunooo, duuueee, treeee e quaaaaattro.

(questo me lo portate via, ma prima gli fate masticare lentamente il certificato elettorale, grazie)

14.10.03

Paola nun fa' la stupida staseeeraa

Troppo facile chiamarla nostalgia. Scontati i tanti riferimenti alla gioia dell'emigrante che rimette piede sul suolo natìo. Insomma, quello che provo rientrando a Roma non è la commozione di chi vagheggia da tempo il ritorno, quanto una sorta di frenesia dei sensi. Roma mi fa quest'effetto ninfomanico. Ne vorrei sempre di più. Immagino che in poco tempo questa passione selvaggia verrà sostituita da un più routinario affetto. Io Sandra, e Roma Raimondo. Che noia che barba. Che barba che noia.

13.10.03

Ducato-Maxi-a-passo-lungo

Già gli omini del marketing della Fiat erano stati chiari. Chiarissimi. Non gli bastava aver fatto un Ducato MAXI, ma ne avevano inventato anche una versione a passo lungo. Il tutto per dissuadere dall'acquisto. Più chiaro di così...
Chi mai vorrebbe comprare qualcosa che è già di per sé maxi-ingombrante, e che per di più si propone qui nella sua versione ancor più ingombrante? Ti può servire se sei il Circo Togni, alle prese con un elefante bulimico. Oppure se hai deciso di svaligiare la fabbrica di Gucci (trovasi da qualche parte in Toscana a due metri due dall'A1). Metti su tonnellate di refurtiva, poi via verso Ancona, il mare e il Grande Est, a rifarti una vita vendendo borsette ai neoricchi russi.

Se hai un motorino, un valigione, due zainoni, due quarantottore, cinque scatole e tre sacchettoni, stai certo che il Ducato-Maxi-a-passo-lungo non serve a una emerita mazza. Anzi, prova a caricarli sopra, lega tutto (sennò dopo due minuti te li ritrovi intontiti come Montoya fuori strada dall'altro lato del lungo, lunghissimo passo) e guarda l'effetto "ostaggio nella Locride" che ti faranno quelle quattro carabattole tremanti e stipate sul fondo.

Ma quello è il minimo. Nel frattempo tu avrai dovuto fare manovre col Ducato-Maxi-a-passo-lungo. Avrai dovuto tentare di parcheggiare ai Navigli con il Ducato-Maxi-a-passo-lungo (dev'essere una di quelle penitenze particolarmente infami che si infliggono nei giochi di società), avrai infine deciso di mollare in garage il Ducato-Maxi-a-passo-lungo, per accorgerti che il Ducato-Maxi-a-passo-lungo passa a pelissimo dall'entrata, e solo dopo un numero imprecisato di manovre. E quando avrai pagato 20 euro perché il tizio del garage si suchi tutto l'imprecisato numero di manovre per far uscire il Ducato-Maxi-a-passo-lungo da dove era entrato; quando avrai affrontato il viaggio in autostrada, fermandoti nelle piazzole di sosta dei Tir verso cui il Ducato-Maxi-a-passo-lungo ti trascina, spinto dalle arcane forze del DNA; quando sarai riuscito a entrare dentro Roma evitando di farti tutte le fiancate e gli specchietti, quando avrai scaricato tutto e cominciato a fare il giro delle sette chiese alla ricerca di un parcheggio; e quando FINALMENTE ti farai paraurti e fanale posteriore di una macchina parcheggiata dove non doveva stare, perché dopo tre giorni ti senti anche in diritto di essere STRACCO, ecco, tranquillo, tira pure giù ventimilacinquecentrotrentacinque moccoli (numero alchemico corrispondente alle roncolate che rifilerei alla signorina del noleggio, che per dieci giorni mi ha tenuto nell'illusione che un medio Fiat Scudo a passo NORMALE mi attendesse trepidante).

9.10.03

Dlin dlòn: comunicazione di servizio

Siamo spiacenti di comunicarVi che, causa migrazione di imbrattacarte verso piattaforme capitoline, l'aggiornamento di queste pagine è temporaneamente sospeso.

Certi - a prescindere - di non poterVi garantire un servizio migliore, ci scusiamo per la remota possibilità che ciò possa costituire per Voi un disagio.

8.10.03

Hang the sardonic dee-jay

Approposito di Andreotti. Oplà, un sassolino nella scarpa. Pelide, boopide, paziente, sardonico. Uno tra quegli epiteti formulari necessita di urgentissima risemantizzazione per eccesso di uso giornalistico.

Hang the blessed dee-jay

Grazie Senatore Andreotti. Dico davvero. Perché qui c'è un sacco di gente che La rimpiange, sa? Magnabambini con tessere trentennali del Pci o imbarazzate militanze nel Pdup, suffragette riconvertite al post-human e situazionisti anarchici marchigiani. Non vorrei sconvolgerLa, ma temo che anche i demitiani abbiano iniziato a guardarLa con occhio amoroso.

Ecco, io invece La ringrazio, perché ogni volta che mi sintonizzo su RadioDue La sento snocciolare freddure del tipo che Mussolini mica si sa esattamente se ebbe responsabilità nell'omicidio Matteotti (Lei del resto si affretta a ridimensionare il tutto con la consueta amabile arguzia: "Magari avrà detto ai suoi di dargli una lezione"), oppure che la feroce dittatura comunista "osò quello che neanche Hitler aveva mai osato: imprigionare un vescovo" (il porpora sfina e slancia, dovrebbero dirlo ai rabbini), o che l'opposizione della sinistra italiana alla firma del Patto atlantico fu "atroce" (qualcuno rifornisca il senatore di un qualche agile dizionarietto, la sua deriva coatta desta preoccupazione "Aho', sto Tojatti è popo atrosce" "Ah Giu', malimortè, t'ooo dico sempre de nun passa' de llà... Pija er raccordo, che è mejo!").

Continui così, Senatore. E' bello sapere di aver sempre avuto ragione sul Suo conto.

7.10.03

La fiammiferaia, ovvero il carovita ai tempi di Kaurismaki

Il bello di essere co.co.co. è che in teoria il pagamento potrebbero dartelo tutto insieme alla fine del periodo di collaborazione (un mese, due, un anno, tre, ad lib.). Per chi ama la vita spericolata, insomma.
Però siccome il mio ex signore e padrone è molto buono, e pensa per prima cosa al benessere dei suoi schiavi - ehm, sudditi, no, sottoposti, insomma, i co.co.co. - benignamente ci concede, su un contratto annuale, la dose mensile per i nostri incomprensibili sfizi. Chessò, un affitto, che quell'antipatico del padrone di casa ha veramente poco senso dell'umorismo, qualche bolletta del gas, giusto per la trasgressione di cucinarci due rigatoni all'amatriciana (ahi ahi ahi, e la dieta a base di radici crude per essere sempre in forma?), l'acqua (no, a Cesare quel che è di Cesare, su questo lui non sente ragioni: mica è un lusso, al cliente non puoi presentarti puzzolente - il gas? perché, l'acqua fredda non lava e tonifica?)...

Ecco, il fatto è che il mio ex signore e padrone paga delle persone che dovrebbero benignamente ricordarsi dei nostri sfizi; quindi, ora che vorrei proprio togliermeli - il 7 del mese, accidenti, a Roma si direbbe che vado proprio di prescia – e che, gaudente che sono, vorrei anche aggiungerci l'acquisto di scatole, materiali da imballaggio, affitto di furgone etc., vado a controllare (MALFIDATA!) il mio conto online e scopro che stavolta è stato così buono da lasciarmi con il corrispettivo di un cappuccino.

Il mio ex signore e padrone mi vuole veramente un sacco di bene, e non vuole che dissipi fortune in cazzate. Se il mio ex signore e padrone non si sbriga, gli fotto il superMercedes, lascio un biglietto al padrone di casa firmato: "Stanislao Moulinski in uno dei miei migliori travestimenti", e per imballare le mie cose uso le tappezzerie della sua stracazzo di villona al lago. O le avvolgo nei completi di Caraceni, a sua benigna scelta.

6.10.03

Just another manic Wednesday

C'è qualcuno che non ha niente da fare mercoledì?

No, perché pare che, per dispensa divina, proprio quel giorno sarò dotata dell'ubiquità. Quindi, se qualcuno vuole aggiungersi all'infinita lista delle persone che hanno libero solo mercoledì sera, prego, si accomodi. Lo so, lo so che lo fate solo per generosità d'animo, per garantirmi il mio bravo tirocinio da Spirito Santo.
Chiaro, l'invito è valido anche per chi non può fare a meno di avermi a cena a casa sua. A Canicattì.
Chiaro (2), in caso io non ce la faccia a essere in tutti gli infiniti luoghi, siete autorizzati a offendervi.

[Un maligno sussurra che dovrei controllare i palinsesti della prima serata di mercoledì. No. Fatemi partire così, con l'illusione]

4.10.03

Cose che non stanno più al loro posto

Primo piano, tromba delle scale. Per mesi si sono dati il cambio due stracci annodati al corrimano, uno bianco e uno nero, come umili e casalinghe fumate papali. Le ipotesi sono milioni. Continuerò indefessamente a credere in quella romantica: una storia tra i dirimpettai signor X e signora Y, che affannosamente avverte l'arzillo amante ottantenne che quel giorno il signor Y ha finito prima del previsto la visita di prammatica al cantiere della metropolitana. E ora che non ci sono più stracci, al mondo c'è meno amore.

Cose che non stanno al loro posto

Una maglietta dei De La Soul nuova di pacca (proprio quella giallina di 3 Feet High And Rising!) addosso a un questuante pakistano sotto la Lupa di Piacenza (e anche quella lupa così capitolina, lasciata in mezzo alle nebbie perenni, non la vedo in gran forma).

Autunno brumoso, ore 9 del mattino. Mercato di Via Eustachi a Milano, sotto palazzi pigramente fin de siècle e imponenti portoni coi batacchi d'ottone sempre snobisticamente lucidati. Passi in scooter e ti aggredisce prepotente l'aroma estivo e nostalgico della frittura di pesce.

Vicino di casa ventenne, rasato, occhiaia perenne, grugno lombrosiano, incasellato aprioristicamente sotto il file "operaio specializzato, 1000 euro mensili, di cui 500 spesi nei weekend a suon di pasticche e gabber in qualche discoteca di Rovato". Invece passi davanti alla sua porta dalle cui fessure, inconfondibile, scivola fuori struggente A Kind Of Blue (mi riservo di verificare la possibilità dell'esistenza di un baccellone, comunque).

