26.5.09

"Che mangino brioche!" (e due)

Sono a Roma e sono particolarmente innervosita.
Leggere quindi i blog "dde sinistra" diventa un'attività ludica che mi permette di sfogare un po' di bile. Nello specifico, tutti quelli che hanno deciso che la classe non è acqua, e che l'affaire Berlusconi-Letizia è solo volgare attività gossippara, indegna dell'attenzione che invece meriterebbero temi come la deriva delle galassie. Che signori si nasce, noi di sinistra lo nabbimo, e di queste cose si parla dal parrucchiere (ché, il parrucchiere, nonostante siamo di sinistra, fa popolino, e l'impovtante è sempve distinguevsene, pev cavità).

E quindi che orrore Repubblica, ma cos'è quello, giornalismo? Non si parla di qualcosa di pallosissimo, è sesso e carnazza, è psicopatologia, e io sono così blasé che devo mettere delle protezioni alle narici, troppo sensibili per occuparsi di altro che non sia geopolitica dell'America latina.
Perdendo al solito l'occasione per cogliere il punto nodale.

Il fatto è che per la prima volta in anni un quotidiano a diffusione nazionale si sta esercitando in una nobile arte misconosciuta: il fact-checking. E lo sta facendo su un episodio che tutta la nazione segue. (Che orrore, si appassionano al sesso e carnazza, invece che all'ultima performance di Ascanio Celestini con gli sbandieratori di Marostica e la Fura dels Baus... ma ci pensi?)
Ma a noi dde sinistra ciò non sta bene, perché la nobile arte del fact-checking andrebbe applicata solo ad argomenti nobili.
Perdendo al solito l'occasione per cogliere il punto nodale.

Ché il punto nodale non è chi Berlusconi si tromba, ma se mente o meno al riguardo. (Eeeh, dai, non ritirarmi fuori l'inchiesta di Kenneth Starr, ché quelli sono americani puritani, e poi vedi che alla fine c'hanno avuto la crisi?) (1)

Ma no, neanche quest'arma va bene per scalzare questa sciagura dal suo posto.
Ché i manginobrioche vogliono vincere parlando di politica. (Cosa ci sia di più "politico" di un ufficiale di Stato che continua a mentire ai cittadini di quello Stato non si capisce bene, ma deve avere a che fare con gli equilibri instabili dell'area caucasica.)

E allora, che sia, manginobrioche. Presentatevi domani davanti a Palazzo Grazioli e sfidatelo, nobilmente e cavallerescamente, schiaffeggiandolo con un guanto. Poi, mentre voi roteate la sciabola e lui tira fuori la pistola come Indiana Jones, beatevi del fatto che voi, al popolino, non vi ci siete mai mischiati. E che neanche in punto di morte vi riuscirà di cogliere il punto nodale.

Son vanti.

(1) Posizione che accomuna Tremonti e i manginobrioche