3.10.03

Telex, che non ho niente da fare · Cose da turista

Mi riprometto di vedere finalmente il Quarto Stato. La motivazione ha una crosticina ideologica assai sottile. E' che me ne aveva fatto venir voglia lui.

Telex, che non ho niente da fare · Quando te le alzano...

Antonello ci racconta tutto divertito degli effetti collaterali della lettura di Palahniuk alla Feltrinelli dell'altro giorno. Pare che per l'amico Chuck sia un enorme complimento il fatto che qualcuno svenga su - o comunque rimanga fortemente impressionato da - alcuni passaggi truculenti.

Gli si può dare una mano? Tipo producendosi in un tomo apocrifo che testimonia con dovizia di dettagli gratuiti come la lettura di Fight Club mi abbia triturato e stracotto le palle?

2.10.03

Scelte indolori

Pulizie, raccolta ammennicoli e duplicazione dati in ufficio (ex ufficio), oggi. Ho sfidato più e più volte la sorte, non ultimo masterizzando in rete da un Mac le mie cartelle (ex cartelle) condivise su Windows 2000, loggato come utente (ex utente) semplice. 700 Mb, giustigiusti. E il Cd si legge (immagino che, a condanna di cotanta hybris, mi slogherò la caviglia appena uscita di qua).

Stavo invece per abbandonare al loro destino i preferiti, quando sono inciampata su questo. Nono, non scherziamo, aggeggini del genere salvano la vita e migliorano il ménage di coppia. Floppy dentro (forse la caviglia è salva), e - se proprio vogliamo metterla giù tipo "gioco della torre" - ultime due annate di Blow Up nella raccolta differenziata.

1.10.03

E il decimo giorno si riposò

Il mio psicoterapeuta di scuola disneyana mi ha convinto a "elaborare il distacco" prendendomi qualche giorno di tempo a non fare una beneamata mazza. La sua teoria è ineccepibile. Rimanere qualche giorno in una Milano che più grigia e autunnale non si può, mentre tutta la città gira vorticosamente intorno, e praticare quest'arte zen con un numero minimo di movimenti consentito, sublimando la mia presenza in una tra le seguenti possibilità: dormire (beeeeeeello), depilarmi con la pinzetta ("dottore, scusi, io rimarrei solo una settimanella…"), trasformarmi in motore immobile. Ora, avendo vinto i campionati rionali '86-'87 di egocentrismo, avrei optato per la terza faccenda.

Tempo due ore e sono già immedesimatissima. Qui, giù, a Milano Sud, dove tutte le circonvalle sembrano le piste Playmobil, non sono gli alacri cittadini che sgommano, strombazzano e si mandano reciprocamente a cagare (ca-ca-re, riprendiamo le buone abitudini lessicali). E' la mia perfetta immobilità che dà il via all'effetto domino. E, no, mi spiace, ormai il processo è avviato, vi tenete Albertini e vi meritate anche il mucchione a Corso Buenos Aires. Forse sono stata un po' troppo proattiva (burp! rigurgito lessicale lavorativo, sorry) con i vicini, che è da due ore che urlano (nel manuale de Il motore immobile: dieci dritte per campare c'era scritto che a un certo punto sarebbe arrivata una certa Entropia; me la immagino come Michael Douglas che irrompe nel loro appartamento e li fa fuori a forza di mitragliate). Probabilmente stasera gli aperitivi saranno più rumorosi e invivibili del solito. Ma abbiate pazienza. Ci sto prendendo la mano. E poi - come si dice - dieci giorni passano in fretta.

30.9.03

Un lavoro mi cerca (nonostante tutto)? No comment

Il colloquio di lavoro è andato bene (previously file under: esticazzi, ma non è questo il punto), anche se sul lungo termine (pfiù). Chiacchierata piacevole e divertente a tratti, robe che ti fanno quasi ricredere sulla falsa informalità tipica da nu-economy o sulla pomposa formalità della old-school. Con un paio di chicche sul finale. Qual è il problema? Che stavo per infiorettarle e bloggarle, le chicche, quando mi son resa conto che il possibile futuro boss in persona mi avrebbe sgamato a velocità supersonica. E mi sono già pericolosamente sbilanciata. 'Sta blogosfera è più piccola dello Sporting Club di Vibo Valentia.

Arrivederci amore, ciao

Arrivano le prime mail di saluti. "Addio" assòreta. Non muoio, mi sposto di 600 km. 'Addio' è un concetto che cozza contro il mio solido impianto agnostico (uhm, magari lo rinforza: 'addio' come metafora del "chissà se ci rivedremo, se dobbiamo fare conto su di Lui"). E comunque mi commuovo. E mi viene il magun. E posto a singhiozzo. E non è bello.

Sporchi terùn rubaffetti non tornatevene a ca' vostra

I virili saluti comunisti di una volta

Monica su ICQ:
Comunque assumiti le tue responsabilità socio-politiche.
In conseguenza di questo evento ho deciso una nuova regola di vita: MAI farsi amica di un immigrato.

29.9.03

Senso civico

Oh, come si gonfia di sdegno la sciura. Il petto le si innalza, le nari si dilatano simili a froge di destriero ardente, gli angoli della bocca si piegano in una smorfia di riprovazione. E ha ragione, la sciura. Non dovrei disturbarla chiedendole umilmente di spostarsi di dieci centimetri in modo da parcheggiare nell'ultimo lembo di asfalto rimasto libero della piazza più brutta di Milano. Ennò, che diamine. Non mentre il suo grazioso e ringhiante botolo è impegnato a defecare sul marciapiede.

Incazzata

Oggi il mondo mi sembra popolato da primati dietrologi e complottisti. A ciascuno il suo immaginario paranoide.

Che io tenda alla paranoia, del resto, è ben testimoniato dal fatto che negli intervalli tra un vaneggiamento di Andreotti e l'altro (!) su De Gasperi trasmessi da Radio Due (ri-vo-glio-la-ti-vù! lo-bo-to-mi-zza-te-mi!) mi è sembrato di sentire l'attacco di un pezzo dei Killing Joke. Ci sarebbe stato daddìo, va detto.

E domani è solo un altro giorno. L'ultimo lavorativo, per inciso.

28.9.03

Ben gentili, ma…

Avevo già deciso di buttare quegli hamburger. Cioè, già la signora ritratta sull'etichetta mi aveva fatto insospettire col suo completino optical e la frangetta cotonata a mo' di cupola di S. Ivo alla Sapienza. Per di più non ricordo neanche di averli comprati. Potrebbero aver resistito lì dentro al fresco per anni - ma che dico: decenni! - mentre intorno la casa veniva bombardata dalla contraerea tedesca e ricostruita grattando il fondo di qualche rivolo carsico del piano Marshall. Sì, ecco, non c'era bisogno di spegnere tutta l'Italia per convincermi.

26.9.03

Caro stomaco ti scrivo

Scusami. Non lo faccio più. Giuro solennemente che non mangerò mai più la pizza al trancio del nappule prima di aprire l'Ansa. Sì, dai, quella pizza che ti sa di madeleine (come diamine farà a saperti di madeleine, che c'è dentro pure la sugna - ma al bolo non si comanda). Però io non potevo immaginare. Come caspita potevo saperlo? Su, sii comprensivo. Lo so, immagino. Ora è tutto risalito nell'esofago. Tu non puoi farci molto. Magari puoi tentare di convincerlo tu? Ve lo prometto. Ve lo giuro. Ve lo stragiuro. Entro stasera ritratta. E se non lo fa, arigiuro, due giorni a yogurt. Bianco e magro.

[update] Oggi pomeriggio bagordi a mignon. Ridatemelo, prima che mi ricoverino per iperglicemia.

25.9.03

How I Did It, o della pratica dell'inutile puntualizzazione

[keywords: io l'ho visto, esticazzi, fidanzata, personalitàconfusa]

Non vogliatemene. Per convincerlo - voleva essere convinto - ho dovuto dirgli che siete tutti degli sfigati senza qualità. Nessuna deformità fisica così appariscente, no, bisognava rimanere nell'ambito del verisimile. Siccome non si fidava, mi son fatta vedere per prima.

[meno male che non controllo accessi e referrer, ma io lo so che qualcuno arriverà con quella query: no, non stiamo insieme, risparmiatemi le ruote dello scooter, grazie]

Il buon partito

Che non è quello da sposare (anche se, nel remoto caso in cui stesse leggendo, amerei segnalargli la presenza del mio indirizzo qui accanto - pulita, discreta presenza, automunita, militesente, accettabile cuoca e dj, piacevole conversatrice e ottima ascoltatrice - referenziatissima!), ma è il lavoro.

Alle scuole di giornalismo ti insegnano che "cane morde uomo" non è una notizia (sempre che non si tratti del povero pitbull), mentre "uomo morde cane" lo è.

Ecco perché mi pregio di comunicare al gentile pubblico che, nonostante mi sia impegnata tantissimo perché ciò non accadesse, pare proprio che un lavoro mi stia cercando.

22.9.03

Murder Ballads

Oggi non ho niente da raccontare. Nessuna di quelle minuzie da squartare come esercizio di microanatomia. Oggi mi va di raccontare una storia. Che qualcuno ha già raccontato. Che qualcuno ha già cantato.

E' una storia triste e crudele, una storia di amore e morte, qualcosa che appartiene alle radici di un popolo e - allo stesso tempo - a tutto il mondo, perché è una storia universale; la potresti trovare ovunque, al Polo Nord come nella pampa argentina, in un suburbio come in una piantagione di banane.

E in questa storia Lei non c'è più. Lei era bellissima, era la donna del Cattivo. Ora non c'è più.
Nessuno ne ha saputo nulla da quel giorno, da quel maledetto giorno in cui Lei è uscita di casa per incontrare Lui. E Lei forse amava Lui. O forse lo usava. O forse ci giocava e basta, stanca del Cattivo.
E Lui questo non riusciva ad accettarlo. Quell'amore era troppo forte ed esclusivo perché Lui potesse dividerlo con l'Interesse, o con la Frivolezza.
Ma Lei questo non lo sapeva, non poteva immaginarlo in quel maledetto giorno, sicura della sua Bellezza, o di quell'Amore che forse era solo amore. O solo sesso. O solo noia.

Questa è la storia di Lui, come la racconta, dopo mesi. Mesi di agonia, mesi di angoscia. Diviso tra la paura di essere scoperto - Lui, un Assassino - il rimpianto dolceamaro di una presenza bellissima nella sua vita, la lacerante soddisfazione di aver reso quella bellezza eterna, di averla resa tutta Sua.

Lui la racconta all'Altro, che, come in tutte le storie dolenti, ascolta attonito e in silenzio, pregato, implorato e costretto al silenzio da quel fiume di orrore in piena, quel fiume troppo grosso perché un'anima basti a farlo scorrere.
Questa è la storia di quel fiume che straripa.

E no, non è un bluesman del Delta a cantarla.
E no, neppure Nick Cave (scontati che siete).

E' Lando Fiorini. E' la storia di Lella.

[grazie a/prendetevela con Massimo Pupillo degli Zu, senza la cui fulminante battuta sulle "murder ballad de' noantri" questo pezzullo non sarebbe mai nato; e se non conoscete gli Zu… conosceteli!]

21.9.03

Trust No One

Tu lo sai. Tu lo sapevi. Sai che io rido, scherzo, faccio quella estroversa. Però fidarsi, no, è un altro paio di maniche. Poca gente se lo è meritato 'sto privilegio (o devo dire questo castigo?).
Perché questo per te deve essere stato, no?
E tu neanche lo sai quanto quello che mi hai fatto mi renderà difficile fidarmi ancora una volta. Perché lo sai che con te non c'era bisogno di parole. Un cenno, un gesto, ed era tutto chiaro. E io con te lasciavo andare le mie difese, rilassata, rimettendo nelle tue mani una parte così importante di me stessa.

Ed è questo che mi fa impazzire. Cos'è? Non vuoi vedermi più? Ne hai abbastanza di me? Ti repelle la mia sola presenza? Vuoi che io guardi con diffidenza tutte le persone come te, d'ora in poi? Dimmelo, dimmi: perché tanto odio? Cazzo ti ho fatto di così ORRENDO? Perché mai tu, lì, sabato, con le tue forbici in mano, quelle forbici paurose, mi hai fatto tutto ciò? Dimmelo, perdio! Dimmi cosa cazzo ho fatto di male per meritarmi dei capelli a caschetto!

19.9.03

E tu, donna, parteciperai ai vernissage nel dolore

- Cosa le dice questo quadro?
- Mah... non so, non me ne intendo molto di arte, quella contemporanea specialm--

- FANTASTICO! Sono qui per capire ESATTAMENTE cosa una persona digiuna d'arte prova di fronte a forme altre, a concetti di 'bellezza' che vanno decisamente fuori i nostri canoni [50 kb di sproloquio censurato]... sa, io dipingo, scolpisco, faccio video-arte... mi diletto, insomma.
- Ehm, veramente io sarei qui perché conosco l'artist-- [pfiù, appena in tempo per mettere il link - pubblicità subliminale]

- MEGLIO! Allora, cosa le dice questo quadro qui? Ci trova un ritmo? Perché è il ritmo alla base di tutte le arti, come MODESTAMENTE io ho scoperto [126 kb di sproloquio censurato]. Perché sa, io compongo musica, scrivo di musica, suono musica, faccio anche musica elettronica...
- Sì, beh, il ritmo è dappertutt--

- Guardi, le dirò. Tutto ciò che lei dice mi interessa OLTRE ogni dire. E' la voce del profano. Mi piace condividere con i profani certi concetti. [3479 kb di sproloquio censurato]. Io in realtà sono odontoiatra, scrivo anche sul bollettino degli odontoiatri. Scrivo d'arte, sa?
- Ma non mi dica... e il tempo di acculturare profani ai vernissage quando lo trova?

[visto che sono io la regista a questo punto urlo "STOOOOOOP! Buona la prima!". La realtà è blogologicamente serendipica fino a un certo punto. Altri 25mila kb di sproloquio. Nettareeambrosia per le mie gonadi, pressate come un centravanti in una finale di Coppa Campioni. Che vabbene che il signore nella vita fa un po' tutto, ma che sappia anche sostenere il ritmo da spalla comica mi sembra pretender troppo]

18.9.03

E mo' facce Tarzan

Mi ripromettevo di evitare come la peste cose tipo "attualità", "news", "scoop-sensazionale-ultimomomento" etc.
Ma qui si tratta di commedia dell'arte. E di lotta nel fango. E di polemiche montate ad arte che mi fanno capire che il Nano ha fatto scuola. E di giganteschi cavalli bianchi della coerenza che, come tutti i cavalli, seminano dietro di sé cacche da tonnellate.

Ordunque, pressione podale da parte de Il Mucchio (che poi dispiace per le belle penne che ci scrivono, ma "direttore editoriale" vorrà pur dire qualcosa) di una cacca così enorme e fumante che bisogna proprio aver pensionato i neuroni per pestarla.

Per una migliore prospettiva si consiglia di cominciare dalla lettura di Open sul numero in edicola (percarità, niente online), per poi passare al messaggio originale di Max Casacci, pubblicato sul forum dei Subsonica col titolo "il mucchio di polemiche su tutto", spacciato per missiva alla rivista, in modo da apprezzarne a fondo tagli e manomissioni. E la risposta stefaniana. Oh, la risposta...

Per me, invece, la domanda è una:

quand'è che Stèfani si candiderà con Forza Italia? La stoffa c'è tutta.

Ok, fine del rant. Scusate per la parentesi seria. Il soggetto non la meriterebbe neanche.

17.9.03

Cose che ti inversano / 4

Lettera da società di enooooorme gruppo editoriale. "Cara Paola, siccome in contabilità invece di affidarci a un più appropriato pallottoliere giochiamo tutto il dì a campo minato su DOS, nell'ultimo pagamento per le tue ficcanti, acute e impareggiabili collaborazioni abbiamo accreditato 13 euro e 65 centesimi in più. Che per caso ce li puoi restituire? Ecco, brava, allora compila un assegno circolare, durante una notte di luna piena, rivestita da un peplo tessuto da 12 giovani vergini la somma delle cui età dev'essere uguale alla radice di 8764, moltiplicata per la distanza tra Lodi e Casalpusterlengo. E diviso sette, dimenticavamo. Anzi, già che passi da Lodi, portaci un pezzo di grana".

Con piacere che ve li restituisco, i 13 euro e 65 centesimi. Anzi, facciamo che ve li vengo a portare nella megasede centrale, dribblando uscieri, lacchè, segretarie particolari e anche la stagista che sistema i cavi del Pc sotto il tavolo dell'amministratore delegato. Lui rimarrà lì, stupito e confuso, mentre gli getterò con elegante ammiccamento il malloppo addosso. "Ah ninni', compratece 'na cosetta".

Cose che ti inversano / 3

Mancano all'appello un paio di jeans da due settimane e un vestito jeans bellissimissimo - di quelli della pubblicità con la gente che si storce - da un mese. "Mancare all'appello", a Roma, vorrebbe dire che mio padre ha deciso che è ora di fare pulizia. Io capisco che Pedro jr possa aver nasato l'eventualità qui sotto descritta, ma devo trovare un modo per far capire a lui che camuffarsi da mio Edipo non gli sarà di grande aiuto.

Cose che ti inversano / 2

Scrivere qualcosa che è - né più né meno - una lettera di licenziamento. Vigliacca che sono.
"Caro Pedro jr, visto l'altalenante andamento del mercato nero, reputo cosa intelligente intascare il malloppo e scappare alle Cayman. Evitami, non vorrei trascinare anche il tuo nome nel fango"
"Caro Pedro jr, siccome so che sei oberato di lavoro, magnanimamente ti dispenso dalle due ore settimanali che passavi in questa casa. Non chiamarmi, odio i ringraziamenti"
"Caro Pedro jr, fra due settimane non avrò più un lavoro. Non è che te ne avanzerebbe un po' nel promettente settore delle pulizie casalinghe? No? Extracomunitario rubaimpiego alla brava gente di qua!"
"Amato Pedro jr. Non immaginerai mai cosa sto per dirti. Voglio sposarti. So che hai una fidanzata nelle Filippine, e se aspetti il ricongiungimento con la Bossi-Fini fai prima a far testamento. Però ora che ci penso bene, il pensiero che c'è una donna nel tuo passato mi distrugge. Basta, non vediamoci più. Mai più".

Cose che ti inversano / 1

Per la prima volta nella giornata ti guardi a uno specchio, intero. E' sera, ormai ti sei abbondantemente spesa nel mondo. E ti accorgi che lo "spezzato" che hai improvvisato la mattina (ovvero pantaloni di uno stile, camicia di un altro, giacca di un altro ancora e scarpe ancora diverse), ben lungi dal ricordare Vivianne Westwood, ti fa somigliare alla versione "yoboyz!" di Chazz Palminteri in Pallottole su Broadway.

16.9.03

Va bene. Lo ammetto.

(outing doloroso quanto doveroso)

Sono l'unico essere umano al mondo, insieme a un gruppo di tuareg cui si è fulminata la padellona satellitare - e trovalo un tecnico nel deserto - e una tribù del Borneo che crede che le immagini proiettate siano anime rapite dall'obiettivo, sì, ecco, sono l'unica a parte loro a non aver mai visto Pulp Fiction.

Insieme agli svantaggi della faccenda, come il non avere a disposizione un argomento di conversazione pressoché universale e riappacificatore - chiunque si ritroverà nella fratellanza di sangue degli adoratori di Pulp Fiction[1] - negli anni ho imparato ad apprezzarne gli indubbi vantaggi.

- Che ne dite del mio nuovo taglio di capelli? -
- Carinoe insomma, vi raccontavo di quella volta che mi si è scheggiata un'unghia e allora... -
- Ma li ho completamente rasati... -
- Sisìcarinobelcoloreeinsomma la mia estetista, disperata, non sapeva come limarmela e quindi... -
- ... non ho visto Pulp Fiction... -
- COOOOSAAAAA? -

Oppure, locale affollato

- SCUSATE E' DI QUALCUNO QUEL MASERATI BITURBO CHE OSTRUISCE IL PASSO CARRABILE? -
- [bzzzz bzzzzz AHAHAHAH bzzzz bzzz UE' RAGA! bzzzzz bzzzz BIRRA MEDIA bzzzz bzzzz] -
- SCUSATE, PER FAVORE, C'E' UNA PERSONA CHE STA MALE, DEVO USCIRE DAL GARAGE PER PORTARLA D'URGENZA AL PRONTO SOCCORSO! -
- [bzzzz bzzzzz UE' PIRLA! bzzzz bzzz EHEHEHEH! bzzzzz bzzzz HO DETTO NEGRONI NON BIRRA MEDIA bzzzz bzzzz] -
- ... non ha visto Pulp Fiction... -
[bzz--]
- C'E' UNA PERSONA CHE STA MOLTO MALE! PRESTO! SPOSTATE IL MASERATI BITURBO! -


[1] E per "chiunque" si intende: Schifani/resto del mondo, scooteristi/motociclisti, "il rock è morto con Chuck Berry"/"l'elettronica isolazionista ha scavalcato il rumore a sinistra", romanisti/laziali, condomini alla riunione di condominio, etc.

Globalize it!

Gara di telefilm stronzi tra me e un penpal ammerecano a nome Rex. Si è partiti dall'eulogia di John RIP Ritter ("Tre cuori in affitto" era bellissimo, ma lui s'è sbellicato sulla traduzione italiana di "Three's Company": It sounds like a Cantonese romantic comedy film). Si è finiti su "celocelomanca". Poveretto. Pensava di fottermi a trash, in quanto "Ugly American". L'ho stracciato.

Epilogo di una faticosa contrattazione (in italiano, che il mio inglese non merita tanto scorno).

- Ah, e poi c'era quel telefilm del camionista, che -figurati!- andava in giro con uno scimpanzè [Truck Driver, nda] -

- Rex... visto. Qualunque schifezza americana tu possa nominarmi, l'abbiamo avuta. Qualunque parto di LSD andato a male dei soggettisti di CBS, ABC o NBC, ha vagito anche qui [non ho proprio scritto vagito, 'na cosa simile, insomma - c'avrò pure il diritto di abbellirmi, no?]. La cosa per cui devi veramente ringraziare tutte le divinità in cui non credi è che da voi non arriverà mai "Primi baci" o equivalente idiozia francese. E che i tuoi amici non ti prenderanno mai per il culo perché ti chiami come un pastore tedesco -

15.9.03

Effetti deleteri

Mangiato troppo? Mangiato pesante?

Fa' come me. Apri il tuo Dreamweaver nuovo di pacca. Il tuo template sicuramente non ne guadagnerà, ma in compenso ti sentirai finalmente affetta da daltonismo.

Idiozie nuove coming soon. E' che ne ho fatta una personale talmente grossa che per non raccontarmela da sola devo far finta di esser seria.

12.9.03

Palinsesti selvaggi

... chettanto, chemmefrega, neanche ce l'ho una TV (e mi sto trattenendo dal domandare con la bava alla bocca chi si sta allegramente zompando Brooke in questo periodo - più che altro temo di sentirmi rispondere: "Massimo Giletti").

No, non ho una TV, e vivo benissimo.

(aperitivo: "Da quando non ho la TV mi sono riappropriata dei miei spazi, dei miei tempi... la serata casalinga passa in un costruttivo dialogo con me stessa, le mie aspirazioni, i miei propositi")

Ho riscoperto il piacere della radio.

(aperitivo: "... e poi rimanere svegli per sentire le trasmissioni notturne di Radio3... non puoi neanche immaginare! Delle rarità live pazzesche! Il coro dell'Armata Rossa accompagnato da John Coltrane! Van Dyke Parks e Sun Ra al Lollapalooza! Sinatra che crooneggia "I'm an Antichrist" al casinò di Las Vegas!")

In fondo non mi manca nemmeno più tanto il videoregistratore (non da quando l'ultimo mi ha tagliato a tradimento gli ultimi 20 minuti di "C'eravamo tanto amati", che era da vent'anni che non lo vedevo).

E meno male che non ho la TV, perché poi leggo che:

Sabato notte:
1,00 - RaiUno, Alta Fedeltà (che è una figata di giochino a riconoscere le copertine nel negozio, ma soprattutto le comparse! Al Johnson che si acchiappa il Captain Beefheart è da bacio in bocca con lingua a mulinello a chi ha curato il casting - che è anche John Cusack, quindi ci sta tutto) (soprassediamo sull'orario di una prima TV)
1,15 - RaiTre, Fuoriorario, Speciale Rolling Stones con tanto di Gimme Shelter (Ghezzi... porcazzozza, non puoi fare concorrenza alla TUA azienda! metti un bel Moloch stanotte!)

Domenica notte:
2,30 - Canale 5, Fuga dalla scuola media, di Solondz (che è il film che precede Happiness, e mi pare di aver detto tutto) (che poi non si dica che a Mediaset non battono la Rai... almeno in imbertamento di prime TV in palinsesto)
In contemporanea, su Italia1, il bio-pic sui Beach Boys (il solito incontro di catch commentato da Dan Peterson, no?)

e mi chiedo se i programmatori (o chiunque abbia qualche strano titolo di responsabilità con la faccenda) abbiano intenzione o meno di smetterla con la droga.

(essì, oggi ero in vena di post da "servizio pubblico al consumatore")

Come scrivere una lettera di licenz^H^H^H / reprise

Altra mail circolare aziendale. *Vera*. Uno dei motivi per cui non appennicarsi. Standing ovation per l'autore, il mio eroe prossimo venturo.

Buongiorno a tutti

desidero informarvi che martedì 30/9 io cessero' di collaborare con [società].

Nel ringraziarmi per il lavoro svolto ed esprimendomi i miei migliori auguri per il mio futuro professionale, vi indico le persone che prenderanno in carico, secondo le modalità di agenzia, le mie competenze:

- Omar il kebabbaro

- Sbirulino

- Wanna Marchi

Certo della collaborazione di tutti per consentire ai nuovi l'acquisizione degli strumenti necessari allo svolgimento delle loro nuove attività, vi ringrazio dell'attenzione

Buon lavoro (finche' ce n'e'...)

10.9.03

Elegia per un Narciso che mi perderà

I tuoi occhi si posano sulla tua immagine.

Sempre, ogni giorno.

E' come un eterno contare i segni intorno a loro, storie che si inanellano, come pagliuzze mobili all'interno dell'iride dell'universo.

Sempre, ogni giorno.

E ogni giorno porta via con sé uno sguardo, uno sguardo riflesso in umili oggetti, in specchietti retrovisori che sembrano dire addio al futuro e raccogliersi nel passato. Sguardi quotidiani che ti dicono che esisti, che ci sei, qui, ora, in questa piazza dove tutto corre, in questo rumore che perso nel tuo stesso sguardo non senti più.

Sempre, ogni giorno.

Perso in te stesso, nei tuoi occhi, nella visione di ciò che eri, in quello che sarai.

Ma almeno, porcaputtana, potresti riposizionare gli specchietti del MIO scooter come li avevi trovati, che è la seconda sera che parto a razzo e rischio di farmi inchiappettare dal furgoncino Esselunga, pensando di fare la mandrakata a zigzag e non accorgendomi che Clicca il Pomodoro sta per investirmi?

9.9.03

E lo chiamano Crisis Management questo Crisis Management senza te

Ok, mettiamola così. Pensate a un generico settore "servizi". Ci lavoro.
Ecco, ora prendete un genio della comunicazione. E' un mio capo.

Giunge alle 15 questa comunicazione defcon 5 a tutte le mailbox aziendali ferme per siesta:

Vi segnalo la notizia del ritorno SARS pubblicata su Repubblica e sul altri
mezzi di informazione.


[cinica]
(Occielo, il bookmark dell'oroscopo deve essere inavvertitamente scivolato su un quotidiano: 'sta cosa della Sars l'ho letta sei ore fa mentre decementificavo le palpebre)

Per [grosso cliente] siamo già allertati

[commossa]
(Io in piena pennichella da licenzianda, fregandomene dei destini dei clienti, e a pochi metri da me si sudava per far partire la contraerea del Crisis Management; ecco cosa mi intriga e mi inquieta del marketing: essere sul pezzo, prevenire l'informazione, precedere la conoscenza altrui e convogliarla nella rappresentazione del prodotto che si vuole diffondere. Chissà quali acute strategie adotteremo in questo momento di rischio?)

Prego chi lavora su clienti di aree A RISCHIO di stare allertati

[ISPIRATA!]
(Oh musa! Mi ricredo! Voglio rimanere qui con voi in trincea! Anch'io voglio essere allertata come te! Anch'io voglio prevenire l'informazione, essere sul pezzo, precedere la conoscenza, convogliarla, formare le menti, rappresentarle, plasmarle, pilotarle! COME, COME POSSO FARE?)

e leggere con attenzione i portali.

[...]
(Si potrebbe avere indietro la mia lettera di licenziamento? Vorrei consegnarla di nuovo, di fronte ai rappresentanti della stampa, se possibile - anche i portali vanno bene, grazie)

8.9.03

La vita è fatta di paragoni

Prima pensi: ecco, sono nato medio-borghese a Roma, son cresciuto accettabilmente felice, sono andato al liceo fascio-stile-anni-'80 che però-ti-fai-tante-conoscenze-utili, ho/ho avuto un lavoro decente con difficoltà tutto sommato superabili, una vita sentimentale equilibrata (tu, baby, che a me qualche psicopatico ha garantito un discreto bacino di storielle con cui allietare gli amici), ho passato tre anni a Milano dribblando più o meno felicemente art-director e verni.

Poi pensi: immagina di nascere - invece - in qualche buco di culo della California; immagina di avere un padre che scappa con un travestito incontrato a Tijuana e di guardare tua madre disfarsi nell'alcool o in qualche inquietante credo da setta ufologica; immagina di dover fare la conta degli amici persi per i più assurdi motivi (Kenny scomparve in quell'estate assassina dell'87, affrontando l'assalto di un battaglione di tumbleweed); immagina che bella collezione di perdigiorno da una notte, tutti inquietantemente somiglianti a tuo padre.

Ecco, tu che fai? Ringrazi per la buona sorte, vero?

Bravo, io no. Che il rocchenroll ora al massimo posso sperare di raccontarlo, invece che suonarlo.

(no, fondamentalmente è che mi piaceva la foto del tumbleweed)

7.9.03

Questo pazzo pazzo pazzo corpo umano

C'è una cosa che ha detto Sara sabato sera che mi rifrulla in testa. Sara è di Firenze e si è pensato che era carino portarla a cena in un posto dove ti fanno le grigliate di carne spacciandoti per fiorentina una bistecca alta due dita. Lei ci ha implorato quantomeno di non farle assaggiare vini toscani. Essia, che non si dica che non siamo di manica larga. Comunque, Sara questa cosa la diceva banalizzando il lessico scientifico, che in questa sede provvederò a banalizzare ulteriormente, fedele alla mia mission di vita. Diceva che dopo il parto l'organismo spara in circolo questa specie di endorfina che permette di non riuscire a ricordare l'intensità del dolore provato. Una sorta di meccanismo persuasorio che ha fatto sì che la specie non si arrestasse al figlio di Lucy.
Immagino che la stessa endorfina entri in azione ogni volta che si decide di preparare per cena linguine al pesto.

5.9.03

Il giorno della marmotta

Il semaforo di Via Morosini all'incrocio con XXII Marzo è sempre rosso, quindi ho agio di guardare la gente attraversare. L'altro giorno passa una tipa, attraversa andando dalla mia destra alla mia sinistra, cellulare in resta, busta con griffe, e penso "Carina". No, "pensare" non è il verbo esatto. Un riflesso condizionato nel mio cervello registra alla velocità della luce il fatto che abbia una gonna carina una maglia carina delle decolleté carine un taglio di capelli carino fisico carino, assomma i dati e il risultato è "carina". Lo penso delle volte, pur essendo per il momento eterosessuale praticante. Sono condizionamenti, lo dirà anche Crepet da qualche parte, no?

Vabbé, insomma. Ripasso il giorno dopo. Stesso incrocio, stesso rosso. E stavolta ci faccio caso. "Milano è piena di ragazze carine". Simile taglio di capelli cellulare in resta maglietta simile ma sportiva gonna simile ma jeans decolleté simili ma con i lacci alla schiava. Sacchetto con griffe diversa. Toh. Carina anch'essa (solita somma).

Il giorno dopo. Stesso rosso, stesso incrocio, stessa direzione di attraversamento. E' bionda, ma cazzo, riconosco che quella è la sorella rosa della maglietta di ieri, che la gonna jeans si è allungata di soli due centrimetri, che il sacchetto è girato per non far leggere la griffe e che le scarpe da rosse son diventate nere. E non mi freghi, hai l'auricolare, ti vedo.

E il giorno dopo? E' sempre il giorno della marmotta. E' sempre effetto Giralamoda. La bastarda è tornata castana e si è appiccicata delle miniextension, si è fatta fare lo spacchetto laterale alla gonna del primo giorno, la maglia è di quelle che si allacciano tipo accademico da danza e volendo possono nascondere un cellulare satellitare tra le pieghe, la griffe sarà famosa a Paderno Dugnano e dintorni, MA… ha fatto un errore madornale… *ha rimesso le decolleté rosse con i lacci*.

Perché io mica ci credo più che queste qui in giro son tutte uguali. E' sempre *lei*.

4.9.03

Rassegna stampa

Lettura new-economica delle notizie del giorno (chi ci lavora lo sa, 5 minuti ogni tot ore a sbirciare l'apertura del quotidiano online preferito). Una delle sbirciate odierne causa, naturalmente, frizzi e lazzi alla volta della categoria "antropologicamente diversa dal resto della razza umana" (frase che trabocca scienza da ogni lemma, accostamenti che sfidano la forza di gravità e rendono l'entropia solo un nome da discoteca di Mazzate sul Membro). Ma visto che già tutti ci si saranno avventati, qui nella stanza del dolore ci si butta sul commento del collaterale:

- Pera ha detto che non si doveva tirare in mezzo Ciampi nell'affaire Telekom Serbia.
- Del resto anche i tappetini del bagno sanno essere assertivi di quando in quando (il mio morde anche le caviglie).

update: copincolla da un amico su ICQ - grazie Andre'
voglio Gaucci leader dell'Ulivo
ci vuole un avversario all'altezza di Berlusconi

Sniffin' bleach

Destino cinico e baro: già la voglia di andare a lavorare è in vacanza da bauscia alle Maldive (anzi, bloccata in aeroporto a Mahé per lo sciopero dei controllori di volo); ci si mette anche l'ascensore, inutilizzabile fino alla settimana prossima, causa lavori di ristrutturazione dell'edificio in cui ci troviamo. Hanno finito di ridipingere la tromba delle scale. Bene. Ora stanno pulendo con secchio e stracci gli schizzi di vernice sulle tombali lastre di marmo che la decorano.

Salgo lentamente le scale.
Uno degli operai si scosta per farmi passare.
Sorrido, ringrazio e continuo lenta e svogliata nella mia ascesa agli inferi.
Alla curva delle scale mi ricade l'occhio sull'operaio.
E' lì, che mi guarda, immobile, estasiato, come Bernadette di fronte alla grotta.

Non avevo mai letto da nessuna parte che l'ipoclorito di sodio potesse avere effetti psicotropi tanto letali.

(quanto sopra è stato scritto l'altroieri; ieri il tipo era accasciato a metà della scala che va dal 3° al 4° piano, si preparava a scartavetrare il corrimano e mi cantava ispirato The Power Of Love, versione Frankie Goes To Hollywood... se qualcuno conosce comunità di recupero specializzate in scimmia da trielina si faccia avanti, per favore: salviamo il poveretto)

3.9.03

GUI for the masses

Pare, si mormora, si vocifera che questa sarà l'interfaccia del nuovo sistema operativo Microsoft, chiamato in codice "Longhorn". Ora, la mamma mi ha insegnato che quando si fanno le cose, si fanno bene: cos'è tutto quello spazio sprecato? E l'iconciona con due orsetti ricchioni che si abbracciano per accedere alla Buddy List? E quella con Holly Hobbie che saltella per accedere all'esclusivo canale MSNTravel? Ma soprattutto, perché non tridimensionalizzare la sempreverde mailme.gif con la lettera che si imbusta da sola per l'Inbox?

2.9.03

Live To Tell

[scena: Paola morente rivive come un flashback da cache uno dei suoi simposi intellettual-vip (ok, non facciamola tanto lunga: l'unico) – primo piano sul busto: nonostante l'autosputtanata continua a sfregarsi le unghie sul bavero della cybertuta]

Ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…

Ho visto Fernanda Pivano chiedere una pasta al pomodoro invece di un più canonico tacchino ripieno con salsa di mirtilli.

E ho visto amici con la faccia spalmata di materia fecale consigliare alla Nanda di aggiornarsi sulla letteratura americana con JT Leroy (se scrive libri così come si acconcia i capelli facciamo bene io e la Nanda a tenercene alla larga).

Ho visto Goffredo Fofi assalito da una bionda che gli chiedeva: "Ah Gianfrancoooo [sic]! L'hai letto l'ultimo Strega?".

E ho visto Fofi risparmiare la vita della bionda, che imperterrita continuava "Aho', guarda che è bello!" (per un'equa distribuzione del karma, stavo morendo io dall'imbarazzo).

Ho visto… (ma Roy Batty s'è mai fatto una chiacchierata?) vabbé insomma ho saputo che la bionda fa ufficio stampa per una casa editrice, dopo che mi aveva chiesto "Ma 'sti beat scrivono di musica?" (e ho pensato che a 'sto punto un giorno potrò vincere il Nobel per la fisica).

Ho visto un borghese piccolo piccolo sentenziare a Goffredo Fofi che Tomasi di Lampedusa ha scritto un "variopinto affresco" (insomma, se ce l'avete col fegato di Fofi, ditelo).

Ho visto un emerito docente universitario in materie sociali - nonché politico diessino - fare l'ardita equazione "lavori nel marketing = sei berlusconiano" partendo da un'analisi del gesto di Piero Ricca improntata allo stupore bambino (e qui mi sono incazzaaaaaaataaaaa – altro che Fofi). Ho visto me stessa spiegargli che ci sono percentuali bulgare di co.co.co. e precari nel marketing, mentre il vuoto dalemiano si diffondeva nel suo sguardo. E ho visto la sinistra perdere di nuovo le elezioni.

E tutti quei momenti dove andranno perduti?

[Paola si rialza nella sua cybertutina, "domani è un buon giorno per morire", e va ad aggiornare il blog]

1.9.03

OST per la scrittura della sottostante lettera

[dimenticavo: momento topico necessita di sottofondo topico]

Bobby Conn, Rise Up, Now!

E' la canzone della morte e della rinascita, come un novello Lazzaro pop beatlesiano che culla i torpori dei suoi limitati orizzonti: a un certo punto esplodono in un'apoteosi funky, e lì a quel punto ci puoi piazzare in rapida successione...

Kool & The Gang, Celebration

E' party, è rito orgiastico, è mistero di Eleusi che si fa Baccanale, è... (confido nell'abbassamento delle adrenaline a breve, don't worry).

Come scrivere una lettera di lic^h^h^h interruzione di rapporto

E' lì. Il tuo foglio bianco di Word (Star Office, vi, blocco note, insomma, quello). Ti guarda. Il momento è topico.

Ok, cominciamo.

Spett.le [società]
Indirizzo
Cap... cap? Cazzo, ilcap.
Sitositosito, www.[societa].it... Contact... lo s t r a m a l e d e t t o form...
In un tripudio di cassetti rovesciati, scatoloni tirati giù dal controsoffitto, sacchetti della Sma attorcigliati, calze e slip (se ci hai messo il libretto degli assegni insieme alla biancheria, DEVE essere lì anche lui), sembri Taz sotto acidi. Invece niente. In compenso ritrovi occhiali da sole, tutte le ricevute di medico/dentista/ristrutturatoreedile che non hai dato al commercialista e ormai non puoi più allegarle a Cud, 730 o quel che sia, e la giarrettiera nera di pizzo che un simpaticone ti aveva regalato al liceo. L'hai usata per strozzarlo, ovvio.

Ok, fermati un secondo. Respira. Concentrati... Dove vuoi che sia il biglietto da visita?... Nel portafogli! Tessera del videonoleggio... biglietto di ristorante... cerettara... raccolta punti profumeria... EUREK— no, porcapupazza... manca tutta la parte inferiore, l'ho usato per farci il filtrino (della sigaretta di tabacco, agentegargiulo, giuringiurella).

Vabbé, amen, ci pensiamo dopo. Veniamo al sodo. "Con la presente" (Emerita società di teste di vitello, il gruppo di vietcong sanguinari che avrei voluto spedire nelle vostre case nottetempo era occupato in una tournée di badminton, e quindi mi tocca scrivervi) "comunico l'interruzione del rapporto di collaborazione blabla" (per avvertirvi che se entro un mese mi toccherà ancora entrare una volta nei vostri puzzolenti uffici, non risponderò dei miei comportamenti) "decorrendo i 30 giorni di preavviso, come da richiesta di contratto, a partire dalla data odierna" (ecco, avete presenti quei tre progetti che dovevo far partire questo mese? Usateli al posto della carta igienica) "Ringraziandovi per il proficuo periodo di collaborazione" (C'avete fatto gli aeroplanini con le mie proposte? Cazzi vostri) "porgo distinti saluti" (ah, vaffanculo, naturalmente).

[Dear mr. Annan, if you should stumble here for some weird reason, I can only tell you one thing: infilza le unghie nella poltroncina e dormi preoccupato]

(senti, io al Cap ci metto 20100 e chissenefrega)

(Arial? No, triiiiiiiiste... Dai, verdana, come er blogghe... Cazzo, sii seria, è una specie di documento! Times no, eh? No, times no. L'hattenschweiler? Il lucida sans narrow extrabold? Il playbill! Dai che è simpatico – partono cinque minuti pieni di trip da font, stroncato da un ctrl + 5 (Tn) e Times New Roman, e via con la tristezza)

(oh, io non mi fido a lasciare il 20100, magari mi citano in giudizio per falsa testimonianza e mi costringono a lavorare qui fino al 2030 a stipendio dimezzato...)

(cellulare... rubrica... ecco... "STE'! Al volo, qual è il Cap di [società]???" "Vaffanculo" –clic-)

(mattugguarda 'sta bastarda, uno chiede un favore, lo sa che è un momento duro, gli amici proprio non ci sono mai quando ne hai bisogno, e questa me la lego al dito...)

(ahem, sono le 3 del mattino... ok, lo finisco domani in ufficio...)

(buonanotte)

31.8.03

Memorabilia: compie cinque anni il Movimento di Liberazione dalle Faccine

Una data storica, quella del 1998, che ha visto la nascita della speranza nei nostri cuori prostrati dall'abuso di faccine. Del resto, cosa aspettarsi da un grande vecchio dell'eversione, come acutamente scoperto da La Padania? (La Padania che ha peraltro appena puntato il dito contro il "terrorismo islamico ecoetnico" – pubblicità progresso, lo segnalo sul Barbiere - confermandosi lettura più divertente de Il Vernacoliere)

From: Zonker (zonker@fa.bo)
Subject: Lunga vita al MLF
Newsgroups: it.fan.culo
Date: 1998/09/09

ITALIANI! FRATELLI!

Si e' concluso oggi il primo congresso del Movimento di Liberazione dalle Faccine (MLF).
I vermi traditori del MLQ (Movimento di Liberazione dal Quote) sono stati espulsi con ignominia.
Quando il nostro Presidente ha annunciato la vittoria i nostri cuori si sono riempiti di profonda gioia.
Il MLF e' una fiamma inesauribile che animera' tutti i vostri cuori.
Da questo momento i dirigenti del MLF impartiranno ogni settimana le direttive generali e le direttive particolari per i poster.
La situazione di IFK e quella di tutta usenet verra' costantemente giudicata dai nostri dirigenti attraverso articoli e prese di posizione settimanali.
Gli aderenti dovranno amare i dirigenti, amare il Movimento, subordinare la propria vita totalmente, integralmente e senza nessuna riserva alle esigenze del nucleo d'acciaio del MLF , essi serviranno la causa rivoluzionaria del Movimento con il cuore colmo di gioia, ameranno il Movimento piu' della loro madre, sosterranno il Movimento con tutto il loro affetto ed eroismo, il MLF fiorira' splendidamente ovunque.
Un grande grido di dolore sale dal popolo di IFK: "Basta con le faccine!" - Abbiamo deciso di raccoglierlo.
L'azione che il nostro Movimento ha deciso di scatenare e' l'atto doveroso di chi sente il grido di rabbia e di dolore del nostro popolo e se ne fa portavoce, schierandosi eroicamente dalla parte di chi odia le faccine.
Il regno delle tenebre e delle faccine morte ha le ore contate, un futuro radioso ci attende.
I piacionatori sono i capi del regno delle faccine tenebrose, ma questo nuovo raggio di luce (il MLF) gia' riscalda il cuore dei giusti.
Questa e' solo un'alba piena di luce, il futuro sara' sempre piu' radioso perche' e' nato il MLF.
I piacionatori, questo putridume nauseante che avvelena il newsgroup, individui che trascinano la loro squallida esistenza rinnovando le orge e i bagordi di Roma imperiale, ravvivati da scandali, truffe,assassinii e suicidi, non avranno tregua.
La pazzia del piacionatore morente e' il desiderio di mettere in mostra le sue perversioni sessuali.
Ci riferiamo qui ai thread sconci che quest'anno sono cresciuti del 20%; lo spirito decadente e corrotto unisce ai gia' squallidi sentimenti del piacionamento anche l'erotismo di bassa lega.
Femmine perverse postano messaggi subdoli per attrarre i feticisti.
I loro rapporti sono improntati all'egoismo piu' schifoso e molti si ritrovano nella realta' per celebrare sabba magici e cerimonie pagane.

Per un utente aderire al MLF e' come per un assetato che ha passato una vita tribolando per procurarsi qualche goccia d'acqua, scoprire che dietro a un muro c'e' una sorgente fresca dove tutti possono bere a sazieta': la sua vita cambia completamente; da quando era bambino desiderava la sorgente, ora che l'ha scoperta alza la fronte fiero.
La marea montante del MLF e' inarrestabile, le nostre bandiere sventoleranno su tutta la rete.
I sogni della gioventu', i sogni delle nostre mamme, la volonta' dei nostri padri, lo spirito di unita' e di amore del nostro popolo, vivono in noi.
Mamma, non temere, il MLF ti asciuga le lacrime!
Moglie, non temere, il MLF ti rende l'amore!
Figlio, non temere, il MLF ti da l'avvenire!

LUNGA VITA AL MLF!!

SPARTACOOOooo!

Cristina mi guarda con l'occhio temibilmente assassino quando chiamo così la creatura. Ma a. c'ha la faccia da Spartaco (se non ci fosse la legge sulla privacy posterei le prove provate), b. quando me ne andrò da Milano ci vorrà almeno un mezzosangue romano da queste parti. Uno che quando cammina non si guarda la punta delle scarpe. Uno che non cazzia il vicino se il suo calzino è volato nel cortile dallo stendino deturpando l'idilliaco paesaggio condominiale. Uno che saluta quando entra e quando esce. Uno grande, grosso e gentile. Uno che sa che le puntarelle non sono appuntamenti di straforo con gli amici. Uno che quando soffia il vento sente il richiamo genetico del ponentino, non un'innaturale propensione a lamentarsene. Uno che gli girano le palle se deve spendere 50 euro per una cena di merda. Eddai, cazzo, a Spartaco sto augurando gran belle cose, visto il periodo di chiari di luna.

A Spartache', cresci sciccosamente coatto, sient'ammé.

30.8.03

Ti rendi conto che è ora di abbandonare una città…

… quando dopo tre anni di intossicazione (e conseguente ripulsa) da sushi, sashimi e nippofastfooderie - con parallela perdita di amicizie, crisi sentimentali e tragedie sociali varie - scopri un ristorante giapponese dove non si spende molto e fanno dei piatti di carne e degli udon da ululato. Insomma, ho esordito nei miei rapporti con Milano all'insegna di una serie di malori da pesce crudo e da wasabe (roba che ho la nausea anche solo a guardare da lontano le innocue alghe versiliesi), e li concludo con una nippo-riappacificazione. Ai segni del destino ci credo.

(pensiero acuto di notte fonda: che poi è come se i giapponesi andassero alla "Trattoria Friulana" di Tokyo e continuassero a chiedere ogni stracazzo di volta un tramezzino tonno e carciofini e l'impepata di cozze)

27.8.03

Parole, parole, parole

Paravia decide di mettere finalmente online il dizionario di De Mauro. Molto poco tempismo, dal momento che lo scopro oggi, che non ho più bisogno di minacciare di morte i colleghi che tentano di trafugarne la MIA edizione cartacea con la peggiore delle minacce "Te lo riporto tra un po'" ("tra un po'", per i digiuni di lessico scientifico, è l'unità di misura usata da astronomi e astrofisici per indicare il tempo impiegato dalla signora R. – mia vicina di casa estremamente sovrappeso e 82enne – per percorrere a passo lento la distanza tra la Terra e Sirio B). Edizione cartacea ottenuta dopo mesi di perorazioni, suppliche e autoflagellazioni presso l'ufficio acquisti dell'agenzia che, inizialmente inamovibile, giustificava i continui dinieghi con "Scusa, ma tu non hai studiato Lettere?".

Insomma, buttate pure il bookmark del Garzanti – che è un po' fetecchioso, diciamocelo – che qui oltretutto c'è quell'opzione ipertestuale goduriosissima con cui gli autistici come me possono andare avanti per ore, cliccando su tutti i lemmi pubblicati nella pagina. Chi si ricorda il vecchio Neoism? (questo è il nuovo, e neanche la Wayback Machine ne tiene traccia...)

Voci di servizio

1) Spariti i commenti al blog. Immagino sia un problema temporaneo di Backblog. Permettevano l'uso di faccine, non se ne sentirebbe comunque la mancanza.

2) Mi è giunta una mail. Evento effettivamente di per sé non meritevole di menzione, se non fosse che, a. giunge da un lettore (mamma...) di questo blog, b. mi chiede che fine ha fatto A song per day. Eh, abbiamo progetti importanti per quella rubrichetta (l'"abbiamo" non si riferisce ai miei sdoppiamenti di personalità, ma a due capocce ben distinte). Tanto ora divento un'illustre nullafacente, sto delineando universi futuri meravigliosi, su internet e non.

3) Questo template è la cosa più triste al mondo dopo le affissioni 12x9 dei megamobilifici romani sull'Olimpica (o delle parallele televendite dello stesso settore merceologico su Telelombardia). Non è proprio voce di servizio, ma ci tenevo a discolpare il mio già vituperato senso estetico.

25.8.03

Guinness di un primate

Nei 14 giorni di coma vigile romano ho letto o riletto le seguenti cose:

Le correzioni, J. Franzen
Persuasione, J. Austen
numero 7 gialli della Christie (è estate!)
Il profumo, P. Süskind (che ganza che sono, pure la dieresi)
Creatures of Habit, J. Baumgold (v.o.)

Il record parziale di prima lettura abbreviata è stato strappato da Franzen (ore cinque nette), mentre meritevole di menzione è l'ora e un quarto dedicata alla rilettura della Austen. Deludente la performance parallela con Il profumo (ben due ore e mezza). La lettrice compulsiva, intervistata sulla Gazzetta, ha dichiarato: "Non ho tenuto nella giusta considerazione la variabile 'noia'. Ma non temete, mi rifarò".
Il romanzo preppy newyorkese (acquisto fortunoso dopo essere stato – a buon diritto – abbandonato dal precedente padrone in un terminal di Fiumicino) vince il premio "Un certain régard", perché la v.o. di Barney's Version presupponeva una prima lettura in italiano, e la prova è stata quindi invalidata.

Le correzioni, dunque, è in lotta testa a testa con Romanzo criminale per il premio "Lettura compulsiva 2003". Presumibilmente il voto finale verrà ricavato in base alle differenti condizioni del campo su cui la prova è stata effettuata: entrambi su un Eurostar (con coda casalinga per la lettura concentrata del finale); per De Cataldo si è però trattato di una tranquilla domenica sul Roma-Milano, frequentata da disperati (e silenti) pendolari, mentre il Franzen è stato ostacolato da un Milano-Roma infrasettimanale in cui anche le tappezzerie erano state rivestite da turisti spagnoli particolarmente festosi e chiacchierini.

6.8.03

Parto

Vediamo. Sono una pendolare di professione, e i conti con le valigie non mi spaventano. Mutande, reggiseno e spazzolino. Portafogli, che se me lo rubano faccio concorrenza al più sfigato dei boat-people sbarcati a Porto Palo (sisì, è da tre anni che ogni mattina mi prometto che sarà la volta buona che decido di dividere strategicamente i 2 elementi che fanno di me una cittadina a tutti gli effetti – documenti di identità e bancomat). I biglietti li prendo in stazione. Pantaloni, gonne (finalmente potrò guardare un'estetista in faccia... saranno due mesi), magliette, camicie. Il vestitino no, che sono ingrassata, costumechestoaRomaenonsisamai, cd nuovi che con lo stereo rotto qui non ho potuto ascoltare (una, me ne andasse UNA bene 'sto periodo). Bollette da pagare a Roma che sennò torno e trovo le ganasce alla borchia telefonica.

Decido di lasciar qui alcune cose: crema idratante, libro da tradurre (siamo scaramantici), 4 collegamenti sul desktop ad altrettante ricerche di personale e un foglio Word con una dichiarazione di interruzione di rapporto lavorativo trasudante speranza da ogni carattere. Se torno fra due settimane e trovo anche che i miei coloriti vicini di casa hanno smesso di fare cover di O'Zappatore ogni sera, comincio a pensare che in fondo 'st'estate non è stata malissimo.

5.8.03

L'ineffabile, ovvero: se chiedessi una fricassea di rognoncini in glassa di gelsi vivrei meglio

Non mi piace il latte fatto bollire/scaldare. Non mi è mai piaciuto. Saprei riconoscerne il sapore anche di una quantità minima, lasciata raffreddare, e versata in un bigoncio di latte fresco. Non parliamo poi delle differenze di aziende produttrici. Potrei tentare il blind test. Ognuno nella vita nasce con un'abilità che lo rende persona unica. Nureyev ballerino, io sommelier di latte. Sì, forse il karma esiste...
Comunque, questo dono di natura mi pone nella scomoda posizione di essere la cosiddetta "avventrice cacacazzi da bar". Ho il massimo rispetto per il lavoro altrui. Giuro, vorrei sempre causare il minimo disturbo possibile con le mie richieste. La famosa scena di Harry ti presento Sally in cui Billy Crystal teorizza l'esistenza de "la donna ad alto mantenimento" mi mette in imbarazzo per la categoria cui mi pregio di non appartenere. Però il latte caldo mi fa schifo. Posso derogare su un cappuccino comune solo nel caso io abbia la matematica certezza che sarà un capolavoro di cappuccino, in cui la schiuma (quella mi piace) abbia una consistenza quasi cremosa.

Altrimenti, per andare sul sicuro, chiedo un "cappuccino col latte freddo". Non lasciatevi ingannare dall'apparente semplicità dell'assunto. Ci son voluti anni di studi (e di beveroni imbevibili) per coniare la locuzione che semanticamente meglio esprimesse la mia richiesta.
Analizziamola parola per parola.

Cappuccino: la parola rimanda al concetto di quella particolare tazza, con quella particolare quantità di caffè (equivalente a un caffè singolo). NON il bicchiere del latte macchiato (sennò chiederei un "latte freddo macchiato"). NON il bicchiere del caffellatte in cui una volta, in pieno dicembre, con 2° C, mi è stato portato il beverone composto da: latte ghiacciato e caffè ghiacciato, residuo di un bottiglione di due estati prima a giudicare dal retrogusto.
Il vantaggio del cappuccino col latte freddo è quello di essere solo freschino d'inverno, e solo tiepidino d'estate. Ho detto che non mi piace il latte caldo, non che amo farmi venire attacchi di colite in un esercizio pubblico.

Ok, abbiamo fatto scendere la quantità di caffè da cappuccino in una tazza da cappuccino. Veniamo al secondo step: col latte freddo. Qui ci si gioca una carta importante. Non basta aver trovato la locuzione che meglio circostanzi il prodotto richiesto. Bisogna improvvisarsi dei novelli Lawrence Olivier per darle anche l'intonazione giusta, che non ammetta equivoci o ambiguità di sorta. Perché ambiguità ce ne sono, come ti fanno notare i *veri* cacacazzi che ti dicono: "Ma guarda che si chiama cappuccino perché la schiuma, che ne è ingrediente essenziale, forma come un cappuccio che...". Nessuno ha mai detto che la lingua è una scienza esatta. Provateci voi a dargli un nome esplicativo, se ne siete capaci.

Io giuro, e giuro perché poi magari sembra che esageri, ma ecco in questo caso non esagero affatto, giuro che tra le tante disavventure (tra cui quella di esser costretta a scrivere e stampare un foglio di Word con l'esatta preparazione dell'esotica bevanda, perché il bar che ci portava le ordinazioni in ufficio sembrava non capire la mia richiesta), giuro che ho visto una volta una barista mettersi quasi a piangere nell'ilarità generale degli avventori, e nell'imbarazzo mio di dover fare la parte dell'avventrice cacacazzi. Era arrivata al secondo step senza intoppi. Probabilmente quella mattina, assonnata, avrò omesso l'intonazione quantitativa delle sillabe nel recitare il mio mantra da bar. Il bar è quello solito delle mie colazioni. La ragazzetta è nuova. Ahia. Comincio a seguire con apprensione i suoi armeggiamenti. Ha davanti solo una tazza da cappuccino, il mio, e ha in mano sia il bricco col latte scaldato, sia il tetrapak col latte fresco. Intervengo soavemente ma con una nota di terrore nella voce: "Guarda, mi basta solo il latte freddo". Mi guarda. C'è il vuoto nei suoi occhi. Quello che probabilmente c'è negli occhi di un militare di leva mandato in missione in mezzo ai cacciatori di teste.

Sorrido, comprensiva e paternalistica. "Guarda, basta riempire la tazza di latte freddo, esattamente come faresti col latte caldo". Accanto a me, due signori ridacchiano a volume zero. Tento di spegnere la targa luminescente "cacacazzi" che mi lampeggia in fronte, e sorrido benevola ai signori. Errore clamoroso. La barista ha avuto tempo e modo di riempire a metà la tazza con l'ingrediente giusto, ma, mentre sto di nuovo volgendo lo sguardo verso di lei, colgo con la coda dell'occhio la scena terrificante in cui dal bricco del latte vaporizzato schiuma e latte caldo stanno scendendo inesorabili nel MIO EX cappuccino col latte freddo.

"NOOOooo...". Inutile tentare di rimodulare l'esclamazione in corsa. L'urlo di dolore e di rabbia è trapelato da quelle vocali strozzate. Il volume delle risatine si alza. La barista mi guarda tremolante. Tento di togliere il sottofondo di stizza dalla frase "E' semplice... tazza da cappuccino... caffè caldo... latte FREDDO... STOP!", ma la voce che esce fuori è ultraterrena, appartiene a qualcun altro, NON E' LA MIA! La barista è basita. Un luccicone le brilla tra le ciglia da cerbiatta abbandonata in mezzo a un mondo di leoni dalle peculiari galatto-preferenze. Gli altri leoni ruggiscono dalle risate. Io sono di un'elegante tinta tra il ciliegia e il bordeaux che Valentino mi invidierebbe tantissimo.

Giunge il proprietario del bar, in soccorso di noi tutti. Convoglia la cerbiatta verso un più ortodosso caffè macchiato, mi fa il mio cazzo di cappuccino col latte freddo comme il faut, che viene trangugiato e pagato nello stesso secondo per agevolare la mia precipitosa fuga.

Baristi di tutto il mondo, vi prego, è semplice. Se volete faccio arrivare anche a voi la ricetta. It's easy, it's fun. Fatemi il mio cappuccino come dico io. Io in compenso continuerò a mangiarmi quei soprammobili di gommapiuma che avete il coraggio di chiamare "brioche".

2.8.03

Un ricordo

di quel 2 agosto di tanti anni fa, di cui riacchiappo a stento confusi flash da tg. Non c'è stato un episodio a scalpellarmelo nella memoria come quello accaduto a Stefano, che lo ha raccontato su it.arti.musica.rock.

Ero in treno, quel giorno.
Si stava andando al mare, con nonna Edler e nonno Carino.
Non impressionatevi coi nomi (anzi, credo che Carino sia un Vedber all'anagrafe...), dalle parti di Ferrara e' piuttosto comune un'onomastica a dir poco stramba: retaggi anticlericali, piu' che altro.
Meta, come ogni anno, Lido delle Nazioni (be', non e' esatto: a volte pure Pomposa) : partenza da Porta Venezia alle 6.30 di mattina. Arriva il tassi' per portarci in Centrale, un lusso della madonna, i miei mi avrebbero fatto sgambettare con le valigie e via andare...
Traggo vantaggio dall'anzianita' dei congiunti senza rimorso alcuno e arriviamo in stazione per fare il biglietto: la linea che sceglievano loro era sempre Milano - Mantova Suzzara - Ferrara.
Ora non esiste piu', l'hanno dismessa da anni. Era vecchia , lenta e credo avesse anche un tratto non di proprieta' FS: il vantaggio che aveva era che mettevi secchiello, paletta e formine nello scompartimento e le tiravi giu' dopo 4 ore, senza corse e rincorse per acchiappare coincidenze...

"Biglietti, grazie"

Mi stavo addormentando, 'sto rompic...
Vicino a mia nonna, una ragazza sui vent'anni lo porge al controllore:
"A che ora arriviamo a Bologna ?"

[Che sfigata, ha cannato treno ih ih...]

"Non ferma a Bologna, signorina"
"Come, non e' quello che va a ferrara ?"
"Sì, ma e' la linea per mantova"
"No, ma io devo scendere, come faccio, devo incontrarmi a Bologna per le 10..."
" Eh guardi, oramai deve aspettare la prossima: e poi non le conviene neanche. Dovrebbe tornare indietro e non farebbe piu' in tempo...noi verso le 10 e mezza siamo a Ferrara, veda lei"

Ai tempi mica c'erano i cellulari come adesso, che e' un'attimo avvisare: il puntello era sacro e inviolabile, ora e' un work in progress :)
Cmq la fanciulla resta nello scompartimento e mia nonna, per consolarla, gli attacca un bottone da sfinimento: una vera portinaia conosce tutti i trucchi del mestiere, d'altronde...

Si scende, saluti, l'autobuss per i lidi, tranquilli in agenzia a ritirare le chiavi.
Il tipo ha una faccia strana nell'accoglierci: "Ah, siete arrivati: avranno gia' telefonato due o tre volte..."
"Eh la peppa, sara mica successo qualcosa a casa..."
"Non sapete ? Un esplosione a Bologna, sembra una bomba..."

Io non riconoscerei piu' quella ragazza neanche se me la trovassi a un metro, ma ogni anno penso a lei, la sfigata che sbaglio' il treno il 2 Agosto 1980.

Ofelé, fa el to mesté, ovvero: come la teoria dell’usabile panificazione ha globalizzato l’orrendo ferrarese

Visto che il mio sottoutilizzo professionale (vd. post sottostante) mi permette di avere ora molto più tempo, mi sto dando a pratiche di inutile cazzeggio in rete, per recuperare dinamiche e discussioni che spesso e volentieri mi son sfuggite nella convulsione delle famigerate deadline (nomen omen).

E’ da un paio d’anni che, parlando con studenti e studentelli che commentano miei lavori (su testi e piani editoriali non sento ragioni, almeno fino a che non sapranno scrivere in italiano; la pugna si svolge su alberi di navigazione e interfacce front/back-end), mi sento rimproverare la mancanza di “usabilità” (è Nielsen il vero globalizzatore! neanche lo linko, per spregio), con lezioni di vita e professionali che superano in supponenza uno Sgarbi della Gestalt (o come diamine la chiamano ora in quei costosissimi corsi di formazione per futuri disoccupati che si gonfieranno di sdegno nello spiegare al cumenda della fabbrichetta di formaggi che no, il puntatore a mucca non è riconosciuto dal w3c, che non è corretto mettere famiglie di font serif – ma a lui PIACE il Times! - e che loro si RIFIUTANO di derogare fino a questo punto alla loro ferrea etica nielseniana).

Bene, allora, voi che ne sapete, posto che il mio lavoro è merda non usabile, mettete dieci persone davanti allo stesso sito di vostra scelta, usabile o meno, e mi gioco parte dello stipendiuccio di agosto (l’ultimo, forse), diciamo un 100 euri, che non ce ne sarà una che interpreterà allo stesso modo l’interfaccia che si trova davanti. E se lo farà, sarà per dirvi: “oh, ma son tutti uguali sti siti”.

Per raccogliere il guanto, l’indirizzo mail ce l’avete lì nella barra di sinistra. Non sarà usabile, ma anche un browser vocale riesce a trovarvelo.

(a proposito di mucche e formaggi, quest’alpestre delizia l’ho trovata cercando materiale per il mio lavoro. Giuro che, dopo aver letto le informazioni che mi servivano, ridevo come un’imbecille, divertendomi a passare e ripassare il puntatore sul movie per sentire il campanaccio. A Nielsen verrebbe il coccolone. Io, sgamatissima lettrice di Salon, Wired, etc., quel sito ce l’ho tra i preferiti – anche il reblochon, ma quella è altra faccenda...)

1.8.03

Senza parole...

... se non quelle che, bontà sua, il Barbiere della Sera mi ha gentilmente pubblicato.

So di aver sempre avuto fiuto, ma la creazione di un blog a scopo di sfogo solipsistico mai fu più tempista.

Né altrettanto menagrama.

29.7.03

Cambio descrizione

Mi han fatto notare oggi che sembrava copiata da Brodo Primordiale...

Non me la ricordavo: sarò mediocre e derivativa, sì, ma non plagiaria, eccheccazzo.

Paralipomeni della topamachia [l'abbiamo fatto tutti, siete come meeee!]

Metto subito le mani avanti: mi sono iscritta a un servizio di messaggeria su web per pure analisi scientifiche, giuro, mica per rimorchiare (anche perché è uno di quei posti in cui le femmine si descrivono con l'aggettivo "solare" e "anticonformista", vd. Labranca – potete immaginarvi la media dei maschi, ecco). Dopo questo popò di trottata passo al succo.

Confidando che la natura sia benigna nella quota minima di intelligenza assegnata a ciascuno, compilo il mio profilo.

Eccolo qui:

Il mio nick è ispirato al vento che scompiglia le fronde degli alberi prima di un temporale estivo. Sono solare ma anche lunatica, estroversa ma anche timida, romanista ma pure della Lazio. Il mio cibo preferito è il topinambur, sono del segno dello Scorpione, ma non mi piace dirlo in giro.
(Il mio nick, per la cronaca, è il titolo di un album, che chiunque sappia pigiare il mouse su un bottone poteva trovare facilmente su Google. Ma vabbè)

Dato l'alto numero di messaggi del tipo "Che profilo intrigante", "Come sei misteriosa", "Mi dai la ricetta del topinambur", e altre amene conferme del fatto che o la natura è matrigna, oppure la fame di topa è troppa, decido di lanciare un hint; accanto al profilo c'è uno spazio da riempire con le proprie "news". Lancio un'ancora di salvezza ai tapini dicendo "Il test del QI mascherato da profilo ha fatto una strage. Complimenti".
Poteva andare peggio? No? Sbagliato, è andata peggio. Mi riconnetto qualche tempo dopo e mi ritrovo questo messaggio:

ciao nome del vento......
come abbia fatto il tuo annuncio ad avere successo resta un grande mistero......ci deve essere in giro gente messa molto male.....non hai detto niente.....a parte l'eta' si capisce giusto (forse) che vivi a roma......
boh....contenta tu.....
Gli rispondo qualcosa tipo: perché mi scrivi allora? - notare il "ciao nome del vento", ssso' aggressivo, ma anche dorce, magari me la dà.

ti ho scritto perche' purtroppo ogni tanto non riesco a stare zitto......e comunque non ti ho scritto le parole che avrei preferito scriverti.......se il tuo annuncio mi avesse colpito....
bye
La mia replica verte sul fatto che il genere di approccio "attacco facendo finta di non filarti" non è che sia proprio fenomenale e che bisogna finirla con questo spreco di puntini, con l'inflazione che ci troviamo (errore clamoroso, dovevo tenerlo sul filo più tempo).

senti bella....una romana me la 'sso ggia'ssposata.....eddivorziata pure.......quindi vai tranquilla.....penso che una nella vita basti......quindi non ti montare la testa......e possibilmente vola un po' piu' basso.....perche' qui intralci il traffico!!!!!
see you.....
Tento di recuperare il terreno perduto, mettendomi in bullo-style: "ahahahah sei fenomenale, ma chi sei, Rambo?" etc, per non intimorirlo.

veramente chi mi sta rallegrando la serata sei tu......anche perche' abbai tanto......ma alla fin fine ho notato che solo le brutte non mettono la foto!!!!!!
e non ti disturbare a mandarmene una di qualche amica piu' bella di te........perche' se anche fossi la hunziker non mi farei mai 600km per portarti a letto......
:-)
ok..... it's up to you........vediamo che cagate ti inventi adesso....
Dopo essermi ribaltata sulla sedia per il tocco di finezza (e per l'evidente petardo dell'iperbole finale), tento di metterlo in difficoltà facendogli notare che, visto che è stato lui a scrivermi, un malizioso potrebbe pensare che ci voleva provare, ma che, visto che le mie risposte non erano state propriamente incoraggianti, ora si rifugia nel più alvarovitalesco dei topoi: "sei un cesso". Gli rinnovo altresì la mia ammirazione per il suo fenomenale genio comico.
si.....io sono fenomenale....lo so......ma cio' non toglie che tu sei BRUTTA......e a quanto pere non solo fuori......
Al che avanzo l'ipotesi, terra terra ma fondata, che stesse rosicando. Gli ricordo che non è bella cosa darlo a vedere e che, trovati 15 secondi liberi in agenda, avrei potuto insegnargli qualche basic della dialettica (e di vita).
mi spiace deluderti......ma non solo non mi scopo te.......in realta' non mi scopo nessuna donna per cui dovermi spostare piu' di 50-100 km......e per il mio modo di rimorchiare le donne in rete (modo efficace,ti garantisco).....mi sembra di averti gia' scritto che se avessi provato un minimo interesse per te mi sarei presentato in tutt'altro modo.......in realta' sono contento di averti scritto....mi hai fatto fare 4 risate.....ma ho inviato il primo messaggio solo per sputarti in faccia quanto poco vali tu e i tuoi spasimanti telematici.......
se vuoi continuare fai pure....tanto io scrivo per mestiere.....quindi non ho alcun problema a risponderti......tieni presente che avresti potuto sputtanarmi tranquillamente....ma oltre che brutta mi sembri anche un po' a corto di cerebro.....quindi ti e' stato impossibile capire come......
Mi (e gli) chiedo in quale lingua si esprima il suo talento scrittorio, e se per caso avesse concordato un pagamento a puntini. Comunque capisco il suo punto, non avere l'ultima parola è frustrante, soprattutto con una donna che si pensava di capitombolare con un "ciao nome del vento" etc.
no.....non mi pagano a puntini.......ma per ogni cagata che scrivo......non sono un fottuto giornalista.....scrivo testi rap per artisti che probabilmente conosci benissimo......comunque,quando dicevo continua pure stavo scherzando.....per un po' e' stato divertente ma adesso mi sono abbastanza annoiato.....passo e chiudo.

ps
se vuoi rispondermi per aver l'ultima parola non posso negarti questo diritto.....ma questa e' l'ultima mail che ricevi dal sottoscritto...
buona vita....


Ho parlato con uno che scrive testi rap per artisti che probabilmente conosco benissimo, mica con un goffo rimorchiatore di rete e puntinista folle qualsiasi, eh? (notare il "fottutissimo", l'IceT della Bassa tira fuori gli attributi).

(in un impeto di PMS sarei potuta andare oltre e chiedergli i nomi dei committenti, così da ricordarmene al momento di proporre qualche articolo. Ma ridevo troppo)

PS A onor di cronaca qualche bravo guaglione c'è. Nel senso che magari potrebbero trasformarsi nei nipoti della Saponificatrice di Correggio quando ti incontrano, ma almeno nell'interfaccia digitale si comportano da cari, normali, mediocri ma rassicuranti esseri umani.